Piscine: perché si verificano tragici incidenti e come evitarli

Dai bocchettoni di aspirazione alla manutenzione: cosa c’è davvero dietro gli incidenti più gravi e perché prevenirli è possibile. Intervista alla dottoressa Rossana Prola, Fisico ed Esperto UNI e CEN.

Monica Mattiacci
A cura di Monica Mattiacci
Pubblicato il 12/05/2026Aggiornato il 12/05/2026
piscine quali rischi

La piscina è uno degli spazi più associati al tempo libero e al benessere, ma proprio per questo tende a essere percepita come un ambiente completamente sicuro. Eppure, alcuni incidenti – rari ma spesso drammatici – riportano l’attenzione su un aspetto poco noto anche a chi frequenta piscine con regolarità: il funzionamento degli impianti e, in particolare, dei sistemi di aspirazione dell’acqua.

Non si tratta di eventi casuali né di fatalità difficili da prevedere. Dietro questi episodi si nascondono quasi sempre dinamiche tecniche precise, legate alla progettazione, all’installazione o alla manutenzione degli impianti. Elementi poco visibili, come pompe, tubazioni e griglie, possono trasformarsi in fattori di rischio quando non rispettano standard rigorosi o quando vengono trascurati nel tempo.

Per capire meglio che cosa accade davvero e perché è fondamentale conoscere questi aspetti anche da utenti, abbiamo intervistato Rossana Prola, esperta del settore, che da anni si occupa di sicurezza nelle piscine. Con lei abbiamo affrontato i dubbi più comuni – spesso sottovalutati – e chiarito quali sono i comportamenti e le verifiche che possono fare la differenza.

Cosa accade e perché? Intervista all’esperto UNI e CEN

Abbiamo voluto sentire il parere super partes della dottoressa Rossana Prola, Fisico ed Esperto UNI e CEN, sul perché si possono verificare tragici incidenti nelle piscine e come evitarli con una corretta progettazione e manutenzione degli impianti dell’acqua in piscine pubbliche e private.

Nei diversi incidenti che si sono verificati, in linea generale, le cause sono state simili o ci sono diversi problemi che posso presentarsi e causare così tragiche conseguenze?
Pur essendosi trattato di dinamiche differenti tra loro, il filo conduttore è sempre una errata progettazione, o installazione, molto spesso entrambe, del sistema di aspirazione dell’acqua. Parlo di “sistema” perché vanno presi in considerazione diversi aspetti: pompe, tubazioni, pozzetti griglie.

Quando si sente parlare di bocchettoni che risucchiano, che cosa si intende, che funzione hanno in una piscina? 
Sono dispositivi che servono ad aspirare acqua, che poi viene rimandata in vasca attraverso le bocchette che portano l’acqua filtrata, oppure le bocchette idromassaggio, oppure le cascate, gli scivoli, o altri giochi d’acqua.

Dove sono posizionati sul fondo o sulle pareti o su entrambi?
Possono essere sia sul fondo che sulle pareti.

Comunemente, noi non esperti li confondiamo forse con quegli elementi che permettono l’idromassaggio, ma mi pare che quelli non aspirino ma anzi buttino fuori aria o acqua miscelata ad aria, sbaglio?
Esatto, l’idromassaggio ha tre componenti principali: l’aspirazione, la/le pompa/e, la mandata. L’aspirazione aspira, appunto, l’acqua, mentre la mandata la manda attraverso la pompa che la muove.

Perché succede

L’incidente accede per un malfunzionamento? Per incuria nella manutenzione? Per mancata osservanza delle disposizioni di sicurezza?
Il malfunzionamento è tecnicamente impossibile, si tratta di parti meccaniche che possono solo NON funzionare (e quindi non essere più pericolose) ma non è possibile che accentuino il pericolo a causa di un guasto. Quindi è sempre un problema di errata progettazione/installazione, e quindi una mancata osservanza delle norme di sicurezza, oppure di una errata manutenzione, come nei casi in cui una griglia rotta non viene sostituita.

Che cosa si può fare per evitare che accada? Si può avere certezza che non succeda o è un fattore imponderabile che in rarissime situazioni può presentarsi?
Non è mai un caso inevitabile, purtroppo. Per evitare che accada è necessario progettare ed installare i sistemi di protezione secondo le norme e manutenerli correttamente, senza mai sottovalutare il pericolo.

