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Fare decluttering significa letteralmente “rimuovere gli oggetti non necessari”: è un’operazione che non solo consentirà di avere più spazio libero e ambienti ordinati e più facili da pulire, ma che può trasformarsi anche in un percorso capace di rendere ognuno un consumatore più responsabile e più consapevole di ciò che serve davvero.
Spesso infatti, con il passare del tempo, le case si riempiono di oggetti inutili che occupano spazio e creano disordine all’interno degli ambienti: oggetti che non usiamo da tempo, abiti che non piacciono più o non vanno più bene, piccoli elettrodomestici che sarebbero da riparare, pile di riviste polverose… l’elenco sarebbe lungo e coinvolge ogni stanza della casa.
A volte si fa davvero fatica a liberarsi di queste cose, ma seguendo alcuni semplici consigli, fare decluttering ambiente per ambiente sarà più semplice.
Da dove iniziare
Cominciare un percorso di decluttering non è sempre semplice. Affrontare intere stanze in una sola giornata potrebbe non essere una buona strategia: il rischio di perdersi d’animo è dietro l’angolo! Meglio cominciare poco per volta, concentrandosi su un singolo ambiente oppure dedicando a questa attività un’ora al giorno, concentrandosi per valutare ogni oggetto e capire se tenerlo oppure no.
Un elemento centrale del processo è la valutazione consapevole degli oggetti. Le abitazioni sono spesso caratterizzate da accumuli legati all’abitudine più che a un reale bisogno: il decluttering invita a riconsiderare ciò che si possiede, interrogandosi sulla sua utilità, sulla frequenza d’uso e sul valore che apporta alla qualità dello spazio. In base a questi criteri, è possibile prendere decisioni più consapevoli e coerenti.
Suddivisione per aree
Rivoluzionare tutta la casa in una sola volta è un’impresa difficile da portare a termine: meglio dedicare a questa attività un tempo prestabilito ogni giorno, ad esempio un’ora, e procedere in maniera organizzata e graduale, dividendo la casa per aree.
Si può iniziare da una stanza, oppure da un armadio o una cassettiera, analizzando gli oggetti in modo sistematico. Per orientare le decisioni, può essere utile fare riferimento ad alcune domande guida:
- è ancora in buone condizioni?
- con quale frequenza viene utilizzato?
- verrebbe riacquistato oggi?
- contribuisce in modo positivo alla funzionalità o alla qualità dello spazio?
Se il tempo a disposizione è poco, meglio concentrarsi su un numero ridotto di oggetti al giorno ma prendersi tutto il tempo necessario per valutarli, soprattutto se decidere è difficile: in questo modo il lavoro procederà comunque in maniera costante e ci si ritroverà con ambienti più sgombri e ordinati con poca fatica.
Una volta che uno scaffale, un armadio o una sezione della stanza viene sgombrato, è opportuno completare l’intervento con una pulizia accurata.
Leggi come pulire la cabina armadio
Metodi utili
Fare decluttering non significa eliminare indiscriminatamente, ma prendere decisioni consapevoli sulla destinazione degli oggetti. Per facilitare il processo ci sono alcuni metodi che si possono seguire.
Il metodo delle scatole
Uno dei sistemi più efficaci è il cosiddetto metodo delle scatole, che consente di strutturare il lavoro e ridurre il carico decisionale.
Il metodo prevede la preparazione di più contenitori (fisici o virtuali) in cui suddividere gli oggetti esaminati durante il riordino. Oltre alla categoria implicita degli oggetti da mantenere, è utile definire chiaramente queste destinazioni:
- da buttare: oggetti rotti, non riparabili o troppo deteriorati per essere riutilizzati. Questa categoria include anche ciò che non è recuperabile né riciclabile secondo le normative locali e va gestita con attenzione allo smaltimento corretto
- da vendere o regalare: oggetti ancora in buone condizioni ma non più utili. Questa categoria permette di prolungare il ciclo di vita dei beni e può includere donazioni, vendita online o scambio. È importante prevedere fin da subito una modalità concreta di uscita per evitare che questi oggetti restino in casa troppo a lungo
- da riparare: oggetti che potrebbero tornare funzionali con piccoli interventi. Per evitare accumuli, è consigliabile associare a questa categoria un limite temporale (ad esempio, intervenire entro poche settimane), trascorso il quale l’oggetto viene rivalutato
- incerti: oggetti sui quali è difficile prendere una decisione immediata. Questa categoria è utile per non bloccare il processo, ma deve essere gestita con criteri precisi, ad esempio stabilendo un momento successivo di revisione, ponendosi le solite domande di utilizzo o funzionalità.
