Mostra Buddha10. Frammenti, derive e rifrazioni dell’immaginario visivo buddhista - Torino

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 17/10/2022 Aggiornato il 17/10/2022
Dal al
Torino (TO)
Regione: Piemonte
Luogo: MAO Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11
Telefono: 011/4436932
Orari di apertura: 10-18. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: TicketOne
Sito web: www.maotorino.it
Organizzatore: MAO Museo d’Arte Orientale
Note:
La nuova mostra presenta un progetto che parte dalle opere presenti nelle collezioni per aprire prospettive più ampie relative a questioni che riguardano il museo, le sue collezioni e su cosa significa gestire, custodire e valorizzare un patrimonio di arte asiatica in ambito occidentale.

Le collezioni del MAO sono un corpus eterogeneo costituito da circa 2.300 oggetti provenienti da luoghi geografici e culturali molto distanti fra loro.
La sezione numericamente più rilevante è quella dedicata alla Cina, composta principalmente da opere e manufatti legati al mondo rituale e all’ambito
funerario e religioso, fra cui spiccano alcune straordinarie sculture buddhiste mai mostrate al pubblico, che verranno esposte proprio in occasione della mostra.

Nelle sale dedicate alle esposizioni temporanee, in uno spazio essenziale ed evocativo, oltre venti grandi statue buddhiste in legno o pietra di epoche diverse (dal XII al XIX secolo) delle collezioni del MAO saranno accostate ad alcune
sculture, tra cui due straordinarie teste scultoree in pietra di epoca Tang (618-907 d.C.), provenienti dal Museo delle Civiltà di Roma, con cui il Museo ha avviato una proficua e articolata collaborazione, e a un importante prestito proveniente dal Museo d'Arte Orientale E. Chiossone di Genova.

Nella parte iniziale del percorso espositivo troverà invece spazio un progetto site specific realizzato dal botanico e studioso Stefano Mancuso, professore all'Università di Firenze e fondatore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, destinato agli studi sul comportamento delle piante, insieme all’artista e designer Andrea Anastasio, un giardino di composizioni vegetali che ha lo scopo di accogliere il pubblico e purificare l’aria: i visitatori saranno invitati a trascorrere qualche minuto in questo spazio prima di accedere alla mostra, per “ripulirsi” e prendere parte a una sorta di rituale, di processo di costruzione di consapevolezza necessario ad affrontare la sacralità degli oggetti esposti nelle sale successive.

In primavera la mostra subirà un cambiamento radicale e, grazie all’intervento di studiosi e artisti e alla sostituzione di numerose opere, il percorso espositivo verrà profondamente rinnovato: i visitatori saranno quindi invitati a tornare più volte in Museo per scoprire nuove opere e nuovi spunti di riflessione.

La mostra è curata da Davide Quadrio e Laura Vigo.
Buddha10. Frammenti, derive e rifrazioni dell’immaginario visivo buddhista
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