Cani in condominio: e se il regolamento ne vieta la presenza?

Un regolamento può vietare di tenere il cane in condominio? Vediamo le diverse possibilità.

Avv. Roberta Negri
A cura di Avv. Roberta Negri
Pubblicato il 07/03/2019 Aggiornato il 07/03/2019
Cani in condominio: e se il regolamento ne vieta la presenza?

Domanda: Ho recentemente cambiato casa e l’amministratore mi ha contestato la presenza del cane in condominio, dicendomi che il Regolamento vieta la possibilità di tenere cani negli appartamenti. Il condominio può chiedermi di rinunciare a tenere un animale d’affezione nel mio appartamento?

Per rispondere in modo preciso sarebbe opportuno conoscere la natura del regolamento condominiale vigente nel condominio e richiamato dall’amministratore. Il regolamento rappresenta lo statuto del condominio ed è obbligatorio quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci. Infatti, si possono distinguere due tipi di regolamento: uno di natura contrattuale e uno di natura assembleare. A seconda del tipo, i regolamenti possono contenere norme di carattere diverso.

Il regolamento contrattuale, che è quello formato con il consenso unanime di tutti i condomini che costituiscono il condominio, solitamente predisposto dal costruttore ed accettato dai proprietari alla sottoscrizione dei singoli rogiti d’acquisto delle unità immobiliari (trascritto presso la Conservatoria dei registri immobiliari con il primo rogito), può contenere limitazioni ai poteri dei condomini ed ai loro diritti sui beni comuni ed anche individuali, compreso il divieto di possedere o detenere animali domestici.

Il regolamento assembleare, viceversa, è quello che viene approvato in sede di assemblea di condominio, con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti in assemblea e almeno la metà del valore millesimale dell’edificio, e può contenere solo norme che disciplinino l’uso delle cose comuni, la ripartizione delle spese, la tutela del decoro dell’edificio e l’amministrazione dello stesso.    

La riforma del diritto condominiale (L. 11.12.2012 n. 220 entrata in vigore il 18.06.2013), che ha portato la modifica di alcuni articoli del codice civile, ha specificatamente disposto (art. 1138 Cod. Civ., IV comma) che le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici. Tale inciso, contenuto nell’articolo del codice che disciplina il regolamento di condominio di natura assembleare, testimonia la valorizzazione del rapporto uomo-animale affermatasi a livello europeo e nazionale.

Questa innovazione del codice, tuttavia, non può essere superata qualora sussista in condominio un regolamento contrattuale che vieti di tenere animali.

Alla luce di questo, occorre quindi chiarire la natura del regolamento vigente nella specifica realtà condominiale. Qualora il divieto contestato fosse contenuto in un regolamento contrattuale – che in qualità di acquirente ha esplicitamente accettato alla sottoscrizione del rogito – la stessa nulla può fare salvo chiederne la modifica, che però richiede il consenso unanime di tutti i condomini che costituiscono il condominio. Qualora, viceversa, la norma richiamata dall’amministratore fosse contenuta in un regolamento assembleare, la lettrice potrà contestarne l’applicazione in quanto contraria alla legge.

Avvocato Roberta Negri, studio legale in via Morosini 12, Milano, avv.roberta.negri@gmail.com

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