L’efficacia del metodo dipende non solo dalla suddivisione iniziale, ma anche dalla gestione del flusso in uscita: ogni categoria dovrebbe infatti essere collegata a un’azione concreta (smaltimento, donazione, riparazione, rivalutazione), in modo da evitare che gli oggetti semplicemente cambino posto senza essere realmente gestiti.
Metodo per categorie
Un approccio particolarmente efficace nel decluttering professionale consiste nel lavorare per categorie di oggetti anziché per ambienti. Questo metodo, reso popolare da Marie Kondo e successivamente rielaborato in chiave più tecnica, permette di avere una visione d’insieme di ciò che si possiede.
Riunire tutti gli oggetti appartenenti alla stessa categoria (ad esempio abbigliamento, libri, documenti o utensili) consente infatti di valutare quantità, doppioni e reale utilità, facilitando decisioni più consapevoli. Questo approccio è particolarmente utile in presenza di accumuli distribuiti in più ambienti.
Metodo delle priorità funzionali
Il metodo delle priorità funzionali si concentra non solo sulla riduzione degli oggetti, ma soprattutto sull’ottimizzazione della loro collocazione nello spazio. L’obiettivo è migliorare la fruibilità degli ambienti attraverso una disposizione coerente con l’uso reale degli oggetti.
Gli elementi vengono quindi organizzati in base a criteri quali frequenza d’uso, accessibilità e funzione: ciò che viene utilizzato quotidianamente dovrebbe essere facilmente raggiungibile, mentre ciò che ha un uso sporadico può essere collocato in spazi meno a portata di mano.
Ad esempio, in cucina gli utensili e gli strumenti utilizzati quotidianamente (come coltelli, mestoli o piccoli elettrodomestici) dovrebbero essere collocati vicino al piano di lavoro e facilmente accessibili. Al contrario, oggetti usati raramente, come attrezzature per preparazioni occasionali o elettrodomestici ingombranti, possono essere riposti in alto.
Metodo dei flussi
Per ottenere risultati duraturi è fondamentale affiancare al decluttering un’analisi dei flussi di entrata e uscita degli oggetti. Il metodo dei flussi si concentra proprio su questo aspetto, intervenendo sulle cause dell’accumulo, oltre che sui suoi effetti.
Si tratta di osservare e gestire in modo consapevole ciò che entra negli spazi (acquisti, documenti, oggetti ricevuti) e ciò che ne esce (consumo, smaltimento, donazione), definendo procedure chiare e sostenibili nel tempo.
In ambito domestico, ad esempio, la gestione dei documenti cartacei rappresenta un caso tipico: posta, bollette e comunicazioni varie tendono ad accumularsi se non viene definito un flusso chiaro.
Un sistema efficace può prevedere un punto di raccolta unico per tutto ciò che entra, una routine settimanale di smistamento e la suddivisione immediata in categorie (da pagare, da archiviare, da eliminare). In questo modo si evita la formazione di pile disordinate e si evita di perdere ciò che è importante.
Decluttering dell’armadio
Tra gli oggetti che tendono ad accumularsi con maggiore facilità ci sono i vestiti: spesso vengono acquistati impulsivamente e conservati anche quando non sono più pienamente soddisfacenti, sono leggermente rovinati o semplicemente non vengono più indossati. Il risultato spesso è un grande caos nell’armadio, in cui risulta difficile destreggiarsi e nel quale gli abiti non sono facili da trovare.

Per intervenire in modo efficace, si può scegliere se svuotare completamente l’armadio oppure procedere per sezioni, lavorando su singole categorie di capi (ad esempio jeans, giacche o magliette). Un momento particolarmente adatto per questa attività è il cambio di stagione, che consente di integrare il decluttering in una riorganizzazione complessiva.
Una prima fase fondamentale consiste nel togliere tutti i capi dall’armadio, così da avere una percezione chiara delle quantità, individuare più facilmente eventuali doppioni e spesso a ritrovare capi che non si ricordava più di avere.
