Condizionatori: acquisto con le detrazioni fiscali

Dall'ecobonus alla ristrutturazione e al connesso bonus mobili fino al nuovo Superbonus: ecco di quale incentivo fiscale è possibile fruire acquistando il condizionatore per la casa.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 01/06/2022 Aggiornato il 01/06/2022
ridurre consumi condizionatore

Acquistare un condizionatore permette di godere di una serie di incentivi fiscali, ma solo ad alcune condizioni. Dal bonus ristrutturazione al bonus mobili, passando per l’ecobonus fino al superbonus al 110% con sconto in fattura e cessione del credito. Facciamo il punto con la consulenza degli esperti di Enea.

Quali impianti rientrano negli incentivi fiscali

Gli interventi di installazione o di sostituzione di impianti e macchine destinati alla climatizzazione estiva non sono interventi di risparmio energetico e neanche interventi di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia. Essi pertanto, in quanto tali, non sono ammissibili alle detrazioni fiscali.

Sono invece ammessi alle detrazioni fiscali gli interventi di installazione di pompe di calore destinate alla climatizzazione invernale. È la funzione di pompa di calore che comporta utilizzo di fonti rinnovabili di energia (calore a bassa temperatura sottratto all’ambiente esterno e pompato a temperatura più elevata nell’ambiente da riscaldare). Sono, tuttavia, ammesse alle detrazioni fiscali le pompe di calore reversibili in grado cioè di fare anche il condizionamento estivo.

Le detrazioni fiscali per l’acquisto dei condizionatori

Ecobonus

In primo luogo si può fruire dell’ecobonus al 65% fino al 31 dicembre 2024. In particolare, in caso di sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianto dotati di caldaie a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza. Se si installa una pompa di calore, essa deve avere il valore del COP (coefficiente di prestazione) non inferiore a quanto previsto dal Decreto 19 febbraio 2007 e successive modificazioni. È consentita l’installazione di pompe di calore reversibili, cioè aventi anche il funzionamento in climatizzazione estiva. In questo caso l’indice di efficienza energetica EER deve essere non inferiore al pertinente valore riportato nel decreto 19 febbraio 2007. Si può fruire dell’ecobonus quando si procede alla sostituzione di un impianto destinato alla climatizzazione invernale con uno dotato di pompe di calore ad alta efficienza. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, data che coincide con il giorno del collaudo, occorre infatti trasmettere telematicamente all’Enea la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa, relativa agli interventi realizzati, tutti documenti che devono essere rilasciati da tecnici abilitati. È necessaria inoltre l’asseverazione di un tecnico abilitato che dimostri il rispetto dei requisiti di prestazione energetica dell’intervento, asseverazione che può essere sostituita anche dalla certificazione del produttore. 

È necessario effettuare i pagamenti con il bonifico bancario o postale parlante da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita Iva della ditta che ha eseguito l’intervento. Sul bonifico banche e poste operano una ritenuta a titolo d’acconto dell’8%. Nella dichiarazione dei redditi (730 o Unico) dovranno essere inseriti i dati relativi all’immobile, al tipo di intervento e alla spesa sostenuta, e la detrazione verrà ripartita in 10 anni.  

Bonus 50% per ristrutturazione

Fino al 31 dicembre 2024 si può fruire del bonus al 50% per la ristrutturazione edilizia. In particolare in questo caso, è ammissibile alla detrazione  per le ristrutturazioni edilizie (aliquota di detrazione 50% ) l’installazione di pompe di calore nella funzione di riscaldamento invernale. Anche in questo caso la pompa di calore può essere reversibile e fare il condizionamento estivo. Quindi, in caso di installazione di un nuovo condizionatore o di sua sostituzione abbinata ad una ristrutturazione edile, la detrazione è del 50% fino al 31 dicembre 2024, se il nuovo impianto è a pompa di calore, anche non ad alta efficienza, purché consenta un risparmio energetico. La spesa massima ammessa è di 96mila euro. Per beneficiare della detrazione del 50% occorre effettuare il pagamento mediante bonifico bancario o postale in cui sia indicata la causale del versamento, con riferimento alla norma, il codice fiscale di chi paga e il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del pagamento (l’installatore). Anche in questo caso, entro 90 dalla fine dei lavori, occorre trasmettere ad ENEA i dati della macchina relativamente al funzionamento come pompa di calore attraverso il sito dedicato.

Bonus mobili

Collegato al bonus ristrutturazione vi è il Bonus Mobili, la detrazione Irpef al 50% per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori), destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Rientrano nei grandi elettrodomestici, oltre a frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, anche gli apparecchi per il condizionamento.

La detrazione fiscale è fruibile per le spese sostenute negli anni 2022, 2023 e 2024. La detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro per l’anno 2022 e di 5.000 euro per gli anni 2023 e 2024 (il limite era pari a 16.000 euro per gli acquisti effettuati nel 2021) riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo. Per avere il bonus mobili occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate.

Superbonus al 110%

Infine, si precisa che la sostituzione di un climatizzatore può usufruire, a determinate condizioni, del Superbonus 110%, la maxi agevolazione prevista nel caso si eseguano interventi definiti trainanti. L’acquisto e montaggio dei condizionatori non sono esplicitamente citati tra gli interventi agevolabili che rientrano nell’Ecobonus 110%. In realtà però, a patto di rispettare determinate condizioni vincolanti, è possibile fruire del bonus anche per i condizionatori. Gli interventi ritenuti trainanti per l’accesso alla detrazione fiscale al 110% per la riqualificazione energetica sono: isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate della superficie disperdente lorda; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, a pompa di calore, o di microgenerazione; riduzione del rischio sismico, anche per sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici (se realizzati insieme). Così, se viene eseguita una di queste tre tipologie di interventi trainanti,  la detrazione al 110% si applica anche a quelli “trainati” di riqualificazione energetica di cui all’articolo 14 del dl 63/2013, tra cui l’acquisto del condizionatore. In sostanza se si effettua ad esempio il cappotto termico (intervento trainante) si potrà comprare il condizionatore con il superbonus. Ricordiamo infine che è sempre necessario il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, o il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante APE. Il Superbonus spetta per i condomini e le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte e professione, per gli interventi su edifici composti da due a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche fino al 31 dicembre 2025, nelle seguenti misure:

  • 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023
  • 70% per le spese sostenute nel 2024
  • 65% per le spese sostenute nel 2025

La maxi detrazione spetta fino al 31 dicembre 2022 (con detrazione al 110%), per gli interventi effettuati da persone fisiche sugli edifici unifamiliari, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

Sconto in fattura e cessione del credito

Chi acquista il condizionatore, sfruttando delle detrazioni fiscali, per ristrutturazione al 50%, per risparmio energetico al 65% o per il superbonus al 110%, può decidere di optare al posto della detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi, per lo sconto in fattura o per la cessione del credito pari alla detrazione spettante. Nello specifico, in alternativa alla detrazione in dichiarazione dei redditi, è possibile optare per: un contributo anticipato sotto forma di sconto praticato dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. La cessione del credito può essere disposta in favore: dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi; di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) di istituti di credito e intermediari finanziari. I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.
In sostanza se acquistiamo il condizionatore, il venditore può accordarci direttamente uno sconto pari alla detrazione a noi spettante

Fonti / Bibliografia

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