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Nelle abitazioni costruite fino agli anni Settanta e Ottanta, la presenza di un solo bagno era considerata più che sufficiente. Oggi, invece, il modo di vivere gli spazi domestici è profondamente cambiato: famiglie con figli, coppie con orari di lavoro differenti, ospiti che si fermano a dormire o semplicemente il desiderio di una maggiore privacy hanno trasformato il secondo bagno in uno degli interventi più richiesti nelle ristrutturazioni.
Non si tratta soltanto di un comfort in più. Un bagno aggiuntivo rende la casa più funzionale nella vita quotidiana, riduce le attese nei momenti di maggiore utilizzo e contribuisce ad aumentare l’attrattività dell’immobile anche in caso di vendita o locazione.
In molti casi, inoltre, consente di realizzare una camera padronale con bagno dedicato oppure di separare il bagno destinato agli ospiti da quello riservato alla zona notte, una soluzione sempre più apprezzata nei progetti contemporanei.
Inserire un nuovo bagno, però, è un’operazione che richiede uno studio accurato. Non basta individuare uno spazio libero: occorre verificare la posizione delle colonne di scarico, la possibilità di garantire le corrette pendenze delle tubazioni, il passaggio degli impianti, la ventilazione, i rapporti aero-illuminanti previsti dalla normativa e il rispetto delle dimensioni minime necessarie per assicurare un utilizzo confortevole.
Ogni appartamento presenta vincoli differenti, che possono derivare dalla struttura dell’edificio, dalla posizione delle finestre, dalla distribuzione degli ambienti o dalla presenza di muri portanti.
Per questo motivo non esiste una soluzione valida in assoluto. In alcuni casi è possibile ottenere il secondo bagno con modifiche limitate, intervenendo esclusivamente nella zona servizi e contenendo tempi e costi dei lavori.
In altri, invece, conviene cogliere l’occasione della ristrutturazione per ripensare l’intera distribuzione interna, migliorando non solo il numero dei bagni ma anche la qualità complessiva degli spazi, la luminosità degli ambienti e la fluidità dei percorsi.
Spesso il progetto nasce da un equilibrio tra aspetti tecnici ed esigenze quotidiane. La vicinanza agli scarichi esistenti permette di limitare le opere murarie e gli interventi sugli impianti, mentre l’impiego di sanitari sospesi, porte scorrevoli, contropareti tecniche e arredi compatti consente di sfruttare superfici anche contenute senza rinunciare alla praticità.
Allo stesso tempo è importante valutare come il nuovo bagno influenzi gli altri ambienti: sottrarre spazio a una camera, a un corridoio o a un ripostiglio può essere la scelta giusta solo se il risultato finale mantiene un corretto equilibrio tra tutte le funzioni della casa.
Qui a seguire tre diverse strategie progettuali consentono di ricavare un secondo bagno in un appartamento esistente. Le soluzioni hanno livelli di intervento differenti: dalla proposta più conservativa, che limita le modifiche agli impianti e alle partizioni indispensabili, fino a ipotesi di ridistribuzione più radicali, capaci di trasformare l’organizzazione dell’intera abitazione. Un confronto utile per capire come, a partire dalla stessa pianta, possano nascere progetti molto diversi, ciascuno con vantaggi specifici e adatto a esigenze abitative differenti.
Ricavare secondo bagno: primo progetto
In una prima soluzione progettuale viene mantenuto l’impianto generale della casa, con cucina e soggiorno distanti e con l’infisso vetrato tra sala ed ingresso, che è stato conservato, dato che l’espressa menzione da parte della lettrice ha fatto ipotizzare la volontà di conservarlo.
In tutte le proposte per ricavare il secondo bagno, il locale di servizio è posizionato in modo tale che il tratto di scarico da realizzare sia di lunghezza breve e abbia la necessaria pendenza.
Questo obiettivo si raggiunge attraverso l’installazione di sanitari sospesi ed il mascheramento di tubazioni e supporti, che vengono incassati nelle partizioni murarie, dallo spessore aumentato da contropareti ad altezza parziale.
Al secondo bagno si accede dalla camera doppia; all’interno di questo ambito è presente una seconda porta scorrevole salvaspazio, dalla quale si può entrare nel piccolo volume che disimpegna la cameretta ed il bagno più grande.
