Contenuti trattati
Prima di spegnere definitivamente il climatizzatore è consigliabile dedicare qualche minuto a una serie di operazioni fondamentali.
Un controllo generale consente di individuare rumori insoliti, perdite d’acqua, vibrazioni, cattivi odori o altri segnali che meritano un intervento professionale.
Inoltre, se il climatizzatore non verrà utilizzato durante l’inverno, è possibile valutare una protezione dell’unità esterna, purché sia compatibile con il modello e non ostacoli la ventilazione.
1.Pulizia e igienizzazione profonda dei filtri
I filtri sono tra i componenti che raccolgono più facilmente polvere, pollini e altre particelle presenti nell’aria. Dopo un’intera estate di utilizzo, è quindi consigliabile effettuare una pulizia accurata dei filtri prima della pausa invernale.
Possono essere rimossi seguendo le istruzioni del produttore. Quando il modello lo consente, è possibile eliminare la polvere con un’aspirapolvere e procedere successivamente al lavaggio con acqua tiepida e un detergente delicato.
Tuttavia, non tutti i filtri sono lavabili: quelli aggiuntivi, come alcuni filtri a carboni attivi o specifici sistemi di filtrazione, possono richiedere la sostituzione.
I filtri devono essere rimontati soltanto quando sono completamente asciutti. Conservare umidità all’interno dello split può favorire la formazione di muffe e cattivi odori durante i mesi di inattività.
Anche pannello frontale, griglie e bocchette possono essere puliti con un panno morbido leggermente inumidito.
È invece preferibile evitare prodotti aggressivi, solventi e spray non espressamente indicati dal produttore.
Scopri qui come pulire il climatizzatore
2.Asciugatura dello scambiatore
Durante il raffrescamento, infatti, il climatizzatore produce condensa e alcune parti dello split possono rimanere umide anche dopo lo spegnimento.
Quando previsto dal modello, una fase di ventilazione senza raffrescamento può aiutare a ridurre l’umidità residua nello scambiatore e nelle parti interne accessibili. L’obiettivo è arrivare al periodo di inattività con un ambiente interno il più possibile asciutto.
Non è invece consigliabile smontare autonomamente lo split per raggiungere componenti interni, batteria o ventola.
Se sono presenti evidenti tracce di muffa, incrostazioni importanti o sporco profondo, la pulizia professionale è una soluzione più sicura.
3.Controllo e svuotamento della vaschetta
La vaschetta di raccolta della condensa svolge un ruolo importante durante il funzionamento estivo. L’acqua prodotta dall’umidità dell’aria deve infatti essere raccolta e convogliata verso lo scarico.
Prima della pausa stagionale è utile controllare che non siano presenti ristagni, residui, cattivi odori o segni di perdite. Eventuali gocciolamenti anomali, macchie sul muro sotto lo split o problemi ricorrenti durante il raffrescamento possono indicare un malfunzionamento dello scarico.
La vaschetta e il tubo di scarico sono componenti che possono richiedere una pulizia specifica. Se lo scarico appare ostruito o l’acqua non defluisce correttamente, è meglio evitare interventi improvvisati e affidarsi a un tecnico, soprattutto quando è necessario smontare parti dell’apparecchio.
4.Pulizia e ispezione dell’unità esterna
Anche l’unità esterna necessita di attenzione prima della pausa invernale. Essendo esposta alle condizioni atmosferiche, può accumulare foglie, polvere, pollini, piccoli detriti e sporco tra le griglie.
Quando l’unità è facilmente accessibile e si può lavorare in sicurezza, è possibile rimuovere lo sporco superficiale con una spazzola morbida, un panno o un aspiratore adatto.
È importante non piegare le alette dello scambiatore e non utilizzare getti d’acqua ad alta pressione che potrebbero danneggiare componenti e collegamenti.
Verificare che intorno all’unità non siano presenti oggetti, vasi o altri elementi che impediscano una corretta circolazione dell’aria.
Se l’unità esterna è installata in alto, su una facciata o in una posizione difficile da raggiungere, la pulizia non dovrebbe diventare un rischio per la sicurezza. In questi casi è preferibile affidare l’intervento a un professionista.
I nosti consigli per pulire bene l’unità esterna del condizionatore
5.Verifica generale
Prima dello spegnimento definitivo conviene fare un’ultima verifica del comportamento del climatizzatore. Rumori metallici, vibrazioni insolite, odori persistenti, perdita di acqua, riduzione evidente della capacità di raffrescamento o messaggi di errore non dovrebbero essere ignorati.
Se durante l’ultima utilizzazione è comparso uno di questi segnali, la fine della stagione può essere il momento ideale per programmare un controllo tecnico, evitando di arrivare alla successiva estate con un problema ancora irrisolto.
È inoltre utile controllare telecomando e batterie, soprattutto se il dispositivo resterà inutilizzato per diversi mesi. Le indicazioni precise sulla manutenzione periodica, sulla disalimentazione e sulle eventuali funzioni automatiche devono comunque essere ricavate dal manuale del modello installato.
Ecco come riciclare l’acqua del condizionatore
6.Protezione e copertura dei motori esterni durante l’inverno
Quando il climatizzatore rimane completamente inutilizzato per diversi mesi, può essere presa in considerazione una copertura protettiva per l’unità esterna: può aiutare a limitare l’accumulo di foglie e detriti, ma deve essere scelta e utilizzata correttamente.
Non è consigliabile avvolgere l’unità con materiali improvvisati o con teli completamente sigillanti. Una protezione inadatta può trattenere umidità, ostacolare la ventilazione o creare condizioni poco favorevoli per i componenti.
La soluzione migliore dipende dal tipo di apparecchio e dalle indicazioni del produttore.
Se il climatizzatore viene utilizzato anche in modalità riscaldamento, inoltre, la copertura non deve impedire il normale funzionamento dell’unità esterna.
Tutti gli step per pulire bene il ventilatore




































