Mostra ACID BLEACH – Alexander Bavard aka Mosa - Milano

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 19/11/2020 Aggiornato il 19/11/2020
Dal al
Milano (MI)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Da venerdì 6 agosto all’ingresso di musei, mostre, altri istituti e luoghi della cultura è necessario esibire il documento di identità e il Green pass o il certificato di guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido. Possono inoltre esservi modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) da verificare direttamente sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Lombardia
Luogo: Avantgarden Gallery, Via Tertulliano 68
Telefono: 340/3513709
Orari di apertura: 14-19 su appuntamento
Costo: Ingresso libero su appuntamento
Dove acquistare: 0 - ingresso libero su appuntamento
Sito web: https://www.avantgardengallery.com
Organizzatore: Avantgarden Gallery
Note:
Avantgarden Gallery ospita la mostra dell'artista parigino di origini georgiane Alexandre Bavard, in arte Mosa, il quale tende a realizzare narrazioni che trascendono ogni mezzo e che si alimentano di ripetizioni, movimenti, flussi, azione.

Alexandre Bavard è da considerarsi un drammaturgo e un performer al tempo stesso. Le opere esposte si concentrano infatti sulla pittura informale su tela trattata col metodo della scoloritura (Bleach), ma spaziano da sculture in resina e cemento a video e performance.

Nel lavoro dell'artista l’allestimento espositivo diventa una sorta di scenografia teatrale e lo spazio si trasforma, rivisto dagli occhi di un esploratore del futuro. Bavard riproduce una sorta di mondo perduto, fatto di reti, mattoni e materiali che lui stesso ha cercato e trovato.

Esploratore delle periferie, ricostruisce in galleria un'ambientazione che supera il concetto di tempo, la metropoli è scomparsa: non c'è più passato, né presente, né futuro. Lo spettatore si trova avvolto da una senso di perdita, una tabula rasa, il caos dei primordi, dove solo alcuni indizi gli ricordano chi è stato e dov'era.

Le sculture in resina antropomorfe, ma dove l'umano biologico non c'è più ed è rimasto solo un simulacro (abiti, atteggiamenti e attitudini del nostro 'essere stati'), sono tutto ciò che rimane di noi.

La mostra è curata da Manfredi Bonelli Bonetti.

Didascalia: Installation view della mostra Acid Bleach. Photo Carlotta Coppo
ACID BLEACH – Alexander Bavard aka Mosa
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