Mostra 1972. Michelucci, Moore e Michelangelo. La vitalità del marmo - Carrara

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 08/04/2022 Aggiornato il 08/04/2022
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Carrara (MS)
ATTENZIONE
Le mostre sono aperte con le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid. Per modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ) verificare sul sito degli organizzatori, prima di recarsi sul posto.

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Regione: Toscana
Luogo: Museo Carrara e Michelangelo, Villa Fabbricotti, via di Sorgnano 42
Telefono: 335/1047450
Orari di apertura: 9-12; 14-17 orario invernale fino al 31 maggio, da martedì a domenica. Dal 1 giugno 9,30-12,30; 17-20. Lunedì chiuso
Costo: 5 euro; ridotto 3 euro
Dove acquistare: https://carmi.museocarraraemichelangelo.it
Sito web: https://carmi.museocarraraemichelangelo.it
Organizzatore: Amministrazione comunale di Carrara
Note:
A quattro anni dall'apertura del CARMI-Museo Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti nel parco della Padula, l'Amministrazione comunale, grazie a una iniziativa dell’Assessore alla Cultura, organizza un'esposizione dedicata alla vicenda progettuale del Memoriale in onore di Michelangelo, promosso nei primi anni Settanta, che vide impegnato l’architetto Giovanni Michelucci.

Celebrazione antiretorica del rapporto dell’artista con Carrara, il progetto è stato elaborato fra il 1972 e il 1975 da Giovanni Michelucci (1891-1990), figura di assoluto rilievo dell’architettura del Novecento.
La proposta del maestro pistoiese, fra architettura e scultura, memoria e trasferimento di saperi, celebrazione delle maestranze carraresi e valorizzazione delle cave, si sarebbe dovuta arricchire con il coinvolgimento dello scultore Henry Moore (1898-1986), presenza significativa nell’area apuana fin dagli anni Cinquanta.

Raccontare un sogno ambizioso e immaginifico, che nasce a Carrara nel poliedrico contesto culturale degli anni sessanta-settanta, permette di far conoscere al grande pubblico una grandiosa idea, testimonianza di un significativo momento storico per la città e il suo territorio. Tale progetto, concepito in una prospettiva rivolta al futuro e segnato da un dialogo serrato tra arte, architettura e scienza, può costituire ancora oggi una preziosa occasione di riflessione per il presente.

Seppur irrealizzato, il Memoriale a Michelangelo è stato il culmine di iniziative che si avviano in occasione del quarto centenario della morte del Buonarroti (1964) e si dipanano fino al 1975 (ricorrenza del quinto centenario della nascita dell’artista), proiettando Carrara in uno scenario internazionale.

La narrazione espositiva si snoda su tre nuclei tematici:
lo sviluppo dell’idea iniziale di un ‘monumento’ a Michelangelo da parte del Circolo Arturo Dazzi e del suo presidente Pierantonio Balli (1904-1987); la genesi e il percorso progettuale del Memoriale a Michelangelo di Michelucci, in tutte le sue articolazioni; la focalizzazione, con materiali inediti, sulla grande mostra antologica di Moore al Forte Belvedere (1972), come tassello evocativo del contesto di riferimento.

Attraverso importanti prestiti, in particolare di opere mai presentate al pubblico, la mostra restituisce l’articolata e pluriennale evoluzione del progetto, mettendo anche in evidenza connessioni inedite fra gli elaborati grafici di Michelucci (di cui è in mostra una selezione significativa degli oltre 150 disegni realizzati, insieme al plastico del progetto) e le opere del Buonarroti, a testimoniare la ravvicinata e fertile riflessione dell’architetto sull’eredità del maestro. In questo senso spicca la presenza del Dio Fluviale di Michelangelo nei disegni di studio di Michelucci (icona della mostra), che rivela il riconoscimento da parte dell’architetto del consolidato valore didattico della scultura acquisito nei secoli.
Tale nesso è evocato dall’inserimento in mostra del modello dell’opera michelangiolesca, appositamente realizzato in occasione del suo recente restauro (2017-2018).

Il percorso espositivo adotta diversificati media: disegni originali, stampe, modelli, fotografie e filmati multimediali. Nello specifico vengono presentate video interviste eseguite per l’occasione, al professore emerito Giorgio Bonsanti direttore del recente restauro del Dio Fluviale (2018), e all’architetto Piero Micheli responsabile dell’allestimento della mostra di Moore del 1972.
Si aggiunge a quest’ultimo il recupero di un importante video-documento curato dal professore emerito Guido Spezza, prodotto durante la mostra dal Gabinetto sperimentale per la ricerca filmata dell’Università di Firenze e oggi conservato nel Laboratorio Multimediale dell’Ateneo fiorentino.

A completamento della mostra, all'interno del percorso museale permanente del CARMI, vengono presentate una serie di sculture, pitture e disegni dei secoli XVI-XIX, selezionate dal professore Marco Ciampolini con l’intento di esemplificare l'immensa fortuna del maestro e delle sue opere: l’allestimento prende in esame opere di “ispirazione” michelangiolesca, a partire dal XVI secolo, fino a dipinti di tono spiccatamente narrativo, tipici dell’età Romantica, in cui la riscoperta dei grandi artisti del passato avviene attraverso il racconto delle loro vicende biografiche.
Esemplari, in questo senso, sono i dipinti dell’artista di ambito “nazareno” Peter Rittig (Papa Paolo III Farnese visita Michelangelo nel suo studio, 1834), del livornese Enrico Pollastrini (Michelangelo scopre il David, firmato e datato 1863) e del marchigiano Filippo Bigioli (Vittoria Colonna visita lo studio di Michelangelo, 1850).

La mostra è curata da Marco Ciampolini ed Emanuela Ferretti.
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