Mostra 1910-1940: la rivoluzione silenziosa dell’arte in Veneto, da Gino Rossi, a Guidi e de Pisis - Nogare' - Crocetta del Montello

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 01/09/2020 Aggiornato il 01/09/2020
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Nogare' - Crocetta del Montello (TV)
ATTENZIONE
Prima di presentarsi alle mostre informarsi sulle modalità di ingresso in relazione all’emergenza Covid-19 e visitare il sito ufficiale dell’evento per avere conferma delle date e degli orari.
Regione: Veneto
Luogo: Villa Ancilotto, via Erizzo, 133
Telefono: 0423/86232
Orari di apertura: 9-12,30; 15-18. Lunedì chiuso
Costo: 4,50 euro; ridotto 3 euro
Dove acquistare: http://www.ecomuseoglobale.it
Sito web: www.ecomuseoglobale.it; www.comune.crocetta.tv.it
Organizzatore: Comune di Crocetta del Montello
Note:
L’esposizione è la prima tappa di un più ampio percorso espositivo che intende raccontare, nel corso del triennio 2020-2022, l’importanza della pittura veneta nell’evoluzione dell’arte italiana, partendo dagli albori del secolo scorso fino al Duemila.

Questa prima mostra pone l’attenzione sul contributo dato al progredire dell’arte veneta e italiana da Gino Rossi, dagli artisti della Scuola di Burano e da altri Maestri, fra cui principalmente Virgilio Guidi e Filippo De Pisis.

Il percorso espositivo si articola intorno a un nucleo centrale di dipinti degli anni dieci e venti, con gli artisti legati all’esperienza della Scuola di Burano, in particolar modo Gino Rossi, Umberto Moggioli e Pio Semeghini; pittori che trasportarono in questo solitario e protetto lembo della laguna, le atmosfere un po’ magiche dei Nabis e le accese tavolozze dei Fauves, ma sempre mitigate e addolcite dalla luce veneziana.

Si aggiunge un consistente corpus di opere, eseguite negli anni venti e trenta, di Filippo de Pisis e Virgilio Guidi e una selezione di lavori di un altro genio della felice stagione a Burano, Arturo Martini.

In esposizione anche le opere di Cagnaccio di San Pietro, Guido Cadorin, Teodoro Wolf-Ferrari, Felice Carena, Fiorenzo Tomea, Nino Springolo e altri ancora, in un costante confronto fra la grande tradizione della pittura veneta e gli stimoli e gli annunci più avanzati della modernità, sospinti dai venti della Secessione viennese, dell’Espressionismo, del Futurismo e della Metafisica.

La mostra è curata da Antonella Alban e Giovanni Granzotto con la collaborazione di Stefano Cecchetto.




1910-1940: la rivoluzione silenziosa dell’arte in Veneto, da Gino Rossi, a Guidi e de Pisis
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