Mostra La rivoluzione silenziosa dell’arte in Veneto.1910-1940: da Gino Rossi, a Guidi e de Pisis - Crocetta del Montello

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 01/09/2020 Aggiornato il 24/09/2020
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Crocetta del Montello (TV)
ATTENZIONE
Le mostre nelle Regioni che si trovino in zona gialla possono essere aperte con modalità di accesso specifiche (obbligo di prenotazione, orari modificati, contingentamento ingressi, dispositivi di protezione... ), che è bene verificare direttamente con gli organizzatori, prima di recarsi sul posto.
Regione: Veneto
Luogo: Villa Ancilotto, via Erizzo, 133
Telefono: 329/0706878
Orari di apertura: 15-19 giovedì e venerdì; 9-12; 15-19 sabato, domenica e festivi
Costo: 8 euro; ridotto 6 euro
Dove acquistare: www.artdolomites.it; per info e prenotazioni: prenotazioni@artdolomites.it
Sito web: www.artdolomites.it
Organizzatore: ArtDolomites
Note:
L’esposizione è la prima tappa di un più ampio percorso espositivo che intende raccontare, nel corso del triennio 2020-2022, l’importanza della pittura veneta nell’evoluzione dell’arte italiana, partendo dagli albori del secolo scorso fino al Duemila.

Questa prima mostra pone l’attenzione sul contributo dato al progredire dell’arte veneta e italiana da Gino Rossi, dagli artisti della Scuola di Burano e da altri Maestri, fra cui principalmente Virgilio Guidi e Filippo De Pisis.

Il percorso espositivo si articola intorno a un nucleo centrale di dipinti degli anni dieci e venti, con gli artisti legati all’esperienza della Scuola di Burano, in particolar modo Gino Rossi, Umberto Moggioli e Pio Semeghini; pittori che trasportarono in questo solitario e protetto lembo della laguna, le atmosfere un po’ magiche dei Nabis e le accese tavolozze dei Fauves, ma sempre mitigate e addolcite dalla luce veneziana.

Si aggiunge un consistente corpus di opere, eseguite negli anni venti e trenta, di Filippo de Pisis e Virgilio Guidi e una selezione di lavori di un altro genio della felice stagione a Burano, Arturo Martini.

In esposizione anche le opere di Cagnaccio di San Pietro, Guido Cadorin, Teodoro Wolf-Ferrari, Felice Carena, Fiorenzo Tomea, Nino Springolo e altri ancora, in un costante confronto fra la grande tradizione della pittura veneta e gli stimoli e gli annunci più avanzati della modernità, sospinti dai venti della Secessione viennese, dell’Espressionismo, del Futurismo e della Metafisica.

La mostra è curata da Antonella Alban e Giovanni Granzotto con la collaborazione di Stefano Cecchetto.




La rivoluzione silenziosa dell’arte in Veneto.1910-1940: da Gino Rossi, a Guidi e de Pisis
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