Mostra Alighiero Boetti - Torino

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 13/10/2020 Aggiornato il 13/10/2020
Dal al
Torino (TO)
ATTENZIONE
Prima di presentarsi alle mostre informarsi sulle modalità di ingresso in relazione all’emergenza Covid-19 e visitare il sito ufficiale dell’evento per avere conferma delle date e degli orari.
Regione: Piemonte
Luogo: VideotecaGAM, via Magenta 31
Telefono: 011/4429518
Orari di apertura: 12-19 giovedì e venerdì; 10-19 sabato e domenica. Lunedì martedì e mercoledì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.gamtorino.it
Organizzatore: Archivio Storico della Biennale di Venezia e VideotecaGAM
Note:
La GAM di Torino ospita la mostra dedicata a Alighiero Boetti (1940 - 1994). Tra i primi tentativi d’interpretazione del video come linguaggio artistico ebbero fortuna i parallelismi tra monitor e specchio.

Nel primo video presentato in mostra, Senza titolo del 1970, parte della raccolta Identifications di Gerry Schum, Boetti decide di volgere le spalle all’occhio della telecamera.
Così facendo trasforma il proprio corpo in un segno nero verticale contro un muro bianco, posto perfettamente al centro dell’inquadratura.

Le sue mani iniziano a scrivere contemporaneamente, verso destra e verso sinistra, la sequenza dei giorni della settimana, a partire dal giovedì fin dove la lunghezza delle braccia aperte gli consente di arrivare.
In questo gesto l’artista diviene asse di uno spazio che va aprendosi nel tempo, nel susseguirsi delle lettere, nella sequenza dei giorni e, parallelamente, nello scorrere dei secondi del video.
In un’unica azione Boetti intreccia il tempo e il doppio, i due aspetti fondamentali del linguaggio video e al contempo del suo lavoro.

A chiudere nel segno del doppio l’esposizione si presenta il video Ciò che sempre parla in silenzio è il corpo, realizzato da Boetti nel 1974, parte delle raccolte dall’Archivio Storico della Biennale di Venezia. L’opera offre, a cinque anni di distanza, una riflessione speculare del primo video, mutandone esclusivamente la frase scritta dall’artista.

La mostra è a cura di Elena Volpato.

Alighiero Boetti
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