Contenuti trattati
Un convento del Trecento a Firenze, a pochi passi dalla Basilica di Santa Croce, diventato poi nel tempo prima sede di una scuola elementare fino agli anni Cinquanta e poi complesso residenziale impregnato di storia.
È questo il contesto particolare in cui è inserito l’appartamento qui illustrato, che è distribuito su 120 metri quadrati e affaccia esclusivamente a sud con diverse viste sul campanile della vicina Basilica.
A guidare il progetto di ristrutturazione è il rispetto per l’architettura del passato, messa in risalto dallo stile minimale e dal bianco dominante, punteggiato da materiali puri, scelto dal progetto d’interior.
Il tutto è ammorbidito dalla luce naturale delle uniche (pur alte) quattro finestre, filtrata da una nuova parete-libreria passante.
Da convento medievale ad appartamento contemporaneo: le foto
Un progetto di ristrutturazione che rispetta l’architettura originaria
L’intervento di ristrutturazione ha reso l’insieme funzionale alle esigenze della coppia di proprietari (che lavorano entrambi nel settore del design), preservando però le tracce del passato: i gradini sotto le finestre, le porte, il parquet, i termosifoni di ghisa…
La scansione degli ambienti è rimasta pressoché immutata, ma l’atmosfera finale risulta più leggera e contemporanea, grazie al candore delle superfici murarie, agli arredi e a una serie di soluzioni progettate e realizzate su misura – come la scenografica parete/filtro protagonista della zona giorno – in funzione dell’abbondante altezza dei soffitti.
Le stanze sono infatti alte tra i 4,10 e i 4,20 m, tranne il bagno (2,80 m).
Le opere hanno previsto il rifacimento integrale di tutti gli impianti (idrico ed elettrico), con l’aggiunta di un sistema di climatizzazione per i mesi più caldi.
Parquet recuperato e pareti bianche: il dialogo tra memoria e minimalismo
La geometria modulare del setto attorno a cui si distribuiscono ingresso, cucina e soggiorno è un esempio dell’equilibrio ricercato che contraddistingue l’intero appartamento. Un lavoro di inserimento del nuovo sempre nel segno del rispetto dell’esistente.
Così il parquet di rovere è stato recuperato (integrando solo piccole superfici mancanti o ammalorate) e poi lamato, per ridare vita al color miele del legno, che scalda il total white dominante.

In tutto l’appartamento sono distribuite piccole opere d’arte, una delle passioni dei committenti. Alcune sono firmate da Riccardo Voglino, padre della proprietaria; altre da Andrea Michi, altre ancora da Francesco Chiacchio.
La libreria passante tra cucina e soggiorno separa senza togliere luce
Fulcro del layout distributivo, la parete-filtro tra ingresso e cucina, secondo il volere degli stessi architetti, diventa “elemento centrale nella definizione dello spazio e delle caratteristiche della casa, con una geometria regolare, quasi ‘francescana’, che mette al centro la raccolta di testi dedicati al design dei proprietari”. Realizzata da artigiani locali su disegno dei progettisti, ha il fronte rivolto all’entrata dell’appartamento e si compone di moduli chiusi e a giorno. Sul retro dei primi tre, che danno le spalle alla cucina in corrispondenza dei fuochi, la superficie cieca è rivestita di piastrelle, delimitate da una cornice nello stesso legno dello scaffale. Gli ultimi due moduli sono invece passanti, con vista diretta sull’ambiente cottura.
Zona giorno: spazi fluidi e arredi essenziali

Dalla zona giorno si accede con una scala al sottotetto, ancora in fase di ristrutturazione. Appendiabiti Dots di Muuto (www.muuto.com), divano Marenco di Arflex (www.arflex.it), poltrona di modernariato, tavolino da caffè DLM di Hay (www.hay.dk), sedia 218 di Thonet (www.gebruederthonetvienna.com).
Soffitti di oltre quattro metri: come valorizzare le grandi altezze
In ambienti con altezze superiori ai quattro metri è fondamentale evitare arredi troppo invasivi e mantenere libera la percezione verticale dello spazio.
In questo progetto la continuità cromatica delle pareti, la libreria a tutta altezza e gli elementi d’arredo dal disegno essenziale accompagnano lo sguardo verso l’alto, valorizzando le proporzioni originarie dell’edificio senza frammentarne il volume.