Già ad una prima occhiata si potranno individuare alcuni abiti da scartare, per gli altri, è utile fare riferimento ad alcuni criteri: frequenza d’uso, stato di conservazione, necessità di eventuali riparazioni, se sono ancora della taglia giusta e se sono facilmente abbinabili con il resto del guardaroba. Infine, non meno importante: rispecchiano ancora il nostro stile e la nostra personalità?
Rispondendo con onestà a queste domande sarà più semplice capire se il capo deve tornare nell’armadio. I capi sui quali permane incertezza possono essere temporaneamente accantonati per una successiva valutazione, mentre quelli destinati ad essere scartati devono lasciare la casa nel più breve tempo possibile per evitare che rientrino nel ciclo dell’accumulo.
Una volta completata la selezione, è utile organizzare i capi e gli accessori suddividendoli per tipologia, per capire con una semplice occhiata se, ad esempio, si hanno troppi pantaloni e pochi maglioni.
È il momento di riporre tutto nell’armadio nella maniera più ordinata possibile: appendere i capi che lo richiedono, piegare e suddividere gli altri in modo ordinato e utilizzare, se necessario, contenitori o scatole impilabili per ottimizzare lo spazio e rendere tutto facile da trovare quando serve.
Leggi anche come fare il cambio di stagione e pulire l’armadio
Decluttering del bagno
Il decluttering del bagno può risultare relativamente semplice da avviare, partendo semplicemente da una categoria: i cosmetici. Eliminare prodotti scaduti, aperti da lungo tempo o non più utilizzati consente infatti di ottenere rapidamente un primo risultato visibile. I prodotti ancora sigillati e in buono stato ma non più necessari possono invece essere destinati alla vendita o alla donazione, evitando sprechi.

A questo punto si può procedere in modo graduale, svuotando un cassetto o un ripiano alla volta, oppure concentrandosi su specifiche zone del bagno. Gli oggetti possono essere suddivisi per tipologia o per destinazione d’uso, facilitando così sia la selezione sia la successiva riorganizzazione. C’è qualcosa che è possibile sistemare in maniera ordinata in un’altra stanza della casa? Va fatto subito!
Particolare attenzione va riservata ai tessili: asciugamani e accappatoi usurati, scoloriti o non più adeguati dovrebbero essere eliminati o destinati a usi alternativi, come le pulizie.
Gli oggetti di piccole dimensioni possono essere raggruppati in contenitori o cestini, mantenendo una suddivisione per categorie (ad esempio accessori per capelli o prodotti per manicure), mentre gli altri elementi dovrebbero essere organizzati in modo ordinato, magari per categorie.
Un capitolo a parte riguarda i medicinali, spesso conservati in bagno. È importante verificare regolarmente la data di scadenza e lo stato delle confezioni, eliminando i farmaci non più utilizzabili o legati a necessità ormai superate. Lo smaltimento deve avvenire correttamente, conferendo i prodotti negli appositi contenitori disponibili in farmacia.
È però opportuno considerare che il bagno è spesso un ambiente caldo e umido, condizioni non ideali per la maggior parte dei farmaci, che dovrebbero essere conservati in luoghi freschi e asciutti, come generalmente indicato nei fogli illustrativi. Quando possibile, è quindi preferibile individuare uno spazio più idoneo.
Decluttering della cucina
La cucina è un ambiente in cui un decluttering periodico è necessario. Proprio qui, oltre agli alimenti in scadenza o scaduti, tendono ad accumularsi utensili, piccoli elettrodomestici e accessori poco utilizzati. Per riordinare un ambiente così importante della casa è consigliabile partire dal cibo: svuotare completamente la dispensa e tutti gli spazi destinati agli alimenti consente di valutare quantità, stato di conservazione e reale utilizzo.
Gli alimenti scaduti o deteriorati devono essere eliminati, mentre quelli ancora in buone condizioni ma non utilizzati possono essere destinati alla donazione. È bene ricordarsene quando si farà la spesa in futuro per evitare di commettere ancora lo stesso errore!
