Mostra Antonio Scaccabarozzi. Progettare sconfinare - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 14/02/2022 Aggiornato il 14/02/2022
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Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Lombardia
Luogo: Museo del Novecento, piazza Duomo 8
Telefono: 02/88444061
Orari di apertura: 10-19,30; giovedì 10-22,30. Lunedì chiuso
Costo: 10 euro; ridotto 8 euro
Dove acquistare: www.museodelnovecento.org/it
Sito web: www.museodelnovecento.org
Organizzatore: Museo del Novecento in collaborazione con l'Associazione Archivio Scaccabarozzi
Note:
Il Museo del Novecento presenta la mostra monografica dedicata a Antonio Scaccabarozzi (Merate, Lecco, 1936 - Santa Maria Hoe’, 2008) che, con il supporto dell’Associazione Archivio Antonio Scaccabarozzi, ripercorre l’attività dell’artista tra pittura, disegno e installazioni ambientali.

Con questa personale il Museo del Novecento continua l’indagine sull’arte italiana della seconda metà del XX secolo, dedicando spazio e visibilità a nomi riconosciuti dalla
critica storico-artistica ma spesso meno noti al grande pubblico.

Le numerose opere, provenienti dall’Associazione Archivio Scaccabarozzi e da collezioni private, molte per la prima volta in mostra, raccontano il lavoro che l’artista ha condotto con grande serietà nell’arco di cinquant’anni, frutto di un estremo impegno individuale e di una concezione intima e personale del fare arte.

L’intero percorso di Scaccabarozzi inserito nel contesto culturale e nelle ricerche formali non solo italiane degli ultimi decenni del Novecento, va inteso come costante e rigorosa indagine sul senso e sulle potenzialità dell’arte, a partire da un’analisi degli elementi costitutivi e delle procedure dei linguaggi visivi e più in particolare del mezzo pittorico. Proprio riflettendo su componenti della pittura quali spazio, linea, colore, chiaroscuro, luce, movimento ed equilibrio tra le parti, egli arriva a sfrondare l’opera del suo bagaglio espressivo raggiungendo un’essenzialità assoluta, pur senza rinunciare a una forte carica poetica.

Il percorso si apre con i primi cicli incentrati sul punto come nucleo germinativo della struttura del quadro e su una programmaticità precisa, meticolosa, anche se mai intransigente, anzi venata di una sottile ironia: nelle Superfici Modulate, nei Fustellati e
nelle Prevalenze l’investigazione si svolge sulla base di regole individuate dall’artista, quindi rigorosamente assunte come metodo.

A partire dalla fine degli anni Settanta e sempre più nell’arco degli anni Ottanta, con le Delimitazioni, le Iniezioni e le Quantità, Scaccabarozzi si interessa al rapporto tra il volume liquido del materiale pittorico e la quantità di superficie occupata, e più in generale al rapporto tra la quantità e la qualità dei materiali utilizzati e al loro effetto sulla superficie.

Le Velature, che esprimono il desiderio di recuperare la tecnica della pittura condensandovi tutte le riflessioni precedenti, rappresentano il ciclo di opere con cui l’esperienza dell’artista si chiude.

La mostra comprende alcune opere frutto di digressioni di Scaccabarozzi rispetto ai cicli principali; tra le altre le elaborazioni fotografiche in cui si evidenzia l’arbitrarietà del concetto di misura nella rappresentazione fotografica, e le pitture su fogli di giornale nelle quali le pennellate si confrontano direttamente con il sistema dell’informazione.

Un’attenzione particolare sarà dedicata alle persone con disabilità della vista. Durante la mostra, nel nome della sensibilità dell’artista per il tema delle differenti modalità, mentali e visive, di percezione della realtà, saranno organizzati laboratori in collaborazione con l’Associazione Archivio Scaccabarozzi e l’Istituto dei Ciechi di Milano.

La mostra è a cura di Gabi Scardi.
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