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Nel mondo delle pulizie sostenibili, informazioni incomplete e credenze errate possono portare a scelte poco efficaci e non sempre rispettose dell’ambiente. È necessario, dunque, fare chiarezza sui principali falsi miti legati alla pulizia ecologica della casa, spesso diffusi online e sui social come soluzioni “naturali” universali.
Attraverso un’analisi basata su fonti autorevoli e criteri scientifici, esamineremo pratiche comuni come l’uso di aceto, bicarbonato, limone e detergenti fai-da-te, spiegando perché non sempre rappresentano la scelta più sostenibile.
1) Aceto e bicarbonato: la combo “sbagliata”
È uno dei falsi miti più diffusi: l’idea che aceto e bicarbonato di sodio siano una combinazione “miracolosa” per tutte le pulizie domestiche.
In realtà, la reazione chimica tra aceto (acido) e bicarbonato (base) genera anidride carbonica e acetato di sodio, che non possiedono proprietà detergenti, sgrassanti o igienizzanti significative. La reazione chimica annulla l’efficacia di entrambi gli ingredienti, trasformandoli in un sale inattivo per la pulizia. Questo fenomeno è stato confermato anche da chimici esperti del settore, che evidenziano l’inutilità di questa miscela per le pulizie quotidiane.
Dal punto di vista dell’ecosostenibilità, l’impiego di ingredienti che non svolgono la funzione prevista comporta solo spreco di tempo e risorse, senza alcun beneficio ambientale. Per questo motivo, per pulizie efficaci e sostenibili è preferibile scegliere prodotti o formulazioni con ingredienti attivi specifici, testati e scientificamente validati.
Tutte le ragioni per non usare insieme aceto e bicarbonato
2) Bicarbonato di sodio: non è un prodotto multiuso
Un altro mito molto comune è che il bicarbonato sia un prodotto multifunzionale in grado di sostituire prodotti più specifici per ogni esigenza di pulizia. In realtà, il bicarbonato di sodio ha proprietà leggermente abrasive, utili per rimuovere sporco superficiale o macchie, ma non è un detergente completo, non disinfetta e non è efficace contro il calcare.
Secondo esperti di chimica delle pulizie sostenibili, tuttavia, il bicarbonato può essere utile come supporto locale in combinazione con detergenti appropriati, ma non deve essere considerato una soluzione autonoma per esigenze di igiene o decalcificazione. Però, è utile, sapere che il bicarbonato è eccellente come assorbitore di odori, grazie alla sua capacità di reagire con le sostanze acide.
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3) L’aceto non è un anticalcare naturale
Molti consumatori credono che l’aceto sia l’anticalcare ecologico per eccellenza, adatto a tutte le superfici dure. In realtà, sebbene l’aceto contenga acido acetico e sia in grado di sciogliere depositi di calcare, non è l’opzione più sostenibile e può risultare corrosivo per materiali metallici e superfici sensibili.
Studi scientifici indicano che l’acido citrico ha un impatto ambientale significativamente inferiore rispetto all’aceto, richiedendo molta meno acqua per la diluizione necessaria per rendere innocuo l’acido e risultando meno aggressivo per le superfici trattate.
4) L’efficacia del limone è sopravvalutata
Il limone è spesso promosso come ingrediente “naturale” per le pulizie, ma la sua capacità di pulire efficacemente è fortemente sopravvalutata. Il succo di limone contiene una percentuale molto bassa di acido citrico (circa 3%) e quindi, da solo, non è sufficiente per rimuovere calcare o sporco ostinato in modo efficace.
Inoltre, l’uso di grandi quantità di succo di limone per ottenere risultati paragonabili a quelli di prodotti specifici può portare a sprechi e problemi di mantenimento, come intasamento di filtri o deterioramento delle guarnizioni nei dispositivi domestici.
5) Il sapone di Marsiglia non sostituisce i detergenti
Un altro falso mito riguarda il sapone di Marsiglia: molte guide di pulizia fai-da-te lo promuovono come sostituto universale dei detergenti. In realtà, il sapone di Marsiglia ha un pH alcalino elevato e un potere lavante limitato. Utilizzarlo come unico agente di lavaggio può portare a risultati poco soddisfacenti, specialmente in acqua dura dove forma sali insolubili che possono depositarsi e rendere i tessuti più grigi.
Invece di trattare tutte le superfici con lo stesso prodotto, è preferibile utilizzare detergenti specifici o formulazioni certificate che bilancino efficacia e sostenibilità.
6) I prodotti “eco”, “green” o “bio” sono sostenibili?
Esiste un mito diffuso secondo cui qualsiasi prodotto etichettato come “eco”, “green” o “biologico” sia automaticamente sostenibile dal punto di vista ambientale. Questa convinzione non è supportata da una regolamentazione univoca: in molti casi, tali diciture non sono rigorosamente normate e possono esser usate a fini di greenwashing.
Per verificare realmente l’impatto ambientale di un prodotto, è necessario esaminare certificazioni riconosciute (ad esempio marchi come Ecolabel) e l’Inci (lista degli ingredienti), verificando la biodegradabilità, l’assenza di sostanze nocive e il ciclo produttivo.
7) I detergenti naturali non sono i più efficaci
Infine, un mito persistente è che i detergenti naturali o fatti in casa siano sempre più efficaci e meno impattanti dei prodotti convenzionali. In realtà, l’efficacia di un detergente dipende dalla sua formulazione chimica e dalla capacità di sciogliere sporco o microrganismi, non solo dalla sua origine naturale.
Molte formulazioni fai-da-te non contengono tensioattivi adeguati, agenti igienizzanti o solventi in grado di rimuovere grasso e germi in modo efficace. Questo significa che alcuni prodotti “naturali” possono risultare meno efficaci e richiedere un uso eccessivo, aumentando potenzialmente il consumo di acqua e risorse.



































