Mostra Amalia Pica. Quasi - Roma

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 28/05/2022 Aggiornato il 28/05/2022
Dal al
Roma (RM)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

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Regione: Lazio
Luogo: Fondazione Memmo, via Fontanella Borghese 56/b
Telefono: 06/68136598
Orari di apertura: 11-18 tutti i giorni
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.fondazionememmo.it
Organizzatore: Fondazione Memmo
Note:
Fondazione Memmo presenta la prima mostra personale in Italia di Amalia Pica (Neuquén, Argentina, 1978).
La mostra, a cura di Francesco Stocchi, rappresenta un nuovo capitolo della ricerca dell’artista argentina, incentrata sull'analisi delle strategie attuate nella comunicazione e, più in generale, sul ruolo del linguaggio.

Da anni Amalia Pica si interroga sulle dinamiche per mezzo delle quali si rende l’altro partecipe di un sentimento o di un’idea, attraverso l'utilizzo di disegni, installazioni, sculture, performance. Il pubblico viene spesso coinvolto nelle sue opere che invitano a forme di partecipazione di natura sia intellettuale sia fisica.
Nella realizzazione dei suoi lavori, l’artista adotta oggetti d’uso quotidiano quali mobili, scarpe, bottiglie e utensili vari, utilizzati in un paradossale ribaltamento della semiotica e delle sue regole.

In occasione della mostra alla Fondazione Memmo, Amalia Pica presenta un corpo di sculture inedite. Tutte le opere sono state realizzate dall’artista a Roma nel corso di numerosi sopralluoghi e soggiorni in città, durante i quali l'artista ha avuto l'occasione di collaborare con artigiani esperti nella lavorazione del vetro, elemento ricorrente nella sua pratica. Tra le fonti di ispirazione, le marionette osservate in alcuni laboratori artigiani e teatri.

In linea con la programmazione della Fondazione Memmo, l’artista ha avuto modo di avvicinarsi a Roma, alle sue storie e al tessuto produttivo artigianale della città, mettendo così in scena un nuovo capitolo della propria ricerca.

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