Disimpegno e antibagno: quando servono?

La camera può essere collegata direttamente al soggiorno o serve un disimpegno? Quando è d'obbligo l'antibagno? Qual è la dimensione minima prevista per i diversi ambienti della casa? Alcune risposte utili nella progettazione di un'abitazione.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 15/01/2015Aggiornato il 15/01/2026
Disimpegno e antibagno: quando servono?

Una camera può essere collegata direttamente al soggiorno con una porta scorrevole? Oppure la normativa prevede obbligo di disimpegno? E se per esempio la stanza ha un utilizzo “misto”, cioè di giorno adibita a studio e di notte a camera (per esempio con letto “nascosto” ribaltabile)?

In genere non è prescritto che la camera debba essere separata dal soggiorno tramite disimpegno, la scelta dipende dalle preferenze del proprietario e/o dalla conformazione della casa.

Zona filtro obbligatoria solo fra bagno e zona giorno

L’obbligo della “zona filtro” è prevista solo fra bagno e ambienti cucina/zona giorno ed è per questo che in questi casi il disimpegno viene in realtà chiamato antibagno.

I servizi igienici devono essere disimpegnati dal locale cucina/zona giorno mediante apposito vano (antibagno, corridoio, atrio) delimitato da serramenti.

Bagno a norma: scopri tutto qui

L’alloggio minimo “normato” è il monolocale, che è caratterizzato dalla commistione delle funzioni, quindi un ambiente può essere pluriuso nel rispetto delle prescrizioni dimensionali ed igieniche.

Requisiti superficie minima ambienti abitativi

I parametri di valutazione variano a seconda della destinazione d’uso e una prima distinzione avviene fra abitativa e accessoria: il locale abitativo è quello in cui si svolge la vita o l’attività domestica delle persone (soggiorno, camera, cucina, studio …); in quello accessorio la permanenza delle persone è limitata nel tempo e dedicata a ben definibili operazioni (corridoio, bagno, ripostiglio, lavanderia). In fase di richiesta di autorizzazione e successiva abitabilità è quindi necessario specificare in modo chiaro quale sia il suo utilizzo, in questo caso camera/studio.

Si riportano di seguito i requisiti di superficie utile minima per gli ambienti abitativi, a titolo di esempio del Comune di Milano:

  • camera da letto singola = 8,00 mq
  • camera da letto doppia = 12,00 mq (alla formazione della superficie della camera da letto non può contribuire la superficie dell’eventuale cabina armadio)
  • soggiorno: 14,00 mq
  • soggiorno con spazio di cottura: 17,00 mq
  • cucina = 5,00 mq
  • locale studio = 7,00 mq
  • bagni: lato minimo non inferiore a 1,20 m; inoltre almeno un bagno deve avere dimensione adatta ad ospitare dotazione minima (lavabo, doccia o vasca, water e bidet) di apparecchi sanitari (fatte salve le verifiche per il calcolo della s.l.p.)

La porta scorrevole rappresenta poi un’ottima alternativa alla tipologia di apertura a battente, non solo come soluzione salvaspazio, ed è particolarmente risolutiva per luci ampie.

In molti Comuni poi vi sono regole differenti a seconda delle diverse situazioni (contesto geografico, collocazione o meno nel centro storico, edificio di interesse storico architettonico… )

Riferimenti normativi: Decreto Ministeriale Sanità del 5 luglio 1975 e Regolamento edilizio e di igiene del Comune di appartenenza.

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