Mostra Allan Kaprow. I will always be a painter – of sorts. Drawings, Paintings, Happenings, Environments - Firenze

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 02/04/2020 Aggiornato il 02/04/2020
Dal al
Firenze (FI)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Toscana
Luogo: Museo Novecento, piazza Santa Maria Novella 10
Telefono: 055/286132
Orari di apertura: 11-20; giovedì 11-14; venerdì 11-23
Costo: 9,50 euro; ridotto 4,50 euro
Dove acquistare: www.museonovecento.it
Sito web: www.museonovecento.it
Organizzatore: Allan Kaprow Estate e Hauser & Wirth
Note:
La grande antologica è dedicata a Allan Kaprow (Atlantic City, 1927 – Encinitas, 2006) un artista poliedrico e instancabile, che nell’arco della sua intensa carriera si è confrontato con i media più diversi.

La mostra, curata da Sergio Risaliti e Barry Rosen, presenta per la prima volta in Italia un corpus di circa quaranta opere su carta e tela che rappresentano l’esordio dell’artista.

Allan Kaprow, molto attivo anche come teorico, ha influenzato generazioni di artisti, promuovendo un’idea di arte allo stesso tempo concettuale e spontanea, utopica e provocatoria, politica e ironica.

Dopo una carriera da pittore fortemente influenzata dall’Action Painting di Jackson Pollock, tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, abbandona i mezzi di espressione più classici e comincia a realizzare ambienti e azioni interattive che mettono in discussione l’idea di un’arte monumentale sempre uguale a se stessa e immutabile nel tempo.

In linea con la contaminazione tipica di quegli anni tra performance, teatro, danza e arti visive, le sue opere promuovono un’integrazione sempre maggiore tra spazi, materiali, tempo e persone.

La mostra delinea un percorso a ritroso all’interno della sua ricerca, che si apre con la reinvention di due opere emblematiche:
FLUIDS (1967), ideata dagli artisti  Davide D’Amelio, Anna Dormio, Bekhbaatar Enkthur, Esma Ilter, Giulia Poppi, Negar Sh, attualmente in residenza presso la Manifattura Tabacchi,
e WORDS (1962), progettata da Dania Menafra, che si confronta con la creazione di desiderio e consenso nella società digitale dominata dal marketing emozionale.

In esposizione anche la produzione grafica ed editoriale, i video e le azioni degli anni Settanta, i disegni e i dipinti.

La mostra è promossa dal Comune di Firenze ed è realizzata in collaborazione con Allan Kaprow Estate e Hauser & Wirth.
(Sito www.museonovecento.it)
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