Mostra Christian Frosi. La Stanza Vuota - Bergamo

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 21/05/2022 Aggiornato il 21/05/2022
Dal al
Bergamo (BG)
ATTENZIONE
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Regione: Lombardia
Luogo: GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, via San Tomaso 53
Telefono: 035/270272
Orari di apertura: 15-19; sabato e domenica 10-19. Martedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: gamec.it
Organizzatore: GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Note:
A dieci anni dal suo ritiro dal mondo dell’arte, la GAMeC di Bergamo dedica a Christian Frosi (Milano, 1973) questa prima esposizione museale del suo lavoro, e presenta per la prima volta insieme oltre 30 opere, realizzate in poco più di dieci anni di attività, che raccontano la transitorietà, elemento costante della sua produzione artistica.

Il percorso di mostra comprende lavori come la nuvola di schiuma prodotta per la prima personale a Milano (Foam, 2003), e altri meno conosciuti, tutti costruiti attorno a principi di precarietà, fuggevolezza, evanescenza, che ritroviamo anche nella carriera dell’artista.

L’inizio del percorso di Frosi è facilmente documentabile e coincide con la
conclusione degli studi a Brera nel 1999, mentre le sue ultime tappe professionali
sono, a partire dal 2012, sempre meno rintracciabili. Da quell’anno, seppur non ci
sia un momento preciso, Christian Frosi smette di essere un artista: sceglie di
non produrre, di non partecipare, di sottrarsi alla storia dell’arte, alle sue
circostanze e ai suoi attori.

Frosi si è lentamente e inesorabilmente reso irraggiungibile, troncando qualsiasi
comunicazione con il mondo dell’arte, unendosi, senza una ragione evidente, alla
schiera dei dropout, di coloro che, nella definizione di Alexander Koch, “in un
determinato momento X sono stati localizzabili nel campo dell’arte e in un
momento Y, successivo nel tempo, non lo sono stati più”.

La scelta di occuparsi di Frosi, dopo quasi dieci anni di silenzio e inaccessibilità,
nasce innanzitutto dalla necessità di ricordare, proteggere, conservare il suo
lavoro in modo che si possa continuare a osservare, contestualizzare e magari
capire sempre meglio l’artista.
La seconda ragione sta nella volontà di leggere la sua invisibilità alla luce di un presente artistico e sociale in cui si è chiamati a esserci sempre, in cui il silenzio è una scelta sempre più impervia e rara.

Osservare queste pratiche aiuta a comprendere le innumerevoli sfumature che
nell’arte assumono la fuga, il vuoto, che nel caso di Christian Frosi hanno trovato
compensazione in una produzione enigmatica e transitoria, capace di dominare
per dieci anni la scena italiana e che oggi è presentata alla GAMeC.

La mostra è curata da Nicola Ricciardi.
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