Mostra Claritudo. Luce e trasparenza - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 26/03/2019 Aggiornato il 26/03/2019
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: Basilica di San Celso, corso Italia 41
Telefono: 02/58313451
Orari di apertura: 15-19; sabato e domenica 10-19. Lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.santamariadeimiracoliesancelso.it
Organizzatore: Basilica di San Celso
Note:
La mostra, a cura di Angela Madesani con Elisabetta Mero, presenta le opere di cinque protagonisti dell’arte contemporanea: Satoshi Hirose, Maria Lai, Jacopo Mazzonelli, Elisabeth Scherffig, Antonio Trotta.
Il concetto guida dell'esposizione è costituito dalla luminosità trasparente, dalla luce di conoscenza, di sapienza, dalla luce spirituale che viene trasmessa attraverso l'arte.
La rassegna è stata concepita appositamente per il luogo, uno dei più importanti della cristianità milanese, la cui fondazione si situa nell’VIII secolo d.C..

Dell'artista Maria Lai (1919-2013) è esposto il piccolo libro intitolato "Ciò che non so", del 1984. Il suo libro ricamato, con i fili che diventano materia tattile, segno e colore, è un atto di umiltà, è la consapevolezza di non sapere.

Di Antonio Trotta (1937) è il grande libro Filosofia, con il titolo scritto in caratteri greci, di marmo bardiglio imperiale. È un libro che non si apre e che è opera stessa. Per lo scultore la materia è un problema di luce. Qui il riferimento è alla cultura, alla grecità di cui un uomo del sud Italia come Trotta è figlio.

Il mutamento, condizione imprescindibile della vita, è momento fondante della ricerca di Elisabeth Scherffig (1949). Sull’altare, una di fronte all’altra sono poste due sue sculture. Una è il calco della sua testa coperto d’oro. È il pieno in contrapposizione al vuoto della leggera e trasparente testa di organza di seta e porcellana, ricavata sempre da un calco della sua testa.

Solo di Jacopo Mazzonelli (1983) è un’opera sull’uomo. Il suono di un violoncello, nel suo registro acuto, che si approssima al violino, sembra un pianto. Attraverso la musica, l’essere umano riesce a giungere ad atmosfere altre, con un processo di trasformazione teso a superare i nostri limiti.
Doors, porte, indica l’accesso a nuove dimensioni, anche spirituali. La porta non è soltanto un elemento di separazione, quanto piuttosto la parte portante di un processo, che ha a che fare con la natura spirituale dell’esistenza.

Satoshi Hirose (1963) esprime la sacralità del quotidiano nell’opera Star Dust (2000), lunga oltre nove metri, che pende dal soffitto e si piega a terra. È come una sottile stele fatta di pasta, di stelline blu.


Claritudo. Luce e trasparenza
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