Cappa in cucina: 5 cose da sapere per non sbagliare

Di che dimensioni sceglierla, chi deve installarla, dove e come... Ecco qualche informazione utile per scegliere la cappa.
Monica Mattiacci
A cura di Monica Mattiacci
Pubblicato il 17/02/2017 Aggiornato il 17/08/2018

La cappa aspirante solitamente è l’ultimo elettrodomestico che si sceglie quando si acquista una cucina. Bisognerebbe invece riservarle maggiore attenzione. Anche perché la sua funzione in casa è altrettanto importante di quella di altri apparecchi. Fumi e vapori di cottura – oltre a rendere malsano l’ambiente – possono renderlo davvero sgradevole. Oltre a rendere a volte difficili persino i rapporti col vicinato, per esempio per odori indesiderati su scale o pianerottoli. Nella scelta, ci si affida molto al rivenditore della cucina, badando perlopiù all’estetica, forse anche alla rumorosità. Occorre invece tenere presenti anche alcuni aspetti tecnici, semplici da capire, quando ci si trovi a doverla installare da zero o sostituire la vecchia.

1) Che cosa dice la legge

La norma UNI 7129-2015 Parte 2 prevede che, se in cucina esiste già un condotto di evacuazione dei fumi dedicato, è obbligatorio installare una cappa aspirante quando è presente un piano cottura a gas. La normativa parla di obbligatorietà per quanto riguarda i piani cottura a gas e non i piani cottura ad induzione. Tuttavia l’installazione di una cappa aspirante è fortemente consigliata anche in questo caso. Infatti la caratteristica principale dell’induzione è che il calore per la cottura non viene prodotto sotto il piano di appoggio in vetroceramica, ma direttamente sul fondo della pentola, si trasmette in modo immediato ai cibi da cuocere e  la superficie in vetroceramica si scalda solo indirettamente. Questa peculiarità dei piani cottura ad induzione comporta però una rilevante produzione di vapore (che si evidenzia in particolare nel corso delle cotture prolungate, come ad esempio cuocere la pasta o una minestra di verdure); il vapore che sale dalla pentola (che possiamo definire vapore “umido” e “pesante”) stenta a salire verso la cappa e condensa come acqua sulle superfici (schienali, pareti, pensili e sulla stessa cappa). Questo è dovuto all’assenza della fiamma e/o calore che, nelle cotture tradizionali, oltre a scaldare nella prima fase le superfici poste sopra il piano cottura (cappa, schienali), impedendo così che il vapore condensi sulle superfici fredde, genera una corrente ascensionale calda, che aiuta il vapore a rimanere tale ed a essere aspirato dalla cappa.

2) Installazione 

Il montaggio fai da te va evitato. La norma UNI 7129/08 – UNI 11278, che tratta i parametri per la corretta realizzazione di camini e condotti per lo scarico dei vapori della cappe da cucina, prevede che vengano utilizzati solo materiali certificati CE metallici (UNI EN 1443) e plastici (UNI EN 14471. Nel caso si installasse una cappa su sistemi fumari preesistenti è necessario provvedere a nuova intubazione degli stessi; non risultano inoltre idonei tubi in PVC, spiralati zincati e inox AISI 304. L’installazione di una cappa aspirante (o di una filtrante con elettroventilatore separato) deve essere effettuata da un tecnico qualificato (un elettricista iscritto all’albo o un tecnico di un centro d’assistenza specializzato) previo sopralluogo e nel rispetto delle specifiche regole tecniche. Un montaggio scorretto dell’apparecchio potrebbe disturbare il corretto funzionamento di eventuali caldaie o scaldabagni a tiraggio naturale, richiamando nell’ambiente prodotti di combustione di questi ultimi, con rischi concreti per l’utente.

Soprattutto se la cucina è in fase di costruzione, è senza dubbio preferibile collegare la cappa alla rete elettrica mediante una spina estraibile. Se non fosse possibile, è necessario installare almeno un interruttore che, per sicurezza, permetta di interrompere l’alimentazione elettrica dell’apparecchio quando si devono effettuare le operazioni di manutenzione o di semplice pulizia.

