Mostra “Clashes for Palestine” - Parma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 20/02/2018 Aggiornato il 20/02/2018

La mostra presenta una ricerca nel mondo della fotografia documentaristica, soprattutto della "Aftermath Photography", con cui si intende la fotografia dell'indomani, delle cicatrici, di quello che è rimasto. E' una storia raccontata fotograficamente, l'essenza di verità nascoste in una sequenza di biglie, realizzata dal fotoreporter Marco Bottelli e che inizia nel 2014, lo stesso anno in cui Bottelli ha raccolto nel quartiere di Shu'afat a Gerusalemme est, le biglie che ha poi fotografato. Il progetto prende il suo avvio a seguito di un grave evento: "La mattina del 2 luglio 2014 un giovane palestinese di 14 anni Mohammad Abu Khdeir, di Shu’afat, un quartiere di Gerusalemme Est, è stato rapito ed ucciso da alcuni estremisti israeliani. La brutale uccisione è avvenuta in seguito al rapimento ed uccisione di tre giovani israeliani in West Bank, nell’area tra Betlemme ed Hebron. Sono seguiti violenti scontri tra giovani palestinesi di Shu’afat e le forze di polizia israeliane che sono proseguiti per alcuni giorni. Questi fatti hanno contribuito ad aumentare la tensione fra israeliani e palestinesi sfociata poi nella guerra di Gaza conosciuta come operazione “ Protective Edge” lanciata l’8 Luglio 2014 e conclusasi il successivo 26 Agosto”.  Il soggetto della biglia nella sequenza di fotografie esposte trasferisce  un grande significato sociale, che supera il tempo e lo spazio in cui si trova. Mostrando la bellezza dell’oggetto, insieme di luce e colore, svela invece un’altra realtà, strumento e soggetto dal duplice significato: quello universale, ovvero messaggero di una storia drammatica a cui assistiamo impotenti, e messaggero nel mondo, attraverso un elemento che diversamente dalla sua natura, diventa elemento di un conflitto bellico (le biglie sono spesso usate come proiettili da fionda dai palestinesi durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane). Il progetto della mostra, curata da Paola Paleari, è di Marco Bottelli.

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Parma (PR)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Emilia Romagna
Luogo: Cubo Gallery, via La Spezia 90
Telefono: Sito: www.cuboparma.com
Orari di apertura: 16,30-19 mercoledì; 10-13 giovedì; 16,30-19 venerdì; 10-13; 15-19 sabato. Altre visite su appuntamento
Costo: Ingresso libero
“Clashes for Palestine”
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