Come lavare l’accappatoio in lavatrice e renderlo morbido

Che sia in spugna, in microfibra, in lino o in cotone, l'accappatoio richiede un lavaggio attento per conservare nel tempo la sua morbidezza; detersivi e temperature di lavaggio devono essere ben calibrati

A cura di Francesca Scarabelli
Pubblicato il 05/09/2026Aggiornato il 05/09/2026

Morbido, assorbente e piacevole sulla pelle, l’accappatoio è uno dei tessili per la casa più utilizzati nella routine quotidiana. Eppure, basta qualche errore nei cicli di lavaggio o nell’asciugatura per trasformare una spugna soffice in un tessuto rigido e ispido.

Lavare l’accappatoio correttamente non significa semplicemente avviare un programma e aggiungere il detersivo: occorre considerare la fibra e la struttura del capo, verificare le indicazioni riportate sull’etichetta di manutenzione e calibrare di conseguenza temperatura, detergente, centrifuga e asciugatura.

Dalla gestione del primo lavaggio alla rimozione delle macchie, fino al corretto dosaggio del detergente e alla scelta dell’asciugatura, ci sono alcune indicazioni generali da seguire per prendersi cura dell’accappatoio e conservarne più a lungo le qualità.

Come lavare l’accappatoio per la prima volta

Il primo lavaggio dell’accappatoio è fondamentale per fissare i colori e attivare la massima capacità assorbente delle fibre. Prima di mettere il capo nel cestello è importante consultare l’etichetta per verificare le temperature massime consentite, che tengono conto non solo del filato, ma anche di tinture e finissaggi; temperature inferiori rispetto al massimo riportato sull’etichetta sono generalmente ammesse e possono contribuire a ridurre lo stress sul tessuto e il consumo energetico.

Per il lavaggio è opportuno utilizzare un detersivo adeguato al colore e alla tipologia di filato, senza eccedere nelle quantità. Un dosaggio superiore al necessario non equivale a una maggiore efficacia e può, al contrario, rendere difficoltoso il risciacquo delle fibre. Al termine del ciclo, l’accappatoio va estratto subito dalla lavatrice per procedere all’asciugatura.

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Modalità di lavaggio in base alle fibre

La scelta del ciclo di lavaggio e della temperatura non può prescindere dalla natura del filato. Le diverse tipologie di tessuto reagiscono infatti in modo differente all’azione meccanica, al calore e agli agenti chimici dei detergenti. Per ottimizzare la pulizia senza alterare la struttura dell’accappatoio è necessario distinguere i trattamenti in base al materiale di composizione:

  • accappatoio in spugna: questo tessuto presenta una struttura a ricciolo che favorisce l’assorbimento dell’acqua e conferisce il caratteristico volume. Proprio questa conformazione richiede una manutenzione accurata, poiché lavaggi aggressivi tendono a modificare la “mano” del tessuto. Si consiglia di non considerare automaticamente i 60 °C come la temperatura ideale: impostazioni termiche inferiori permettono di ottenere ottimi risultati riducendo le sollecitazioni. Il risciacquo accurato è essenziale per eliminare i residui di detergente e conservare la morbidezza originaria
  • accappatoio in microfibra: caratterizzato da leggerezza e rapidità di asciugatura, questo materiale è composto da filamenti sintetici estremamente fini (generalmente a base di poliestere e poliammide). Durante il lavaggio è preferibile non sovraccaricare il cestello. Si raccomandano temperature moderate ed è fondamentale evitare l’uso dell’ammorbidente: questo prodotto riveste infatti le fibre con una pellicola siliconica che ne diminuisce la capacità assorbente. È inoltre preferibile lavare la microfibra separatamente per evitare che attiri a sé i pelucchi e la lanugine rilasciati dai capi in cotone
  • accappatoio in cotone o lino: il cotone piatto (come la lavorazione a nido d’ape) richiede temperature calibrate in funzione del colore per evitare restringimenti della trama geometrica. Il lino, fibra naturale di grande resistenza, possiede invece la caratteristica unica di diventare progressivamente più flessibile e morbido con il susseguirsi dei lavaggi; tollera bene la centrifuga, purché non sia impostata al massimo dei giri per non generare pieghe difficili da rimuovere.

