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Che si tratti della progettazione di una nuova costruzione o della riqualificazione di un immobile esistente per migliorarne la classe energetica, l’isolamento termico dell’involucro di un edificio è importante per ridurre l’energia necessaria al comfort interno e di conseguenza tagliare i costi. Deve essere commisurato alle effettive esigenze, che dipendono da diversi fattori, in primis dal luogo in cui si trova l’immobile.
Il territorio italiano è suddiviso in zone climatiche in base alle temperature: a ciascuna corrisponde il valore di trasmittanza termica (cioè il grado di isolamento) che i singoli componenti costruttivi devono avere e al quale un progettista deve obbligatoriamente fare riferimento, secondo le norme vigenti in materia di contenimento energetico.
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Isolare per aumentare comfort interno e risparmio energetico
Va fatta una distinzione tra nuove costruzioni e edifici esistenti: nel primo caso la coibentazione termica viene prevista già in fase di progettazione, in concomitanza con la scelta dei materiali e del sistema costruttivo. Negli interventi di riqualificazione, invece, sempre possibili seppure a volte più complessi, l’isolamento va aggiunto successivamente, all’interno o all’esterno.
La posa interna è meno onerosa dal punto di vista economico e più semplice da realizzare, ma ha lo svantaggio di ridurre la superficie abitabile. Tecnicamente più complesso e costoso, l’isolamento esterno, ottenibile con soluzioni diverse, è certamente più efficace e risolutivo.
Isolamento esterno con il sistema a cappotto
È la tecnica più nota e utilizzata, con metodi e procedimenti di applicazione variabili a seconda dei singoli prodotti e in base alle diverse formulazioni di questi ultimi. In linea generale, il sistema a cappotto è formato da tre elementi principali, più una serie di accessori.
Sulla superficie esterna delle murature si applica il materiale isolante (in modo da correggere i ponti termici, cioè i punti di discontinuità), che si rasa con intonaco, in genere a più strati, con interposizione di un’armatura (per esempio una rete in fibra di vetro), che evita fessurazioni e distacchi. Si completa poi con finitura a tinta.
Il materiale isolante – sempre in pannelli o lastre per una posa semplificata, oltre che efficace – può essere il polistirene, la fibra minerale o vegetale oppure altro.

Isotec Parete di Brianza Plastica è un pannello di poliuretano espanso rigido autoestinguente a battenti contrapposti (per evitare i ponti termici) e rivestito su entrambi i lati da una lamina di alluminio goffrato. Il correntino metallico integrato permette la realizzazione di facciate ventilate ad alto isolamento. https://www.brianzaplastica.it.

Rasatutto di PreMix è una malta per l’incollaggio dei pannelli isolanti di EPS dei cappotti e per la successiva rasatura armata con rete di fibra di vetro PremixNet 160. https://www.premix.it

Il sistema a cappotto REDArt di ROCKWOOL combina l’estetica delle finiture alle proprietà isolanti della lana di roccia. Ideale sia per nuove costruzioni sia per interventi di riqualificazione energetica in facciata, aggiunge ottime prestazioni acustiche. https://www.rockwool.com

Il sistema per cappotti certificati Termophon di Settef è declinato in una ampia gamma di isolanti e di finiture, per rispondere ad ogni esigenza progettuale. Consente un’elevata attenuazione dell’onda termica, portando in “quiete termica” l’edificio. https://www.settef.it
Facciate ventilate, evoluzione dell’isolamento esterno
Evoluzione del sistema tradizionale di isolamento esterno, le facciate ventilate sono un particolare tipo di rivestimento che prevede anche l’applicazione di pannelli isolanti. Si tratta di un vero e proprio “pacchetto”, composto principalmente da due elementi, materiale isolante e rivestimento, inframmezzati da un’intercapedine vuota che garantisce la circolazione naturale dell’aria. In questo modo si ha anche un effetto antiumidità.
Il materiale isolante viene applicato a secco direttamente alla muratura; grazie a un’intelaiatura e a una serie di tasselli specifici si posa poi il rivestimento, distanziato di 2-4 cm dal pannello coibente.
Particolarmente adatte per la riqualificazione delle murature perimetrali di edifici esistenti, le facciate ventilate si distinguono per la possibilità di scegliere materiali di finitura differenti.

