Una quinta per dividere soggiorno e cucina e far sembrare gli spazi più grandi
Per rendere il living più spazioso, la soluzione più efficace nella maggior parte dei casi è quella di realizzare un open space fra soggiorno e cucina. Ma se si vuole mantenere una certa separazione, realizzare una quinta è un buon compromesso. Ecco un progetto che sfrutta anche il disimpegno come lavanderia e con una scala a giorno alleggerisce ulteriormente l'effetto visivo degli spazi.
Scegliere se progettare una cucina a vista o mantenerla separata dal soggiorno è una delle decisioni più delicate nella definizione della zona giorno.
Non si tratta solo di gusto, ma di equilibrio tra funzionalità, percezione dello spazio e qualità dell’abitare quotidiano.
La cucina chiusa garantisce controllo: rumori, odori e disordine restano confinati, offrendo un ambiente più “tecnico” e protetto. Al contrario, la cucina a vista dialoga con il living, amplifica la luce naturale e contribuisce a una sensazione di maggiore ampiezza, sempre più ricercata nelle abitazioni contemporanee.
Tra questi due estremi esistono però molte soluzioni intermedie, che il progetto può calibrare con attenzione: aperture parziali, filtri visivi, differenze di quota, elementi d’arredo o volumi architettonici capaci di separare senza isolare.
L’obiettivo non è scegliere una formula rigida, ma costruire una relazione coerente tra gli spazi, rispondendo alle esigenze pratiche senza rinunciare alla continuità visiva.
In questo senso, anche una semplice parete ripensata può trasformarsi in un dispositivo progettuale efficace, come accade quando la separazione diventa una vera e propria quinta.
Un progetto con una quinta che divide soggiorno e cucina
Spesso per poter avere un soggiorno più ampio, l’unica possibilità è però rinunciare ad avere un locale cucina separato.
Poter chiudere una porta per non sentire gli odori di cottura o per nascondere in un attimo la confusione di pentole, piatti e bicchieri, è indubbiamente un gran vantaggio, ma quando si vuole dare priorità alla vivibilità degli ambienti (anche in relazione all’effetto visivo di maggiore spazio) rinunciare alla separazione totale permette di ottenere un buon compromesso e di bilanciare pregi e difetti della soluzione adottata.
Vediamo un esempio, rispondendo con un progetto alla lettrice Susanna L. La sua richiesta: Ho acquistato un appartamento su due piani e vorrei un suggerimento per arredare la zona giorno (che si trova al livello inferiore) attualmente composta da una cucina e un soggiorno indipendenti e adiacenti. Mi piacerebbe ottenere un ambiente unico di più largo respiro, ma vorrei che la cucina rimanesse almeno parzialmente nascosta alla vista di chi entra, considerato che l’ingresso è direttamente in salotto. Inoltre, c’è modo di ottenere un piccola lavanderia?
Da parete a quinta
La pianta della zona giorno è suddivisa in soggiorno open, cucina abitabile, disimpegno e bagno. La scala che collega i due piani, a destra della porta, è in una posizione favorevole perché lascia ampio spazio all’interno della stanza e non vincola nella disposizione degli arredi.
Per rendere il living più vivibile è sufficiente demolire parte del muro che divide il soggiorno dalla cucina, lasciando una quinta centrale come schermatura e superficie d’appoggio.
Il nuovo progetto d’arredo ruota intorno alla quinta che separa cucina e soggiorno: in asse con la porta d’ingresso, scherma la zona operativa e, verso il salotto, accoglie il mobile porta tv
All’appartamento si accede tramite l’ingresso in soggiorno, dove, a sinistra della porta, rivolto verso la quinta con la tv è previsto un divano angolare (1).
Per filtrarne la presenza, senza inserire una divisione fissa che toglierebbe la visuale nella stanza, sul lato esterno sono state collocate delle originali lampade colorate terra-soffitto (2) che disegnano una sorta di corridoio.
A definire la zona conversazione, completata da tavolini di diversa forma (3), c’è un ampio tappeto (4).
La cucina è un locale ampio e bene illuminato dove si è scelto di concentrare la zona cottura e il pranzo in un’isola centrale (5), decentrando l’area lavaggio, lo spazio per contenere e gli elettrodomestici su una composizione in linea a tutta parete (6).
Nel disimpegno fra bagno e cucina viene attrezzata la zona lavanderia, chiusa in una armadiatura in nicchia.
Infine il sottoscala è lo spazio ideale per una console allungabile, dalla doppia funzione di piano d’appoggio e tavolo.
Quando la cucina e il soggiorno sono comunicanti, scegliere un rivestimento comune a pavimento garantisce un senso di continuità che amplia visivamente i locali.
Il parquet, in tutte le sue essenze, regala sempre una piacevole sensazione. Non bisogna temere l’utilizzo del legno in cucina perché va considerato che le lavorazioni e le finiture più recenti ne aumentano la resistenza.
La spazzolatura, per esempio, come il taglio sega o la piallatura a mano permettono di far emergere la parte più dura del legno, la più resistente anche nel tempo.
Parquet Modulo Noce Spazzolato di CP Parquet (www.cpparquet.it)
Da realizzare su misura in base alle caratteristiche specifiche del vano a disposizione, la scala prefabbricata autoportante hanno un ottimo rapporto qualità prezzo.
Permette inoltre un buon livello di personalizzazione: si possono scegliere infatti numerose finiture sia per i gradini sia per le ringhiere e i corrimano.
In alcuni casi è possibile anche arricchirla con led segnapasso, che uniscono praticità ed estetica. L’alzata fra i gradini può rimanere a giorno o essere chiusa con pannelli in finitura coordinata.
Sono ideali sia in caso di ristrutturazione sia di nuova installazione.
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