Ristrutturare la casa è manutenzione ordinaria o straordinaria?

Lavori nella propria abitazione: ristrutturare casa è considerato manutenzione ordinaria o straordinaria? Quesito di Angelina Borrello.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 28/05/2013 Aggiornato il 30/05/2013
Ristrutturare la casa è manutenzione ordinaria o straordinaria?

Foto di Cristina Fiorentini

  • Risponde l’architetto Paolo Mereghetti – studio M&C Architetti Associati, Milano – www.mec-architetti.it

Ristrutturare la casa” è una definizione generica che va inquadrata invece nella complessa normativa edilizia ed urbanistica, per poter seguire il percorso burocratico idoneo. Il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” contiene, al Titolo I art. 3, le definizioni degli interventi edilizi, di cui si riporta qui di seguito uno stralcio dei suoi principali contenuti:

Art. 3 (L) – Definizioni degli interventi edilizi
1. Ai fini del presente testo unico si intendono per:
a) “interventi di manutenzione ordinaria“, gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) “interventi di manutenzione straordinaria“, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;
c)interventi di restauro e di risanamento conservativo“, gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
d)interventi di ristrutturazione edilizia“, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica;
e)interventi di nuova costruzione“, quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite alle lettere precedenti. Sono comunque da considerarsi tali:
e.1) la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente,..

Prima di dar corso a qualsiasi lavoro nel proprio appartamento è bene accertarsi di quali siano gli obblighi di legge a proprio carico. Gli adempimenti di legge (e quindi le pratiche edilizie) variano a seconda del tipo di lavoro che si intende realizzare ed alle caratteristiche edilizie ed urbanistiche dell’immobile in cui si eseguiranno i lavori. Gli uffici tecnici del Comunalisettore edilizia privata – dove è situato l’immobile o lo Sportello Unico dell’edilizia, se presente, sono generalmente a disposizione dei cittadini per fornire informazioni in merito.

Riassumendo: prima di intraprendere qualsiasi attività di ristrutturazione della propria casa bisogna informarsi presso l’ufficio tecnico del Comune dove è situato l’immobile o presso lo Sportello Unico dell’edilizia, se attivo. In generale si può allora considerare che per manutenzione ordinaria vengono intese le opere di riparazione, di rinnovamento e di sostituzione delle finiture; ma anche quelle necessarie per integrare o mantenere in efficienza gli impianti esistenti. La manutenzione straordinaria, invece, comprende i lavori di modifica di parti, anche strutturali. E in più, in tale classe, è inclusa anche la realizzazione di servizi igienico-sanitari e tecnologici, purché non vengano alterati i volumi o le superfici delle unità immobiliari e non si modifichi la destinazione d’uso. Si intendono opere di restauro e risanamento conservativo, poi, quelle finalizzate al mantenimento della funzionalità, con un insieme di lavori che, pur rispettando le caratteristiche tipologiche della costruzione, ne consentano destinazioni d’uso compatibili. Con il termine generico “ristrutturazione“, infine, si intende la trasformazione con opere che possono portare a ottenere un fabbricato diverso (ripristino o sostituzione degli elementi costitutivi, eliminazione, modifica e inserimento nuovi elementi e impianti). È compresa anche la demolizione di un edificio e la sua ricostruzione con stesse volumetria e forma.

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