Mostra Claudio Gobbi. An Atlas of Persistence - Venezia

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 07/12/2021 Aggiornato il 07/12/2021
Dal al
Venezia (VE)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le notizie pubblicate sono verificate fino alla data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia e al peggioramento della situazione contingente, possono subire modifiche legate a nuove restrizioni richieste per legge, anche a livello locale e regionale.

Regione: Veneto
Luogo: Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Santa Croce 2076
Telefono: 041/721127
Orari di apertura: 11-17 da giovedì a domenica. Aperture straordinarie da venerdì 17 dicembre 2021 a domenica 9 gennaio 2022
Costo: 10 euro; ridotto 7,50 euro
Dove acquistare: https://muve.vivaticket.it/ita/tour/ca-pesaro/573
Sito web: https://capesaro.visitmuve.it
Organizzatore: Direzione regionale Musei Veneto e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) del Ministero della Cultura, con la Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro e in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale di Venezia
Note:
La mostra di Claudio Gobbi (Ancona, 1971) presenta due progetti fotografici che affrontano il tema dell’identità culturale europea attraverso i segni e le forme che questa genera sul paesaggio e sull’architettura, evidenziando i tratti permanenti rispetto a ciò che muta: la persistenza. La prima ricerca indaga l’iconografia degli interni dei teatri del ‘900 lungo tutto l’arco europeo, il secondo lavoro sviluppa una riflessione sull’immutabilità tipologica delle chiese armene disseminate anche fuori dai loro territori storici.

La serie sui teatri interessa oltre 25 Paesi, dal Portogallo alla Russia, dalla Francia alla Turchia, e traccia un percorso culturale attraverso lo spazio e il tempo, da cui questi luoghi emergono come esempi di memoria condivisa, forme di perpetuazione di un’identità collettiva che sembra superata ma che ancora resiste.

In dialogo con il lavoro sui teatri, “Armenie ville” restituisce un album del ‘sempre-uguale’ che registra l’archetipo delle chiese armene, la sua disseminazione al di là delle frontiere caucasiche e la sua presenza nei territori della modernità, come in Francia, dove vive una delle più vaste comunità armene del mondo.

Le 64 fotografie in mostra sono di natura e provenienza diversa: alcune sono state realizzate dallo stesso Gobbi, altre sono immagini reperite negli archivi di vari Paesi (dall’Europa dell’Est alla Russia, dal Medio Oriente al Caucaso), altre ancora trovate su internet o commissionate ad autori diversi.

Evidenziando un modello architettonico rimasto sostanzialmente invariato per più di 1500 anni, il lavoro analizza i concetti di tempo, migrazione, memoria e identità, ponendo al tempo stesso questioni interne al linguaggio fotografico come l’autorialità, la serialità, la rappresentazione e la materialità della fotografia, temi a cui rimanda l’intenzionale ed equivalente compresenza di fotografie d’epoca, scatti d’autore, foto anonime e cartoline.

Un nucleo di opere esposte in mostra entrerà a far parte delle collezioni ICCD in coerenza con la sua mission di documentazione del patrimonio culturale e a testimonianza di quanto oggi la fotografia possa essere uno strumento di ricerca.

La mostra è a cura di Francesca Fabiani.
Claudio Gobbi. An Atlas of Persistence
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