Gli incidenti possono capitare a bambini o anche ad adulti o persone di esile corporatura? È difficile immaginare quanto potente debba essere la forza di attrazione per portare qualcuno sul fondo…
Possono essere fatali anche per gli adulti. La forza in gioco è di 300-400 kg, nessun adulto da solo può salvarsi se viene intrappolato, ma negli incidenti che ho seguito molto spesso più persone adulte hanno tentato, invano, di liberare un bambino intrappolato. I bambini sono più a rischio perché sono curiosi e se notano una anomalia cercano di scoprire di cosa si tratta.

L’altezza della vasca ha una qualche rilevanza? Se per esempio si tocca, immagino che sia impossibile essere trascinati. Ma se l’altezza è invece notevole mi sembra anche improbabile che un bocchettone sul fondo possa esercitare una tale forza da “catturare” qualcuno che sta a galla…
L’altezza dell’acqua non ha nessuna rilevanza. Il sistema aspira in funzione della potenza della pompa alla quale è collegato, non importa quale sia la profondità dell’acqua. Si rischia solo se si chiude tutta la griglia, in modo che non possa più passare acqua. In questo modo la pompa aspira tutta l’acqua che rimane, poi si fa il vuoto nel tubo e non è più possibile liberarsi. Ma perché accada bisogna chiudere tutta l’aspirazione, o con il corpo oppure perché si infila un braccio o una gamba. Non si viene “tirati” verso il basso, bisogna avvicinarsi molto sdraiandosi ad esempio sull’apertura, come fanno i ragazzini per gioco.

In definitiva, se il sistema di aspirazione è progettato a norma, il pericolo non c’è nemmeno se si chiude una griglia. Questo è fondamentale: un sistema (e non parlo a caso di sistema e non di griglia) progettato a norma non è MAI, e dico MAI, pericoloso.

Se quanto descritto accade in una vasca con acqua bassa ma si ha la testa fuori e quindi si può respirare, esiste comunque un rischio di intrappolamento e impossibilità di liberarsi?
Fermo restando l‘intrappolamento, cioè l’impossibilità di liberarsi, il problema si verifica solo se si è sott’acqua con la testa e non si può respirare. Se la parte intrappolata è un arto (un braccio o una gamba) al massimo si rischia di romperlo, non conosco però casi del genere. Solitamente le aspirazioni sono posizionate in basso, e la testa non riesce mai ad emergere.

Come evitare incidenti e come proteggersi

Che cosa altro ritiene doveroso aggiungere.
Aggiungerei che sarebbe utilissimo che tutti noi imparassimo a pretendere la dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico di una piscina, dichiarazione che la legge prevede come obbligatoria (vedi D.M. 37/08). Lo so che da parte degli utenti di una piscina sarebbe una richiesta un po’ strana, perché il proprietario/gestore avrebbe già dovuto chiederla all’installatore ma…. A casi estremi, estremi rimedi. Esistono ancora troppe aspirazioni non a norma, chiedere una copia della conformità è la cosa più utile per costringere chi deve farlo a rispettare le norme.

Che cosa deve dire a un genitore ai figli perché evitino rischi?
Dato che nessun genitore è in grado di sapere a priori se l’aspirazione di una piscina è sicura e che tanto meno lo sanno bambini o giovani, si può semplicemente spiegare loro di stare lontani dalle aspirazioni, soprattutto se sono dei fori nel muro senza protezione. 

La questione della conformità però non la trascurerei. Nelle piscine dove si va spesso, in quelle dove si va in vacanza, se i genitori (non i ragazzi) chiedessero al gestore una copia della conformità per verificare che tutto sia a norma, i gestori sarebbero costretti ad affrontare il problema e magari a mettere a posto le situazioni pericolose.
Altrimenti, quando una volta passata l’eco mediatica di questi episodi tutto resta com’è. Fino al prossimo incidente.

Chi volesse saperne di più, può leggere un articolo tecnico pubblicato su Professione Acqua

Dott. Rossana Prola, Fisico, Esperto UNI e CEN, Amministratore Unico
Professione Acqua srl

https://www.rossanaprola.it

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