Arredare la casa nuova: c’è lo sconto fiscale per l’acquisto dei mobili?

"Quando si può godere del bonus mobili" è solo una delle tante domande che ancora ci vengono rivolte in merito a questa detrazione fiscale. Approfondiamo rispondendo a tre quesiti "classici" che ci pongono i lettori.

Acquistare un appartamento comporta una spesa rilevante, e dover poi anche arredare la casa richiede un impegno economico non indifferente. In alcuni casi è possibile anche godere degli sconti fiscali per l’acquisto dei mobili. Rispondiamo in proposito alle seguenti domande di alcuni lettori: 

  • Domanda di Andrea e Sofia: i nostri genitori ci hanno dato l’anticipo per comprare un appartamento in un edificio in costruzione, e noi dovremo pagare il resto e pensare ad arredare la casa. Possiamo detrarre la spesa dei mobili dalle tasse?
  • Domanda di Francesca G.: sto ristrutturando un appartamento e devo comprare una nuova cucina, mentre per le altre stanze posso riutilizzare i vecchi mobili della casa precedente in affitto. Ma nel costo detraibile rientrano anche gli elettrodomestici e Iva trasporto e montaggio?
  • Domanda di Luca M.: è vero che grazie al bonus mobili posso riavere la metà di quanto speso per mobili, luci, tappeti…? 

Introdotto alcuni anni or sono, il bonus mobili desta ancora dubbi in chi si appresta ad arredare la casa. Facciamo chiarezza.

Quando si può godere del bonus mobili? Per tutti gli arredi? Fino alla fine del 2018 per fruire del bonus mobili, la detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), occorre che i mobili siano destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione. La Legge di bilancio ha previsto che può beneficiare della detrazione chi acquista mobili ed elettrodomestici nuovi nel 2018 ed ha realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio 2017.

Niente sconto fiscale per arredare la casa nuova

Presupposto indispensabile per avere l’agevolazione è quindi realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione Irpef al 50%), sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Il bonus mobili spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio. Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

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Arredare la casa:cosa non rientra nel bonus mobili?

 L’agevolazione è prevista per l’acquisto di mobili nuovi. Ma di quali si tratta? E quali sono esclusi? I mobili nuovi per cui è possibile fruire del bonus mobili sono cucine, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione.  

Non si può fruire del bonus mobili per acquistare tappeti, tende e tendaggi e altri complementi di arredo (oltre che ovviamente porte, parquet o piastrelle, che possono però rientrare nel bonus ristrutturazione sempre pari al 50%, a patto che vi sia una manutenzione straordinaria e non un semplice rifacimento delle finiture).

Il bonus spetta anche per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica. Rientrano nei grandi elettrodomestici, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici e condizionatori.  Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Come pagare?

Con bonifico parlante, bancario o postale, o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

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