Una volta gestito il cibo, si può passare a stoviglie, utensili, strofinacci e piccoli elettrodomestici. Gli oggetti rovinati o non più funzionanti vanno scartati, mentre quelli che rimangono devono essere organizzati secondo criteri di utilizzo e frequenza: gli strumenti usati quotidianamente vanno posizionati a portata di mano, mentre quelli usati saltuariamente possono essere collocati su mensole o cassetti meno accessibili.
Le domande da porsi restano sempre le stesse. Particolare attenzione va posta ai duplicati: quattro pelapatate o sei rotelle per pizza sono probabilmente troppi, meglio vendere o regalare quello che risulta superfluo.
Le cose che si è scelto di tenere andrebbero suddivise per tipologia e riposte in maniera ordinata, in modo da poterle trovare e utilizzare facilmente.
Decluttering della cantina
Fare il decluttering della cantina può essere un’impresa ardua perché spesso è il luogo “lontano dagli occhi” in cui converge tutto il disordine che non trova posto in casa: oggetti rotti, cose che non servono più ma che non vengono buttate, articoli doppi e tante altre cose che nella maggior parte dei casi vengono ammassate alla rinfusa.
Per riordinare la cantina non si può che cominciare dalle cose da buttare senza ombra di dubbio, come ad esempio oggetti rotti che non si ripareranno mai, bottiglie e barattoli vuoti che non si pensa di utilizzare e tutto ciò che ad una prima occhiata appare superfluo e troppo rovinato per essere venduto o regalato. Questa prima cernita permette di liberare rapidamente spazio, in particolare se si tratta di oggetti voluminosi.
È utile disporre di un’area abbastanza grande in cui sistemare temporaneamente tutto ciò che viene rimosso dalla cantina, lavorando gradualmente zona per zona o scaffale per scaffale. Ogni oggetto va valutato attentamente, decidendo in quale categoria collocarlo: buttare, vendere/regalare, riparare o conservare.
Tutto ciò che si è deciso di conservare andrà come sempre suddiviso per tipologia e riposto nella maniera più ordinata possibile. L’acquisto di mensole, scaffali e contenitori con coperchio può contribuire a ottimizzare lo spazio, proteggendo gli oggetti da polvere e insetti. Etichettare ogni contenitore è importante per individuare rapidamente il contenuto senza doverlo aprire.
Particolare attenzione va riservata alle sostanze pericolose come pesticidi, vernici o solventi. Questi materiali devono essere riposti separatamente, in modo da evitare confusione con altri oggetti, fuori dalla portata di bambini e animali e, se possibile, in armadietti chiusi a chiave.
Decluttering del garage
Il garage può assumere diverse funzioni a seconda delle esigenze e delle passioni della famiglia. Può diventare il luogo in cui riporre biciclette e attrezzature sportive, strumenti per il giardinaggio o materiali per hobby come la falegnameria.
L’importante è che sia un luogo ordinato, in cui trova posto solo il necessario in modo da poterlo individuare immediatamente quando serve.
Per iniziare il decluttering del garage, un primo passo pratico consiste nello spostare temporaneamente tutto ciò che è ingombrante e facilmente rimovibile come automobili, motorini o biciclette. Una volta liberata l’area, è utile procedere per zone, mensole o scaffali, valutando oggetto per oggetto se conservarlo, buttarlo o destinarlo alla donazione.
Gli oggetti da conservare possono essere organizzati per tipologia e sistemati in modo coerente: mensole e scaffali sono ideali per strumenti e contenitori di dimensioni medie, mentre scatole e contenitori chiusi proteggono gli oggetti più piccoli dalla polvere.
Per ottimizzare ulteriormente lo spazio, è consigliabile sfruttare l’altezza del garage con
- ripiani aggiuntivi
- mensole sospese
- pannelli forati
- ganci o supporti per appendere attrezzature come biciclette o utensili.
Se lo spazio lo consente, cassettiere, scaffali o piccoli mobili possono ospitare oggetti che devono rimanere protetti o ben organizzati.
Il decluttering richiede tempo, impegno e metodo, ma i benefici sono evidenti: uno spazio più libero, ordinato e funzionale, dove ogni oggetto ha un posto preciso e risulta facilmente reperibile. Gli ambienti saranno così più confortevoli e anche più facili da pulire!



































