Progettare la zona cottura a parete

La zona cottura a parete è adatta per piccoli e grandi spazi. La sostituzione del fornello è quasi sempre fattibile, come nel progetto che vi proponiamo.

Architetto Ornella Musilli
A cura di Architetto Ornella Musilli, Tatiana Ceruti
Pubblicato il 13/03/2019 Aggiornato il 13/03/2019
Progettare la zona cottura a parete

Prima della diffusione di isole e penisole, la zona cottura delle cucine si sviluppava generalmente lungo una parete. E ancora oggi è una situazione molto diffusa, anche per ragioni di spazio (è adatta sia per piccoli che per grandi ambienti). Ma non solo: è anche una soluzione ideale per le cucine a vista sul soggiorno

La zona cottura – cioè la coppia costituita da fornello e cappa – potrà essere:

  • collocata contro la parete, a sé stante, per esempio se la composizione è a L: è la soluzione preferibile, perché consente di lavorare più comodamente;
  • affiancata all’area lavaggio, quando, per esempio, la cucina è risolta in un unico blocco lineare

A differenza della zona cottura sull’isola o sulla penisola, questo tipo di disposizione è anche il meno complesso dal punto di vista impiantistico, anche quando si tratta di cambiare la posizione dei mobili e/o di sostituire il piano cottura. Passando, per esempio, dal gas all’induzione, come nel progetto che vi proponiamo.

 

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  • Cucina Aliant di Stosa
  • Zona cottura della cucina Aliant di Stosa
  • Prima: zona cottura con piano a gas
  • Progetto: zona cottura a parete con piastra a induzione
  • Cappa Smart Deco di Franke
  • Piano cottura a induzione PIB 61 TC di De'Longhi
Cucina Aliant di Stosa

Aliant di Stosa Cucine ha basi in laminato hpl Siena, mentre i pensili e le colonne sono rispettivamente in vetro pomice lucido e vetro grigio Piacenza opaco. Zoccolo e gola sono in finitura nera spazzolata. Della composizione fa parte anche la libreria con montanti in alluminio, rivestiti in legno di rovere e ripiani in rovere o laccati. Prezzo di una base da 60 cm: a partire da 262 euro. www.stosacucine.com

Zona cottura della cucina Aliant di Stosa

La zona cottura con piano a induzione della cucina Aliant di Stosa Cucine è coronata da una cappa a camino. Sotto, le basi offrono spazio per contenere, mentre i forni sono incassati a colonna. www.stosacucine.com

Progetto
Ecco come è diventata più fruibile la zona cottura di una cucina, semplicemente sostituendo il blocco operativo.

Prima: zona cottura con piano a gas

PRIMA: Fuochi e lavello sono troppo vicini: nel tempo, le infiltrazioni d’acqua hanno causato il deterioramento del piano di lavoro. Per limitare i costi, si sono sostituiti il piano cottura, la cappa e le vasche, mantenendo tutti gli altri elementi.

DOPO: Viene sostituito solo il blocco operativo, messo in risalto da un top di differente materiale e spessore (i cui bordi laterali coincidono con i giunti della restante porzione di piano di lavoro). Il nuovo inserto è in solid surface bianco,  in contrasto con i colori del top esistente. Il vecchio fornello a gas viene sostituito con uno più efficiente, con 4 zone a induzione, in vetro bianco, che si mimetizza nel top.

Il blocco operativo è largo 210 cm. Lavello e piano cottura sono ora sufficientemente distanziati. La cappa, prima incassata nel pensile (che ora viene eliminato), è un modello a parete, collegato alla canna fumaria esistente. Il lato corto della composizione è occupato da colonne per gli elettrodomestici e la dispensa. La zona pranzo sfrutta una porzione di parete di fronte all’ingresso della cucina. È risolta con un tavolo corredato da 3 sedie e una panca con schienale.

Progetto: zona cottura a parete con piastra a induzione

LEGENDA 1. Base e pensile giorno 2. Base con lavastoviglie e pensile 3. Base con lavello e pensile scolapiatti 4. Base con pensile 5. Piano a induzione 6. Base con pensile 7. Base d’angolo con pensile 8. Armadi con frigocongelatore, forni e dispensa 9. Colonna estraibile

 

GLI ELETTRODOMESTICI

Il piano cottura a induzione è adatto sia per le nuove installazioni, sia per le sostituzioni (come in questo progetto). È però sconsigliato l’incasso nella base con il forno, a meno di prevedere un’adeguata intercapedine tra i due elettrodomestici. Tanti i vantaggi: rendimento energetico elevato, tempi di cottura brevi, cottura uniforme, regolazione della temperatura di cottura, programmi speciali, sicurezza d’uso e facilità di pulizia. L’induzione è particolarmente vantaggiosa nelle abitazioni dotate di pannelli fotovoltaici (è infatti energivora ed è facile oltrepassare i 3 kW della fornitura elettrica standard). I modelli più innovativi hanno zone “flessibili” (ospitano anche più di un tegame per volta) e/o “bridge” (due piastre adiacenti possono unirsi per ospitare pentole grandi). Anche se consigliabile, per questi piani non c’è l’obbligo di espellere i fumi tramite una cappa aspirante (nel progetto qui sopra è stata comunque installata perché facilmente collegabile alla canna fumaria), salvo il fatto che i regolamenti locali lo prevedano.

Piano cottura a induzione PIB 61 TC di De'Longhi

È regolabile su più livelli di potenza (da 1 a 7,2 kW) la piastra a induzione PIB 61 TC di De’Longhi Cottura con 2 zone booster. Misura L 56 x P 48 x H 5,7 cm. Prezzo 499 euro. www.delonghi-cookers.it

Cappa Smart Deco di Franke

Ha finitura matt light grey la cappa a parete Smart Deco FSMD 508 GY di Franke, in classe A, con potenza 650 mc/h allo stadio intensivo. Misura L 50 x P 37 x H 62,6 cm. Prezzo 793 euro. www.franke.com

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