Come progettare la zona cottura. Un’isola degna di uno chef

Architetto Ornella Musilli
A cura di Architetto Ornella Musilli
Pubblicato il 31/10/2018 Aggiornato il 31/10/2018

Piano cottura + cappa: una "coppia" da valutare bene prima di procedere all'acquisto della cucina. Ancor di più quando si intende cambiare la posizione del blocco operativo. Vediamo ad esempio il progetto di un open space con isola centrale.

Cucina Mia by Carlo Cracco di Scavolini - isola da chef con zona cottura e lavello

Per cucinare serve, ovviamente, un piano cottura. Ma di che tipo? Oggi l’offerta è vasta, perché accanto ai tradizionali – ma sempre attuali – bruciatori a gas, si stanno diffondendo le piastre a induzione (che possono essere di differenti modelli, come vedremo). A volte, la scelta dell’una o dell’altra tipologia dipende dalla possibilità o meno di poter espellere i fumi di cottura attraverso la canna fumaria, che non sempre è presente, tramite una cappa.

Anche la posizione degli altri impianti (elettrico, gas e idrico), se già esistenti, vincola le scelte progettuali e il tipo di composizione. Una zona cottura sull’isola, in particolare, non è sempre semplice facile da ricavare, quando sostituisce una cucina a parete. Al contrario, se l’intervento non cambia tipologia, ci saranno meno vincoli e quindi i lavori saranno semplificati.

Isola da chef con zona cottura

Superattrezzata, è il sogno di chi nutre una vera passione per la cucina e ama condividere il momento della preparazione. Richiede spazio, non può in genere essere inserita in una tradizionale cucina separata. Può essere però prevista anche in un soggiorno cucina di dimensioni “normali”, e diventarne così il cuore operativo e conviviale.

cucina-Scavolini_Mia

Tutta la zona operativa è ospitata sull’isola, che offre anche un’ampia superficie di lavoro e un piccolo piano snack. Il bancone è coronato da cappa e pensile con vani portaoggetti. L’isola della cucina Mia by Carlo Cracco di Scavolini (www.scavolini.com), in acciaio scuro, ha il top in acciaio inox (H 5 cm) e piano snack in gres Ceppo di Grè (H 3 cm). Di fianco, gli armadi per contenere piccoli elettrodomestici hanno ante a libro con telaio in alluminio, finitura acciaio scuro e vetri stopsol chiaro. Prezzo da rivenditore.

Libertà di movimento e possibilità di lavorare rivolgendosi ad altre persone sono le principali caratteristiche della zona cottura sull’isola. La distanza dalle pareti richiede una progettazione attenta, soprattutto quando, dovendo rinnovare i mobili della cucina, si intende cambiare sia il tipo di piano cottura, sia la sua collocazione.

Occorre perciò decidere prima l’esatta disposizione dell’isola nell’ambiente. Per evitare grossi interventi murari, la soluzione più pratica è la costruzione di una pedana in cui collocare gli impianti (idrico, elettrico ed eventualmente del gas) e di un controsoffitto, per la cappa.

Per le prese degli elettrodomestici sarà utile prevedere delle “torrette” a scomparsa e barre a led sul bancone per illuminare efficacemente il top.

cucina-Scavolini_Mia-piano

La cucina Mia by Cracco di Scavolini può essere attrezzata con una base completa di tagliere estraibile, contenitori per i rifiuti e portacoltelli, anch’essi estraibili.

piano operativo cucina Scavolini_Mia

Anche se a vista sul soggiorno, l’isola può nascondere elettrodomestici, come il forno o la lavastoviglie, incassati nelle sue basi. Per quanto riguarda lavello e fuochi, oltre alle soluzioni filotop, si possono prevedere dei piani scorrevoli che coprono, all’occorrenza, la zona operativa. Soluzioni che permettono di aumentare la superficie di lavoro quando gli elementi sottostanti non sono utilizzati.

cappa cucina Scavolini_Mia

Nell’immagine, la lampada riscaldante, uno degli accessori professionali con cui è attrezzata la cucina Mia by Carlo Cracco di Scavolini.

armadiatura Scavolini Mia

L’assenza di pensili, spesso considerati elementi di disturbo quando si cucina, è un tratto comune di molte zone cottura a isola. Eppure, sono molto utili per avere gli strumenti da chef a portata di mano. In alternativa, si può pensare a una struttura a giorno che inglobi cappa, vani di contenimento, piattaia e mensole (come nella foto).

PROGETTO

Da cucina separata a cucina a vista con isola centrale

stato di fatto cucina a isola

PRIMA (foto a sinistra) cucina e soggiorno erano ambienti indipendenti, separati da un tramezzo e disposti vicino a un ingresso secondario. La distribuzione degli ambienti era poco funzionale, a causa del ripostiglio sovradimensionato e di un patio poco utilizzato.

Per integrare la cucina nella zona giorno viene annesso il patio, eliminato il ripostiglio e demolita la parete divisoria. La grande isola ospita la parte operativa, in cui ampio spazio viene dedicato alla zona cottura, all’area lavaggio e a quella di lavoro. Il bancone è rivolto verso il living, affinché la preparazione dei cibi possa coinvolgere gli ospiti, in convivialità.

Nelle due nicchie vengono ospitate le colonne tecniche, dedicate agli altri elettrodomestici (forni, frigorifero e congelatore) e alla dispensa. Un armadio accoglie i servizi di piatti e gli utensili.

In una cucina “da chef” deve essere possibile affrontare ogni genere di ricetta, perciò la zona cottura è stata attrezzata con un piano ibrido, con piastre a induzione affiancate da un bruciatore a gas. C’è spazio anche per un lavello a doppia vasca.

pianta cucina a isola

LEGENDA 1. Armadi con frigocongelatore, dispense e forni 2. Armadi con contenitori e vetrine 3. Base con piano cottura ibrido 4. Base con lavastoviglie 5. Base con lavello 6. Piano snack 7. Pensile con cappa

Quali elettrodomestici per l’isola da chef

Fuochi a gas o a induzione? Nei numerosi programmi televisivi in cui sono protagonisti gli chef, spesso il piano cottura, anche per ragioni pratiche e di sicurezza, è a induzione. Questo sistema innovativo ha tra i principali vantaggi l’alta efficienza energetica: il calore viene trasmesso laddove serve (sotto la pentola), senza dispersioni e con assoluta precisione. Sono però necessarie pentole con il fondo ferroso o in acciaio; lo chef dovrà perciò rinunciare a utilizzare padelle in rame, alluminio e terracotta, talvolta suggerite per alcuni tipi di ricette. I piani a gas, soprattutto in Italia dove il costo dell’elettricità è alto, non sono affatto superati. Al contrario, sono perfetti per certi tipi di cottura, come quella alla fiamma. Una soluzione di compromesso tra i due tipi di fornelli è il piano ibrido, con zone cottura a induzione e almeno una a gas, con bruciatore ad alta efficienza. E la cappa? Per chi, come uno chef, cucina tanto (e a maggior ragione se uno dei fuochi è a gas), serve un modello aspirante, collegato a una canna fumaria.

HOC15042 asko

Il piano cottura HIG 1995 AB di Asko (distr. BSD, www.bsdspa.it) ha 4 zone a induzione e un bruciatore a gas per wok da 6 kW. Misura L 90,4 x P 52,2 cm e costa 2.199 euro.

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In acciaio inox, la cappa aspirante a isola PUR 98 D di Miele (www.miele.it) ha una potenza di 650 mc/h al livello intensivo. Misura L 90 x P 60 x H 70 cm e costa 2.280 euro.

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