Come disinfettare i mobili antichi in legno senza rovinarli

È necessario usare pochi liquidi per non alterare il legno d’epoca, che risulta particolarmente delicato.

A cura di Francesca La Rana
Pubblicato il 10/01/2026Aggiornato il 10/01/2026
Come pulire i mobili in legno antichi

Disinfettare mobili antichi in legno richiede attenzione, perché il legno d’epoca è sensibile, dunque vulnerabile, a prodotti aggressivi, umidità e procedimenti non idonei.

L’obiettivo è eliminare batteri, muffe, polvere e, quando necessario, parassiti superficiali senza compromettere finiture, patina e integrità del supporto. È possibile eseguire diverse tipologie di intervento, prestando attenzione alle sostanze da evitare.  

Tipologia

La disinfezione dei mobili antichi in legno varia in base alla tipologia di alterazione o contaminazione presente. Quando il mobile necessita semplicemente di una sanificazione superficiale da polvere e sporco organico, l’intervento risulta relativamente semplice e prevede l’uso di panni morbidi e soluzioni delicate in grado di ridurre la carica microbica senza intaccare vernici o cere.

Nel caso di presenza di muffe superficiali, fenomeno che si presenta frequentemente in mobili conservati in ambienti umidi, occorre procedere con maggiore cautela e utilizzare miscele disinfettanti a bassa concentrazione, operando in spazi aerati.

La nostra guida su come eliminare la muffa

Per quanto riguarda invece la presenza di parassiti del legno, come tarli e anobidi, non si parla propriamente di disinfezione bensì di disinfestazione. In questo contesto sono necessari trattamenti professionali quali sistemi anossici, termici o con biocidi registrati, che devono essere eseguiti da restauratori o da laboratori specializzati.

Esiste infine il caso in cui la disinfezione rappresenta una fase preliminare al restauro o alla lucidatura; in tali situazioni il mobile viene pulito e disinfettare utilizzando detergenti neutri, soluzioni alcoliche a bassa concentrazione o sistemi di pulitura delicati tipici del restauro conservativo.

Cosa evitare

Durante la disinfezione del legno d’epoca è fondamentale evitare prodotti e sostanze che possono provocare danni permanenti.

La candeggina o ipoclorito di sodio, ad esempio, ossida le superfici, scolora le vernici e altera la patina storica. L’ammoniaca, se applicata sul legno antico, rimuove cere e vernici naturali, lasciando aloni difficili da eliminare. L’uso eccessivo di acqua è ugualmente problematico, poiché provoca rigonfiamenti del supporto ligneo, sollevamenti della fibra e distacchi della lucidatura.

I comuni disinfettanti domestici spray, spesso utilizzati per sanitizzare altre superfici, non risultano compatibili con le finiture storiche, soprattutto nel caso della gommalacca, poiché contengono solventi troppo aggressivi.

Anche l’alcool isopropilico ad alta concentrazione può generare scioglimento delle vernici antiche; similmente, l’uso di spugne abrasive o di strumenti ruvidi può rigare irrimediabilmente la superficie.

Le linee guida del Ministero della Cultura e delle principali scuole di restauro sono chiare: bisogna ridurre al minimo l’apporto di liquidi, preferire detergenti neutri (non ionici) ed evitare sostanze acide o ossidanti.

Approfondimento su come pulire i mobili in legno senza rovinarli

Procedimento

Per disinfettare mobili antichi in legno senza rovinarli è necessario seguire un procedimento strutturato. Si inizia sempre con un’analisi preliminare del mobile, osservando la presenza di fori da tarlo, rosume, muffe, sollevamenti, fessure o distacchi della vernice.

Questa fase è importante per individuare segni di infestazioni attive oppure di danni strutturali che richiedono l’intervento di un restauratore professionista. Una volta confermata l’assenza di infestazioni o danni rilevanti, si procede con la rimozione della polvere mediante un panno morbido in microfibra o, per intagli e parti intricate, con un pennello naturale e un’aspirapolvere munito di filtro Hepa che riduce la dispersione delle particelle.

A questo punto viene eseguita la disinfezione vera e propria utilizzando una soluzione a base di alcool etilico denaturato al 50% e acqua demineralizzata, oppure detergenti non ionici neutri impiegati comunemente nel restauro conservativo.

La soluzione viene sempre applicata sul panno e mai direttamente sul legno, e la superficie viene trattata con una delicata azione di tamponamento, evitando sfregamenti energici. In presenza di muffe superficiali è consigliabile indossare guanti e mascherina FFP2 per non inalare spore, procedere con la stessa miscela idroalcolica a bassa concentrazione e asciugare immediatamente.

Se la muffa risulta estesa o radicata, la prassi corretta prevede la valutazione specialistica.

Dopo la disinfezione occorre asciugare accuratamente la superficie e aerare l’ambiente senza esporre il mobile a luce solare diretta o a fonti di calore. Solo al termine si può procedere, se lo si ritiene opportuno, all’applicazione di cera microcristallina o cera d’api depurata, compatibilmente con la finitura originale e unicamente quando si è certi che non siano presenti residui umidi.

Prodotti utili

Per eseguire un lavoro a regola d’arte, servono:

  • acqua demineralizzata
  • detergenti non ionici neutri
  • panni in microfibra
  • pennelli morbidi
  • cere professionali.  
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