3) Le tipologie di cappa a norma di legge
È sempre necessario prevedere sistemi di aspirazione di vapori di cottura; la cappa infatti è necessaria per garantire un ricambio d’aria, se si pensa che in un’ora di funzionamento dovrebbe garantire almeno cinque ricambi completi dell’aria contenuta nel locale e il loro allontanamento all’esterno installando:
  • cappa a tiraggio naturale collegata mediante un canale di esalazione a un condotto o canna fumaria o direttamente all’esterno;
  • cappa aspirante elettrica, collegata con un canale di esalazione ad un condotto per vapori di cottura o direttamente all’esterno. La cappa deve funzionare per tutto il tempo di funzionamento dell’apparecchio. In questo senso esistono dei dispositivi che fanno dialogare il piano cottura a induzione con la cappa aspirante in modo da accendere e adeguare l’aspirazione all’utilizzo e alla potenza delle zone cottura;
  • cappa filtrante elettrica con elettroventilatore collocato sulla parte alta di una parete del locale di installazione (o sui serramenti rivolti verso l’esterno) oppure collegato ad un condotto di esalazione, a suo uso esclusivo. Vale sempre la regola che l’elettroventilatore deve restare acceso per tutto il tempo di funzionamento dell’apparecchio;
  • nel caso di portate termiche superiori a 35 kw (come nel caso delle cucine professionali) esistono requisiti tecnici e dimensionali specifici nel D.M. del Ministero dell’Interno del 12/4 1996.

 

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4) Posizionamento sopra al piano cottura

È assolutamente indispensabile utilizzare cappe aspiranti di portata e dimensioni adeguate al piano cottura e con profondità maggiore dei pensili, quindi non di profondità ridotta. La larghezza della cappa non deve essere inferiore alla larghezza del piano di cottura, per evitare che i vapori sfuggano all’aspirazione. In mancanza di spazio utile, può essere anche installato un apparecchio di larghezza inferiore, ma la sua potenza aspirante dovrà essere maggiore. In ogni caso, oltre ai modelli di cappa più diffusi, larghi 60 cm, vi sono anche modelli larghi 90 o 120 cm per i piani di cottura più grandi e consigliabili anche per piani di cottura più piccoli qualora lo spazio non manchi.

Per utilizzare la cappa  in maniera funzionale, le misure da tenere a mente per l’installazione sono due: 65-90 cm. La prima riguarda l’altezza minima cui va installata rispetto al piano, soprattutto nel caso di piano a gas, friggitrice o griglia elettrica; la seconda è la distanza massima, di 90 cm appunto, consigliata per un funzionamento ottimale, evitando che i fumi di cottura si disperdano nell’ambiente vanificando la funzione della cappa aspirante.

5) Messa in funzione
In generale prima dell’utilizzo effettivo di una zona cottura domestica occorre essere a conoscenza di seguenti dati: il tipo di gas combustibile, la tipologia di apparecchi, la potenzialità complessiva degli apparecchi installati o installabili per procedere alla verifica delle compatibilità tra l’apparecchio e l’impianto gas e successivamente alla messa in servizio. Particolare da non scordare è che l’allacciamento degli apparecchi dell’impianto interno deve avvenire contestualmente alla messa in servizio dell’impianto.
Se tra la posa dell’apparecchio e la sua messa in servizio trascorrono più di 12 mesi sarà necessario effettuare: la prova di tenuta dell’impianto interno ad una pressione di 100 mbar secondo le modalità previste dalla UNI7129-1 per i nuovi impianti; la verifica dell’idoneità del sistema di scarico dei prodotti della combustione secondo le modalità previste dalla UNI 10845 e  il controllo degli apparecchi secondo le indicazioni riportate nel libretto di istruzioni fornito dal fabbricante.
Infine, resta solo l’utilizzo! Buona norma è accenderla sempre poco prima di iniziare a cucinare, impostandola all’adeguata potenza; una volta finito, bisogna lasciarla ancora accesa per un certo tempo in modo che anche l’ultimo residuo di condensa venga aspirato.
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Cappa Franke. www.franke.com/it

In collaborazione con Cristina Aldrighettoni, personal shopper di caricovariabile.com

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