Domande e risposte sull’Iva

Quattro domande e risposte sull'Iva: il nostro commercialista ci spiega.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 08/12/2016 Aggiornato il 13/12/2016
domande sulla figura del notaio

L’Iva (acronimo di Imposta sul Valore Aggiunto) è stata istituita nel 1972 ed è un’imposta indiretta e proporzionale, in quanto viene calcolata mediante l’applicazione di aliquote che non variano al variare della base imponibile. Imposta indiretta sui consumi, si applica alla cessione di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nell’esercizio delle imprese, arti e professioni nel territorio dello Stato dai titolari di partita IVA e grava solo sul consumatore finale. Si tratta di una materia complessa, che pone dubbi su molti aspetto. Ecco le domande di alcuni nostri lettori e le risposte del nostro commercialista Carlo Tagini, Studio Associato Cerati Tagini, Milano, tagini@marfal.it:

Domanda di  Sergio S. su Iva agevolata al 4% per mobili prima casa: sto acquistando una villetta in costruzione che per me sarà prima casa. Nell’acquisto dei mobili, ad es. la cucina, posso usufruire dell’iva agevolata al 4%? 
Risposta: No, mobili e arredi non rientrano tra i beni acquistabili con IVA agevolata, a scontano l’aliquota IVA ordinaria del 22%.

Domanda di Alessandro T.: devo comprare delle porte interne per la mia casa in costruzione, che risulta seconda casa. L’Iva è al 10 oppure al 22%?
Risposta: Le porte interne rientrano nel novero dei beni significativi indicati al decreto del 29/12/1999 per i quali è prevista l’applicazione dell’aliquota ridotta del 10% solo fino a concorrenza dell’importo delle prestazioni di servizi connesse alla loro installazione, mentre sull’eccedenza si applica l’aliquota del 22%. Tuttavia dal tenore del quesito sembra che si tratti del mero acquisto delle porte fatto direttamente dal lettore: in tal caso si ritiene che si dovrà applicare l’aliquota del 22% sull’intero importo.

Domanda di Alfiero G. su ristrutturazione prima casa con presentazione “SCIA”: le spese tecniche non fornite dalla ditta appaltatrice sono soggette all’applicazione IVA al 10% oppure al 22%? 
Risposta: Se con spese tecniche si intendono fatture per operazioni rese da professionisti e consulenti relativamente ai lavori di ristrutturazione (architetto, geometra etc), tali prestazioni, pur rientrando tra quelle che danno diritto alle detrazioni fiscali ai fini IRPEF, sono soggette ad aliquota ordinaria IVA del 22%.

Domanda di Giancarlo D. su Iva agevolata, si o no? Vorrei capire quale Iva sia applicabile all’intervento che andrò ad effettuare nel mio appartamento: rifacimento bagno, demolizione bagno esistente per trasformarlo in camera da letto, demolizione cabina armadio per costruirci un altro bagno con spostamento porta. Il dubbio in pratica è: se l’intervento può ritenersi “ristrutturazione edilizia” o piuttosto “manutenzione straordinaria“.
Risposta: Da come è descritto l’intervento, nel complesso sembra lo si possa definire una ristrutturazione. Va ricordato tuttavia che per le prestazioni di servizi l’IVA è al 10% anche sulle manutenzioni straordinarie e che, come abbiamo più volte ricordato, deve essere applicata l’IVA ordinaria del 22% solo in presenza di cessione di beni significativi per la parte che eccede il valore della prestazione di servizi al netto del valore dei beni stessi. I beni significativi sono espressamente indicati dal decreto 29/12/1999 e sono ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, video citofoni, condizionatori, sanitari e rubinetteria da bagno e impianti di sicurezza.