Cementine: come preservarle?

Il pavimento in cementine, in caso di demolizione di tramezzi, come può essere trattato per ottenere un effetto gradevole? Quesito di Marta Alberti.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 14/06/2013 Aggiornato il 14/06/2013
Cementine: come preservarle?

Risponde l’architetto Marco Zuttioni – Studio MODOURBANO Architettura, Milano – www.modourbano.it

La cosiddetta “cementina” rappresenta una tipologia di piastrella in pastina colorata di cemento utilizzata, anche in alternativa alla graniglia di marmo, a partire da fine ‘800 grazie all’avvento della rivoluzione industriale e di conseguenza di una maggiore produzione di cemento Portland. Dagli anni ’70, l’avvento della ceramica fu causa di una forte diminuzione di richiesta sul mercato di prodotti prettamente artigianali e di alta qualità, quali cementine e graniglie artistiche. Alcune aziende di stampo artigianale non hanno però mai rinunciato completamente alla produzione di manufatti in cemento ed è quindi possibile quindi trovare cementine similari alle originali per eventuali aggiunte su pavimenti esistenti oppure trovare piastrelle originali derivanti da demolizioni di appartamenti in ristrutturazione.
L’abbinamento tra il contemporaneo e l’antico deve essere oggetto di un’attenta scelta; le nuove piastrelle potranno allinearsi alle tonalità dell’esistente, seguendo la medesima paletta colori, oppure essere a contrasto, segnalando evidentemente gli elementi aggiunti tramite l’utilizzo di un colore diverso dall’originale ed incorniciando la campitura della parte esistente e le relative decorazioni, come fossero un tappeto.

Per quanto riguarda i costi si deve differenziare il tipo di intervento in questione. L’opzione più onerosa prevede lo smontaggio del pavimento esistente dalla sua sede, la sua pulizia fuori opera ed il successivo riposizionamento su un massetto di nuova formazione (prevedendo eventualmente il riscaldamento a pavimento). La tipologia di intervento meno invasiva ed economica prevede invece il mantenimento, tramite semplice pulizia, dell’area caratterizzata dalle cementine. Nella fase di recupero il manufatto cementizio, dopo una fase di pulizia con prodotti alcalini, viene trattato con una miscela idro-oleorepellente e infine con una cera naturale fluida e due mani di cera liquida di finitura, per ridonargli la tonalità originale. Nel caso in cui la porzione rimossa o demolita fosse notevole, la soluzione preferibile è accostare al pavimento originale materiali contemporanei quali resine, parquet, ceramiche di grande formato. È importante considerare previamente gli spessori dei diversi pavimenti; le pastine o cementine sono originariamente realizzate su un supporto a fresco di cemento e sabbia, con un minimo impasto di cemento colorato, sabbia finissima e ossidi di ferro sulla parte superficiale. Il pavimento può, quindi, sopportare una sola levigatura subito dopo la posa in opera originale. Il rischio altrimenti è di portare alla luce il cemento sottostante alla finitura colorata. Non si potrà quindi eseguire una  levigatura/lucidatura contestuale di entrambi i pavimenti ma, di conseguenza, il nuovo settore di pavimento, con relativo massetto sottostante, dovrà essere posizionato in modo da renderlo complanare alle cementine e giuntato tramite un materiale plastico e flessibile (come il silicone) che possa assorbire le diverse dilatazioni dei materiali.

Vecchio e nuovo dovranno essere poi abbinati in base anche ai colori predominanti delle cementine esistenti. Se per quanto riguarda le resine la gamma di colori è praticamente infinita e si può optare per abbinamenti o con colori affini o a contrasto come già spiegato. Più attenzione va rivolta invece alle essenze: a cementine grigie e dalle tonalità scure si possono accostare legni quali rovere o noce, mentre in presenza di mattonelle colorate vanno bene il ciliegio (vicino ai rossi), il larice o l’abete (vicino alle gradazioni di giallo).

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