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Il climatizzatore è un alleato prezioso durante i periodi di caldo intenso, ma per mantenerlo efficiente è necessario effettuare una manutenzione regolare, che comprende anche semplici operazioni di pulizia.
Non si tratta di un intervento complesso, ma in alcuni casi è necessario rivolgersi a un tecnico specializzato. È consigliabile evitare il fai da te soprattutto per apparecchi di elevata potenza o quando sono richiesti interventi che coinvolgono il circuito refrigerante.
Frequenza di pulizia
Sarebbe bene pulire il climatizzatore almeno due volte all’anno: prima e dopo la stagione estiva. Molto spesso i moderni climatizzatori non servono solo per il raffrescamento, ma anche per il riscaldamento in inverno e rimangono quindi in funzione tutto l’anno.
In questo caso la pulizia approfondita può comunque avvenire nel cambio di stagione, dal momento che raffrescamento e riscaldamento usano meccanismi tecnici diversi, ma la pulizia ordinaria dovrà essere regolare e frequente. I filtri, in particolare, andrebbero controllati almeno una volta al mese, anche se alcuni produttori consigliano di pulirli ogni due settimane.
Molto dipende anche dall’ambiente in cui è installato l’elettrodomestico: se è molto umido e polveroso i filtri possono sporcarsi molto rapidamente e richiedere una pulizia anche settimanale. Cattivi odori, minore efficienza o difficoltà nel raffrescare gli ambienti sono spesso segnali che indicano la necessità di intervenire.
Tipi di climatizzatore
I climatizzatori domestici si distinguono in diverse tipologie, ciascuna con caratteristiche e modalità di installazione differenti.
- climatizzatori split: sono i modelli più diffusi. Sono composti da un’unità esterna e da un’unità interna. I climatizzatori monosplit sono adatti per climatizzare una sola stanza, mentre i climatizzatori multisplit permettono di climatizzare più ambienti avvalendosi di una sola unità esterna, gestendo separatamente la temperatura di diverse stanze
- impianti canalizzati: sono adatti a spazi ampi e permettono la distribuzione omogenea dell’aria grazie a bocchette e griglie collegate a un sistema di canalizzazione nascosto nel controsoffitto. Si tratta di una soluzione che offre una resa estetica più pulita, una maggiore silenziosità e la possibilità di risparmiare spazio sulle pareti, a fronte però di un investimento iniziale più elevato e di un intervento più invasivo
- modelli senza unità esterna: sono progettati per funzionare senza un’unità esterna visibile, accorpando le funzioni di evaporatore e di condensatore nell’unità interna. Generalmente offrono prestazioni inferiori rispetto ai sistemi split tradizionali e sono più rumorosi, ma sono una soluzione utile nei contesti in cui vincoli architettonici o regolamenti condominiali impediscono l’installazione tradizionale
- dispositivi portatili: non richiedono un’installazione fissa, sono infatti generalmente dotati di un tubo flessibile che convoglia l’aria calda all’esterno tramite una finestra o una porta. Sono pratici e versatili, ma spesso meno efficienti rispetto ai modelli fissi e meno efficaci nel distribuire uniformemente l’aria.
Scopri i consigli per usare al meglio il climatizzatore
Occorrente per la pulizia
Prima di pulire il climatizzatore è bene avere a portata di mano tutto l’occorrente, ovvero:
- una scala
- un aspirapolvere o un pennello
- un panno morbido
- spazzole dalle setole delicate
- guanti
- spray igienizzante, meglio se specifico.
In generale, è sempre meglio consultare le istruzioni del proprio elettrodomestico per assicurarsi di utilizzare prodotti adatti. Ogni modello può infatti avere caratteristiche specifiche, componenti delicati o indicazioni particolari sui prodotti da utilizzare.
Come procedere per la pulizia dello split
Per evitare danni o rischi elettrici, il primo passo consiste sempre nello scollegare il climatizzatore dall’alimentazione elettrica. A questo punto si può aprire il pannello frontale dell’unità interna per accedere ai componenti interni e iniziare le operazioni.
