Mostra Alberto Biasi| La visibilità dell’invisibile - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 10/05/2021 Aggiornato il 10/05/2021
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: M77, via Mecenate 77
Telefono: 02/84571243
Orari di apertura: 11-19. Domenica e lunedì chiuso
Costo: Ingresso libero
Dove acquistare: 0 - ingresso libero
Sito web: www.m77gallery.com
Organizzatore: M77 gallery
Note:
Il progetto espositivo è dedicato all'artista Alberto Biasi (Padova, 1937), tra i maggiori protagonisti dell'arte italiana del dopoguerra: pioniere dell'Arte Programmata e co-fondatore dello storico Gruppo N, Biasi ha incentrato la propria ricerca artistica sulla ricerca ottico-cinetica estesa alla realizzazione di installazioni, ambienti e, più recentemente, di sculture.

I quattro ambienti e l'installazione esposti da M77 non giocano solo con lo spazio e la luce, ma anche e soprattutto con chi si trova a percorre i mondi che l'artista ha preparato per lui: il visitatore, con le sue reazioni e risposte alle proposte dell'artista, è il vero protagonista dell'opera.

All'ingresso dell'edificio di M77 il visitatore verrà accolto da La mostra del pane, installazione del 1961 di chiara ascendenza duchampiana in cui vengono esposti i panini realizzati da un fornaio di fantasia, chiamato Giovanni Zorzon a ricordare Giorgione, quasi-conterraneo di Biasi.

Quelle che furono senza dubbio le prime opere di arte cinetica programmata di Biasi, gli ambienti Proiezioni di luce e ombra (1961) e Light Prism (1962) sono invece lavori accomunati dal cinetismo reale, cioè dall'intervento di piccoli motori elettrici che introducono un moto programmato nello spazio che il visitatore è chiamato ad attraversare e nella sua illuminazione.

Con Eco, del 1974, il ruolo dell'azione dello spettatore come parte determinante dell’operazione artistica è ancora più evidente: si tratta di un environment che ruba l’ombra del fruitore generando un’impronta\ombra di chi si mette in rapporto con una parete fotosensibile.

Il quarto ambiente in mostra, Io sono, tu sei, egli è (1973) è profondamente concettuale: suddivide lo spazio in una sorta di trittico in cui si manifestano le riflessioni maturate dall’artista sulla propria identità e sulla propria corporeità dotata di sensi.

La mostra è a cura di Alberto Salvadori.
Alberto Biasi| La visibilità dell’invisibile
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