Mostra Ambiguity of the Objects - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 02/06/2022 Aggiornato il 02/06/2022
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

Le informazioni sono verificate prima della data di pubblicazione. Successivamente, in relazione alla pandemia, possono subire modifiche legate a eventuali nuove restrizioni di legge.

Regione: Lombardia
Luogo: Galleria Fumagalli, via Bonaventura Cavalieri 6
Telefono: 02/36799285
Orari di apertura: 13-19 da lunedì a venerdì. Sabato e domenica chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.galleriafumagalli.com
Organizzatore: Galleria Fumagalli
Note:
La Galleria Fumagalli presenta la mostra che mette a confronto le opere di Thorsten Brinkmann (Herne, Germania, 1971), Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 – Trevi, 2008) e Peter Wuethrich (Berna, Svizzera, 1962).

L'esposizione riunisce tre artisti di generazioni e poetiche diverse, le cui opere selezionate, però, dimostrano propositi comuni. Come enunciato dal titolo stesso, a fronte di un’apparenza di semplice e univoca lettura, le opere nascondono significati altri suscitati principalmente dai materiali utilizzati e svelati a uno sguardo più attento.

Nella sua ricerca plastica e spaziale, dopo aver sperimentato i tipici materiali della costruzione moderna (ferro e cemento), Giuseppe Uncini affronta anche il mattone. Ne considera il valore modulare per realizzare muri privi di qualsiasi funzionalità, ma capaci di evocare pratiche edificatorie tradizionali, maturando anche una riflessione sull’entità dell’ombra che porta l’opera ad assumere una valenza scultorea.
Con la successiva serie delle “Dimore” avvia un’ulteriore indagine sull’ombra e su alcuni caratteri dell’architettura classica come l’arco e la fuga prospettica. In queste architetture, le volumetrie rimangono solo delineate dai loro contorni e si aprono su spazi non realmente abitabili.

Per Peter Wuethrich i “mattoni” delle sue installazioni sono, invece, i libri. L’opera a parete L’arte di fare bouquet del 2005 restituisce un’armoniosa composizione pittorica costituita in realtà da altro, dall’oggetto libro.
Proprio attraverso il gioco visivo di colore e ritmo, quasi musicale, l’opera restituisce quella latente emozionalità presente in ogni libro che, pur essendo un’entità materiale, concreta e fragile, è portatore di idee, concetti immateriali ed emozioni.

Thorsten Brinkmann presenta un grande assemblage di opere fotografiche e oggetti dall’apparente facile lettura: oggetti provenienti dal passato e frutto di scarto, figure che citano personaggi della storia e della letteratura, composizioni che alludono a generi artistici della tradizione…
Se l’assemblage per sua stessa definizione può evocare un’accumulazione caotica di cose, per Brinkmann è anche un’accumulazione di significati altri e citazioni.
Realizzate con meticolosa precisione e armonia estetica, queste opere stimolano potenziali nuove letture di metafore culturali ed espressioni figurative già esistenti.

La mostra è a cura di Lorand Hegyi.
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