La polvere superficiale accumulata sulla struttura può essere rimossa con un aspirapolvere a bassa potenza oppure con un pennello o una spazzola a setole morbide, facendo attenzione a non piegare le alette interne. Le superfici accessibili dello split vanno poi pulite con un panno in microfibra leggermente inumidito con un detergente delicato, evitando sostanze troppo aggressive che potrebbero rovinare le plastiche.
Pulizia dei filtri dell’aria
I filtri trattengono polvere, pollini e altre impurità, e sono le componenti che si sporcano più rapidamente. Dopo aver aperto il pannello, rimuovere con delicatezza per evitare deformazioni. Se si nota che sono particolarmente usurati o danneggiati, questo è il momento perfetto per sostituirli anziché limitarli alla pulizia.
Prima di lavarli, consultare il manuale d’uso poiché non tutti i sistemi di filtraggio sono uguali:
- Filtri lavabili classici: possono essere spolverati con un aspirapolvere a bassa potenza e poi lavati sotto acqua tiepida (se necessario, con una goccia di sapone neutro)
- Filtri speciali (es. ai carboni attivi o antibatterici): spesso non devono essere immersi in acqua. In questo caso, limitarsi a una pulizia a secco con una spazzola morbida o un panno appena umido.
Massima attenzione all’asciugatura: prima di rimontarli, è fondamentale lasciare asciugare i filtri completamente all’aria (lontano da fonti di calore dirette o sole forte). Se vengono inseriti ancora umidi, favoriranno la formazione di muffe, batteri e cattivi odori all’interno dell’apparecchio.
Igienizzazione, scambiatore e risciacquo finale
Mentre i filtri si asciugano, passare allo scambiatore di calore (la parte metallica interna responsabile dello scambio termico) e alla vaschetta della condensa, dove tendono a formarsi ristagni d’acqua.
Spruzzare uno spray igienizzante specifico per climatizzatori direttamente su queste zone, seguendo le istruzioni della confezione ed evitando accuratamente le parti elettriche ed elettroniche.
Infine, pulire le bocchette di emissione dell’aria. Una volta che tutti i componenti sono asciutti e rimontati, ricollegare la corrente e lasciare il climatizzatore in funzione per qualche decina di minuti (meglio se in modalità ventilazione) con le finestre aperte: questo aiuterà a completare l’asciugatura interna e a eliminare i residui dei prodotti utilizzati.
Unità esterna
Anche l’unità esterna del climatizzatore dovrebbe essere pulita periodicamente, così da garantire prestazioni efficienti e prolungare la durata dell’impianto.
Foglie, polvere, insetti e altri detriti possono infatti accumularsi nel tempo compromettendo il corretto ricambio d’aria. Per una pulizia ordinaria è sufficiente rimuovere lo sporco superficiale con una scopa, un pennello o una spazzola morbida e passare poi un panno leggermente umido sulle superfici esterne.
Per interventi più approfonditi e per la manutenzione delle componenti interne è invece consigliabile consultare una guida specifica o rivolgersi a un tecnico qualificato.
Scopri anche come pulire l’unità esterna del climatizzatore
Prodotti necessari

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Lo spolverino flessibile Tescoma è un accessorio che può essere ripiegato e sagomato per raggiungere i punti più difficili da pulire. La superficie pulente è rivestita con un panno in morbida microfibra effetto ciniglia, perfetta per spolverare. Si può inoltre collegare l’utensile al manico telescopico universale della stessa linea. Prezzo 17,90 euro. https://www.tescomaonline.com
Video pulizia di un climatizzatore canalizzato
Per gli impianti canalizzati la procedura non differisce di molto: i filtri si trovano nella macchina interna nel controsoffitto, vanno tolti e lavati. In alternativa si possono utilizzare gli appositi spray detergenti e igienizzanti.
Le griglie interne, da cui esce l’aria negli ambienti, vanno pulite con l’aspirapolvere; toglierle e pulire l’interno del vano nel controsoffitto sarebbe anche auspicabile ma l’operazione potrebbe rovinare l’imbiancatura nella zona intorno. La macchina esterna pulita con uno scopino o con un adatto accessorio sempre dell’aspirapolvere.
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