Mostra Andy Warhol. La pubblicità della Forma - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 23/10/2022 Aggiornato il 23/10/2022
Dal al
Milano (MI)
Regione: Lombardia
Luogo: Fabbrica del Vapore, via Giulio Cesare Procaccini 4
Telefono: 351/9691405 Biglietteria mostra; 333/6095192 Prenotazione visite, didattica e guide
Orari di apertura: 9,30-19,30; sabato, domenica e festivi 9,30-20,30
Costo: 14 euro; ridotto 12 euro
Dove acquistare: www.ticketone.it/search/?affiliate=ITT&searchterm=MOSTRA+ANDY+WA RHOL+MILANO&tab=0
Sito web: https://www.navigaresrl.com/mostra/andy-warhol/
Organizzatore: Navigare Srl, Comune di Milano, Fabbrica del Vapore in collaborazione con Art Motors
Note:
Con oltre trecento opere divise in sette aree tematiche e tredici sezioni, dagli inizi negli anni Cinquanta come illustratore commerciale sino all’ultimo decennio di attività negli anni Ottanta connotato dal rapporto con il sacro, la mostra dedicata a Andy Warhol (1928-1987) costituisce un viaggio nell’universo artistico e umano di uno degli artisti che hanno maggiormente innovato la storia dell’arte mondiale.

Eugenio Falcioni, esperto di rilievo di Andy Warhol, collezionista e prestatore nella sua veste di responsabile di Art Motors omaggia la sua città adottiva Milano producendo una esposizione con più di 300 opere, per la maggior opere uniche.
Molte provenienti dall’Estate Andy Warhol, due di Keith Haring e di altre prestigiose collezioni private.

Andrew Warhola, classe 1928, originario di Pittsburgh, dopo la laurea nel 1949 si
trasferisce a New York, trasforma il proprio nome di origine slovacca in Warhol e nei primi anni ’60 è un giovane pubblicitario di successo, che lavora per riviste come New Yorker, Vogue e Glamour. L’intuizione che lo renderà celebre e ricco è quella di ripetere una immagine più e più volte, in modo da farla entrare per sempre nella mente del pubblico. Thirty Are Better Than One, la sua prima Monna Lisa ripetuta ben trenta volte, da celebre ed esclusiva opera d’arte, viene trasformata in una opera di tutti e per tutti, trasformando il linguaggio della pubblicità in arte.

Per far questo Warhol adotta una speciale tecnica di serializzazione, con l’ausilio di un impianto serigrafico, che facilita la realizzazione delle opere e riduce
notevolmente i tempi di produzione. Su grosse tele riproduce moltissime volte la
stessa immagine alterandone i colori: usando immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali o immagini di impatto come incidenti stradali o sedie elettrice, riesce a svuotarle del significato originario. L’arte deve essere “consumata” come qualsiasi altro prodotto.

La tecnica della serigrafia viene usata da Warhol già nel 1962 per realizzare la
serie Campbell’s Soup Cans, composta da trentadue piccole tele di identiche
dimensioni raffiguranti ciascuna gli iconici barattoli di zuppa Campbell’s, esposte nello stesso anno alla Ferus Gallery di Los Angeles.

Lo stesso fa con i ritratti delle celebrità dell’epoca: Marilyn Monroe, Mao Zedong,
Che Guevara, Michael Jackson, Elvis Presley, Elizabeth Taylor, Brigitte Bardot, Marlon Brando, Liza Minnelli, Gianni e Marella Agnelli, le regine Elisabetta II del Regno Unito, Margherita II di Danimarca, Beatrice dei Paesi Bassi, l'imperatrice iraniana Farah Pahlavi, la principessa di Monaco Grace Kelly, la principessa del Galles Diana Spencer.
Per queste personalità essere ritratte da Wahrol diventa un imperativo a conferma del proprio status sociale. Emblematica la Gold Marilyn Monroe, conservata al MoMA di New York: una delle donne più affascinanti della storia moderna americana viene qui rappresentata su uno sfondo oro, esattamente come si trattasse di una tavola del Trecento raffigurante la Madonna.

La mostra milanese vuole documentare il percorso fatto dall'artista, dagli oggetti simboli del consumismo di massa, ai ritratti dello star system degli anni ’60; dalla
serie Ladies & Gentlemen degli anni ’70 dedicata alle drag queen, i travestiti, simbolo di emarginazione per eccellenza e considerati alla pari di star come Marilyn, sino agli anni ’80 in cui diviene predominante il rapporto col sacro: cattolico praticante, Warhol ne era stato in realtà pervaso per tutta la vita.

In esposizione quasi tutte opere uniche come tele, serigrafie su seta, cotone e
carta, oltre a disegni, fotografie, dischi originali, T-shirt, il computer Commodore Amiga 2000 con le sue illustrazioni digitali, i primi NFT della storia, la BMW Art Car dipinta da Warhol con il video in cui la realizzò, la ricostruzione fedele della prima Factory e una parte multimediale con proiezioni di film da vedere con gli occhialini tridimensionali.

La mostra è curata da Achille Bonito Oliva con Edoardo Falcioni per Art Motors, Partner BMW e Hublot.

Andy Warhol. La pubblicità della Forma
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