La facciata ventilata con finitura di gres porcellanato, qui effetto pietra Mystone Travertino in versione Navona, di Marazzi assicura le migliori prestazioni termo-igrometriche con un forte incremento del risparmio energetico e del benessere indoor grazie all’effetto camino dell’intercapedine interna. https://www.marazzi.it. Foto Francesco Vignali
Isolamento interno
La coibentazione termica interna consiste nel foderare il volume con elementi isolanti applicati ai muri perimetrali. Sono pannelli – in genere compositi, a due o più materiali accoppiati (per esempio isolante e cartongesso) – incollati alla struttura muraria esistente o applicati tramite intelaiatura. È dunque importante che il supporto sia perfettamente complanare.
La scelta dell’isolante dipende dalle prestazioni richieste e dallo spazio disponibile, perché occorre puntare su materiali particolarmente efficaci, non potendo optare per spessori elevati, al fine di non ridurre troppo i volumi interni.

Gli isolanti riflettenti di Actis riducono il trasferimento di calore per radiazione, grazie a superfici a bassa emissività (anche attraverso intercapedini d’aria). Certificati in conformità con la norma UNI EN ISO 22097:2023, non si deformano durante il fissaggio. https://www.actis-isolation.com
Soluzioni alternative per aumentare l’isolamento
Verde verticale
Le pareti verdi, realizzate con tecniche diverse, sfruttano specie vegetali di tipo differente (a seconda di struttura architettonica, zona geografica, esposizione) per schermare e proteggere l’involucro esterno, bloccando la radiazione solare tutto l’anno, con particolare efficacia durante la stagione estiva.
Oltre ad avere un indubbio impatto scenografico, questi schermi verdi hanno la capacità di trattenere il calore degli ambienti interni durante la stagione fredda, soprattutto nei sistemi di posa in cui è prevista un’intercapedine di aria tra il muro dell’edificio e la coltre verde.
Le tipologie di realizzazione sono due e riguardano la struttura in cui viene impiantata la vegetazione: integrata nella parete dell’edificio (cassette o materiale tessile contengono lo strato vegetale) o sovrapposta ad essa (graticci o elementi modulari a sostegno di essenze rampicanti).

I sistemi più comuni prevedono una controparete composta da una cortina inverdita, solitamente modulare, su sistema reticolare, completo di irrigazione. Foto Perlite https://www.perlite.it
Termointonaci
Per incrementare la tenuta termica dell’involucro, si possono utilizzare gli intonaci termici, a base di calce o di gesso, a completamento di un intervento di riqualificazione energetica.
Tecnicamente definiti “malte a prestazione garantita con proprietà isolanti termiche”, i termointonaci hanno la capacità di risolvere le problematiche di degrado legate ai ponti termici e alla formazione di muffa indotta dall’umidità di condensa.
L’impasto di questi prodotti, che come quelli tradizionali sono premiscelati e in polvere, da preparare in cantiere al momento dell’applicazione, si differenzia per la presenza di additivi che ne abbassano la conduttività termica, migliorandone le performance isolanti. Il loro impiego è particolarmente consigliato anche quando, per motivi di spazio o valore architettonico, non sia possibile applicare un altro tipo di isolante.

L’intonaco termoisolante Fixit 222 di RÖFIX, a base di aerogel-NHL, è perfetto per edifici storici o interventi in spazi ridotti. Ideale anche per la bioedilizia, lavorabile sia a mano sia a macchina con apparecchiature specifiche, ha una elevata permeabilità al vapore. https://www.roefix.it







































