Mostra Casa Italia Milano Cortina 2026 – Musa - Milano

A cura di Manuela Vaccarone
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Per segnalare una mostra scrivere a eventi@cosedicasa.com
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Milano
In occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Casa Italia apre per la prima volta al pubblico scegliendo il tema Musa, omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale.
Con Milano Cortina 2026, Casa Italia approda in Italia e, con MUSA, segna il compimento di un cammino decennale che ne consolida il ruolo di piattaforma culturale e istituzionale, complementare allo sport e proiettata in una dimensione internazionale.
Un unico progetto si articola in tre sedi — Triennale Milano, Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno e Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo — dando vita ad ambienti ed esperienze emozionali in profondo dialogo tra loro.
Negli spazi di Triennale Milano il percorso espositivo è articolato in nove sezioni, ciascuna dedicata a una musa ispiratrice di una disciplina artistica: linguaggio, architettura, arti figurative, paesaggio, gusto, musica, arte drammatica, innovazione e sport, e a un oggetto caratteristico delle Olimpiadi proveniente dall’Olympic Museum di Losanna, mettendo in luce i valori condivisi tra cultura italiana e Movimento Olimpico.
Provengono, infatti, dalle collezioni del Museo Olimpico alcuni cimeli che hanno scritto la storia italiana ai Giochi Olimpici e che impreziosiscono l’esposizione: tra gli altri, le racchette usate da Marco Albarello e i guanti di Stefania Belmondo ad Albertville (1992), gli scarponi e la tuta di Manuela Di Centa e la tuta di Deborah Compagnoni a Lillehammer (1994), la divisa di Armin Zoeggeler a Sochi (2014), i guanti e la tuta indossati da Federica Brignone a PyeongChang (2018) e Beijing (2022).
A Milano, il progetto architettonico e di design assume un carattere concettuale, proponendo una lettura astratta della montagna come musa.
Nel Salone d’Onore — spazio monumentale alto quasi 12 metri — l’intervento ridefinisce il volume attraverso drappeggi tessili e superfici inclinate che evocano le pendici della montagna.
Il bianco, scelto come colore dominante, rafforza questo immaginario richiamando la luce, la neve e la dimensione rarefatta dell’alta quota, trasformando l’ambiente in uno spazio astratto, immersivo e fortemente luminoso.
Qui le opere di Pablo Atchugarry, Stefano Cerio, Mario Merz, Alessandro Piangiamore, Laura Pugno e Davide Rivalta restituiscono la forza del paesaggio alpino, luogo fisico e mentale in cui natura e azione umana si incontrano.
Un progetto diffuso che unisce Milano, Cortina d’Ampezzo e Livigno in un racconto corale, dove il patrimonio culturale del gusto diventa linguaggio comune e parte essenziale dell’esperienza olimpica italiana.
Didascalia della foto sotto:
Installation view Casa Italia MUSA, © CONI
Con Milano Cortina 2026, Casa Italia approda in Italia e, con MUSA, segna il compimento di un cammino decennale che ne consolida il ruolo di piattaforma culturale e istituzionale, complementare allo sport e proiettata in una dimensione internazionale.
Un unico progetto si articola in tre sedi — Triennale Milano, Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno e Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo — dando vita ad ambienti ed esperienze emozionali in profondo dialogo tra loro.
Negli spazi di Triennale Milano il percorso espositivo è articolato in nove sezioni, ciascuna dedicata a una musa ispiratrice di una disciplina artistica: linguaggio, architettura, arti figurative, paesaggio, gusto, musica, arte drammatica, innovazione e sport, e a un oggetto caratteristico delle Olimpiadi proveniente dall’Olympic Museum di Losanna, mettendo in luce i valori condivisi tra cultura italiana e Movimento Olimpico.
Provengono, infatti, dalle collezioni del Museo Olimpico alcuni cimeli che hanno scritto la storia italiana ai Giochi Olimpici e che impreziosiscono l’esposizione: tra gli altri, le racchette usate da Marco Albarello e i guanti di Stefania Belmondo ad Albertville (1992), gli scarponi e la tuta di Manuela Di Centa e la tuta di Deborah Compagnoni a Lillehammer (1994), la divisa di Armin Zoeggeler a Sochi (2014), i guanti e la tuta indossati da Federica Brignone a PyeongChang (2018) e Beijing (2022).
A Milano, il progetto architettonico e di design assume un carattere concettuale, proponendo una lettura astratta della montagna come musa.
Nel Salone d’Onore — spazio monumentale alto quasi 12 metri — l’intervento ridefinisce il volume attraverso drappeggi tessili e superfici inclinate che evocano le pendici della montagna.
Il bianco, scelto come colore dominante, rafforza questo immaginario richiamando la luce, la neve e la dimensione rarefatta dell’alta quota, trasformando l’ambiente in uno spazio astratto, immersivo e fortemente luminoso.
Qui le opere di Pablo Atchugarry, Stefano Cerio, Mario Merz, Alessandro Piangiamore, Laura Pugno e Davide Rivalta restituiscono la forza del paesaggio alpino, luogo fisico e mentale in cui natura e azione umana si incontrano.
Un progetto diffuso che unisce Milano, Cortina d’Ampezzo e Livigno in un racconto corale, dove il patrimonio culturale del gusto diventa linguaggio comune e parte essenziale dell’esperienza olimpica italiana.
Didascalia della foto sotto:
Installation view Casa Italia MUSA, © CONI
Regione: Lombardia
Luogo: CASA ITALIA – Triennale Milano, viale Alemagna 6
Telefono: 02/724341
Orari di apertura: 10,30-22 tutti i giorni
Costo: 14 euro; ridotto 9,50 euro
Dove acquistare: https://tickets.triennale.org/IT/mostra/evento/casa-italia-milano-cortina-2026-musa.aspx?__d=20260208
Sito web: www.casaitalia.coni.it
Organizzatore: CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano

