Per migliorare la funzionalità del bagno con finestra è prevista l’installazione di una vasca asimmetrica; in alternativa, in questo vano potrebbe essere collocata una doccia nello spazio ad angolo più vicino alla porta ed il lavabo essere posto in adiacenza all’infisso esterno.
- porta a battente, filo muro, 80×210 cm – ESSENTIAL di SCRIGNO
- porta scorrevole, senza cornici, 80×210 cm – ESSENTIAL di SCRIGNO
- porta scorrevole, senza cornici, 70×210 cm – ESSENTIAL di SCRIGNO
- porta scorrevole, senza cornici, 60×210 cm – ESSENTIAL di SCRIGNO
- porta scorrevole, senza cornici, con pannello vetrato, 80×210 cm – ESSENTIAL di SCRIGNO
- controparete ad altezza parziale, in struttura metallica e cartongesso, con sostegni per sanitari sospesi nel bagno2, tipo DUOFIX di GEBERIT
- vasca asimmetrica, 100×160 cm – LINEA di GLASS 1989
- sanitari di DURAVIT
- sanitari sospesi e a profondità ridotta di DURAVIT
- lavabo di DURAVIT
- scaldasalviette verticale
- scaldasalviette orizzontale rialzato
- lampada a soffitto
- lampada a parete di FLOS
- faretti led incassati nel controsoffitto
- lampada a sospensione
- tappeto nel soggiorno, DIAMANTINA di AMINI CARPET
Secondo bagno con una nuova distribuzione degli spazi
Se la prima proposta limita gli interventi alla sola zona servizi, le due soluzioni che seguono prevedono una ridistribuzione più ampia dell’appartamento, con l’obiettivo di migliorare non solo la presenza del secondo bagno, ma anche l’organizzazione complessiva della casa.
Si tratta di due ipotesi progettuali che richiedono opere più consistenti e che dovranno essere verificate sotto il profilo normativo, in particolare per quanto riguarda i rapporti aero-illuminanti e la fattibilità degli spostamenti impiantistici.
In entrambe le soluzioni, tuttavia, i due bagni rimangono affiancati e prossimi alla colonna di scarico esistente, così da limitare la complessità degli impianti.
Entrambe le proposte condividono alcuni principi progettuali:
- la zona giorno è organizzata come open space;
- il living gode dell’affaccio esclusivo su uno dei due terrazzi;
- una delle camere dispone di un bagno dedicato;
- entrambe le camere superano i 14 mq e possono quindi ospitare comodamente due persone.
La scelta tra le due configurazioni dipende soprattutto dalla qualità dei due affacci esterni. Se uno dei terrazzi è più silenzioso, può essere opportuno destinarlo alla zona notte; se invece uno offre una vista più piacevole o una migliore esposizione, è preferibile valorizzarlo come naturale estensione della zona giorno.
Progetto 2: zona giorno open con cucina all’ingresso
In questa proposta l’ingresso introduce direttamente in un ampio soggiorno open space con cucina a vista, affacciato sul terrazzo posto frontalmente e a destra rispetto all’accesso principale. La zona servizi costituisce un elemento di separazione tra gli ambienti destinati alla convivialità e quelli dedicati al riposo, migliorando la privacy della zona notte.
Completa la distribuzione un ripostiglio di dimensioni generose, pensato come spazio multifunzione per lavanderia, dispensa e contenimento.
Progetto 3: cucina spostata e maggiore privacy per il living
La terza soluzione prevede invece lo spostamento della cucina, con il conseguente adeguamento degli impianti, verso il secondo terrazzo dell’appartamento.
La zona giorno mantiene la configurazione open space ma viene collocata sul lato sinistro dell’ingresso, mentre l’accesso all’abitazione avviene attraverso un corridoio che scherma la vista sul living e garantisce una maggiore privacy.
È una soluzione indicata per chi desidera una separazione più marcata tra l’ingresso e gli spazi dedicati alla vita quotidiana, senza rinunciare a un ambiente giorno ampio e luminoso.









































