Quale codice tributo per Imu, Irpef, Tasi…

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 02/01/2019 Aggiornato il 02/01/2019

Quando si devono pagare le tasse sulla casa, come l'Imu e la Tasi, occorre inserire nell'F24 dei particolari codici tributo. Ma quali e a che cosa corrispondono?

codici tributo Tasi Imu

Imu, Tasi, Tari, Irpef, addizionali, cedolare secca: ad ogni imposta il suo codice tributo. Ma cosa sono questi codici? Quando si usano? 

Il modello F24

Il modello F24 è diviso in “Sezioni” in ciascuna delle quali sono presenti dei campi che i contribuenti devono compilare. Per i versamenti di Irpef, Ires, Iva, ritenute e tasse erariali, si utilizza la sezione Erario. Per le imposte regionali (Irap e addizionale regionale all’Irpef) si utilizza la specifica sezione Regioni. Per le imposte comunali si utilizza la sezione Imu e altri tributi locali. I campi principali sono quelli relativi a:

  • Contribuente: vanno indicati il codice fiscale, i dati anagrafici e il domicilio fiscale. Particolare attenzione andrà prestata nell’indicazione del codice fiscale
  • Coobbligato: va indicato, nei casi previsti, unitamente al relativo codice identificativo
  • Codici tributo: indicano la tipologia d’imposta da pagare
  • Anno/periodo di riferimento: indica l’anno d’imposta al quale si riferisce l’imposta da pagare e va riportato nel formato a 4 cifre. 
  • Regioni: per le sole imposte regionali, oltre al codice tributo e all’anno di riferimento, andrà indicato il codice della regione per la quale si effettua il versamento
  • Imu e altri tributi locali: per le sole imposte comunali, oltre al codice tributo e all’anno di riferimento, andrà indicato il codice catastale del comune per il quale si effettua il versamento.
Che cosa sono i codici tributo e a cosa servono

I codici tributo equivalgono a una serie alfanumerica associata ad un’imposta da indicare nel modello di pagamento F24 e che consentono al contribuente italiano di pagare le varie imposte dovute allo Stato. Accanto ad ogni singolo importo da pagare bisogna infatti indicare anche il codice che identifica la somma da versare (o altri tipi di voci, che non indicano necessariamente un tributo com’è già stato sottolineato).

Dove inserire il codice tributo

I codici tributo vanno nella sezione Erario del modello F24, nella colonna dedicata come immagine seguente.

codice tributo

 

 

Codici tributo quali sono

Ecco di seguito alcuni dei codici tributo più usati di frequente:

Codice tributo Irpef: 4001 (saldo), 4033 (acconto prima rata), 4034 (acconto seconda rata)

Codice tributo Imu: 3912 (abitazione principale), 3918 (altri fabbricati); 3913 (fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE); 3914 (terreni – COMUNE); “3915” (terreni – STATO);  3916 ( aree fabbricabili – COMUNE); 3917 (aree fabbricabili – STATO); 3918 (altri fabbricati – COMUNE)

Codice tributo Tasi: 3958 (abitazione principale), 3961 (altri fabbricati); 3959 (fabbricati rurali ad uso strumentale);  3960  (aree fabbricabili). 

Codice tributo cedolare secca: 1840– Acconto prima rata;  1841– Acconto seconda rata o unica soluzione; 1842 – Saldo

Per reperire altri codici tributo basta andare nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate dedicata alla ricerca.

 

Il codice Comune e gli importi

Oltre al codice tributo, nel modello F24 è richiesto anche il cosiddetto codice Comune. Sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile trovare questi codici nell’apposito link https://www1.agenziaentrate.gov.it/documentazione/versamenti/codici/ricerca/VisualizzaTabella.php?ArcName=COM-ICI.

Nel modello F24 bisogna stare attenti a come inserire gli importi: devono sempre essere indicati con le prime due cifre decimali, anche se queste sono pari a zero. Così ad esempio se l’importo è espresso in unità di euro, e la somma da versare è pari a 80 euro, va indicato “80,00”. Se vi sono più cifre decimali si deve procedere all’arrotondamento della seconda cifra decimale: se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso (74,955 euro arrotondato diventa 74,96 euro), mentre se la terza cifra è inferiore a 5, l’arrotondamento va effettuato per difetto (74,952 euro arrotondato diventa 74,95 euro).