Come smacchiare un accappatoio

Per smacchiare correttamente un accappatoio è importante intervenire il prima possibile, scegliendo il trattamento in funzione della natura della macchia e delle caratteristiche del tessuto. In linea generale, per una macchia recente è possibile procedere in questo modo:

  1. rimuovere subito l’eccesso di sostanza, evitando di strofinare energicamente e di spingere la macchia più in profondità nelle fibre
  2. pretrattare la zona con uno smacchiatore specifico o con un detergente liquido, verificando prima che il prodotto sia compatibile con il tessuto e il colore
  3. lasciare agire il prodotto per il tempo indicato dal produttore
  4. lavare l’accappatoio seguendo il programma e la temperatura indicati dai simboli di lavaggio sull’etichetta. Per le macchie più resistenti si può utilizzare la temperatura più elevata compatibile con il tessuto
  5. controllare il risultato prima dell’asciugatura: se la macchia è ancora visibile, è preferibile ripetere il trattamento prima di mettere il capo in asciugatrice, poiché il calore può fissare la macchia rendendone impossibile la rimozione.

È importante ricordare che un accappatoio bianco non è automaticamente compatibile con la candeggina al cloro: la sicurezza del trattamento dipende dalla fibra, dai finissaggi e dagli eventuali elementi decorativi presenti.

Quando consentito dalle istruzioni del capo, è necessario seguire sia le indicazioni del prodotto smacchiante sia quelle del produttore, evitando di applicare direttamente sulla fibra candeggina non diluita. Per i tessuti per i quali il cloro non è indicato, si può optare per un candeggiante a base di ossigeno, verificandone sempre la compatibilità.

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Come rendere morbido l’accappatoio

Morbidezza e capacità di assorbimento non sono necessariamente la stessa cosa. Per mantenere un accappatoio piacevole al tatto senza comprometterne le prestazioni, è importante intervenire sull’intero processo di lavaggio, dal dosaggio del detergente alla gestione dell’acqua, fino all’asciugatura. Come per ogni tessile, le indicazioni riportate sull’etichetta hanno la precedenza e stabiliscono il trattamento massimo consentito per quello specifico manufatto.

Alcune buone pratiche possono contribuire a preservare la morbidezza dell’accappatoio:

  • dosare correttamente il detergente. Un quantitativo eccessivo non equivale a una pulizia profonda. È preferibile attenersi alle indicazioni sulla confezione, tenendo conto anche della durezza dell’acqua e del grado di sporco. Un dosaggio insufficiente, di contro, può compromettere la rimozione dello sporco
  • considerare la durezza dell’acqua. La presenza di calcio e magnesio nell’acqua dura può ostacolare l’azione del detergente e contribuire alla formazione di residui che rendono i tessuti più rigidi. In questi casi può essere necessario adeguare il dosaggio secondo le indicazioni del detergente oppure utilizzare un prodotto specifico per addolcire l’acqua
  • non eccedere con l’ammorbidente. L’ammorbidente rende i tessuti soffici, ma il suo impiego va valutato con attenzione. Sui tessili destinati ad assorbire acqua, come asciugamani e accappatoi in spugna, un uso continuativo crea un velo impermeabilizzante. È preferibile usare dosi minime e non ripetere il trattamento a ogni lavaggio
  • evitare di sovraccaricare la lavatrice. Un carico eccessivo ostacola il corretto movimento dei tessili e può ridurre l’efficacia del lavaggi
  • scegliere un’asciugatura compatibile con il capo. Il trattamento previsto dall’etichetta deve essere rispettato anche nella fase di asciugatura: i simboli indicano infatti il livello massimo di trattamento consentito. Quando è ammessa l’asciugatrice, la selezione del programma e della temperatura deve essere coerente con quanto indicato dal produttore.

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