Il lungo corridoio che dalla zona giorno porta all’area notte è illuminato dalla luce che filtra attraverso la parete attrezzata dietro cui si trova la cucina.
Candore puro per la cucina separata ma aperta
La composizione a L della cucina ha il lato lungo appoggiato alla parete attrezzata del soggiorno, parzialmente passante per far fluire la luce nel corridoio e mettere in relazione visiva i due ambienti.

Nella parete che chiude la cucina, il vano della porta è stato ampliato, per una maggiore praticità di utilizzo. Il pavimento della zona operativa è nuovo, in perfetta nuance con quello del resto della casa: difficile notare la differenza. In cucina, le basi bianche di Effeti Cucine (www.effeti.com) hanno il piano di lavoro in marmo di Carrara. Un riquadro rivestito con piastrelle Talco Matt (7,5×15 cm) di CE.SI. Ceramica (www.cesiceramica.it) si inserisce nel volume dei pensili, posti sul lato corto
Cucina bianca e legno con marmo di Carrara: eleganza senza tempo
L’abbinamento tra superfici bianche, legno naturale e marmo di Carrara richiama la tradizione costruttiva toscana in una chiave essenziale e contemporanea.
La palette materica ridotta contribuisce inoltre a rendere più luminoso un ambiente separato ma collegato visivamente alla zona giorno.
Le finestre nuove che migliorano il comfort senza alterare il carattere storico
Le finestre di legno sono tutte nuove – per avere valori di trasmittanza termica utili al contenimento delle dispersioni e al risparmio energetico – ma di dimensioni, geometria e materiale uguali a quelli preesistenti.
Negli edifici storici la sostituzione dei serramenti richiede sempre un equilibrio tra conservazione e prestazioni. Riproporre fedelmente proporzioni, sezioni e materiali originali permette di migliorare l’efficienza energetica senza modificare l’identità architettonica dell’immobile.

Zona pranzo con vista: il serramento, rinnovato nel rispetto materico-formale dell’esistente, si raggiunge salendo due gradini, come da tradizione toscana. Con le pedate di marmo di Carrara, sono presenti per ogni apertura della casa, sfruttati come piani espositivi.
Camera da letto minimal: pochi arredi, massima valorizzazione della vista
Quando il panorama rappresenta uno dei principali valori della casa, il progetto d’interni sceglie deliberatamente di arretrare.
Ridurre il numero degli arredi e adottare tonalità neutre consente alla luce naturale e alla vista sui tetti di Firenze di diventare i veri protagonisti dell’ambiente.

La camera da letto è rivolta verso sud, come tutto il resto dell’appartamento, affacciata sui tetti di Firenze. Per valorizzare questo punto di forza, lo spazio è votato all’essenzialità, con pochi arredi di segno pulito ma poetico Paralume in carta di riso di Hay (www.hay.dk), armadio di Sangiacomo (www.msg.it), tappeto Nobsa collezione Ames di Moodntone (www.moodntone.com), sedia 218 di Thonet (www.gebruederthonetvienna.com), serramenti esterni Lensi Infissi (www.lensinfissi.it).
In bagno cemento a paviment0, piastrelline bianche con fuga a contrasto a parete, più dettagli in legno
L’accostamento tra cemento continuo, piccoli rivestimenti ceramici e legno introduce una leggera variazione materica senza rinunciare al rigore compositivo che caratterizza l’intero appartamento. Le fughe a contrasto evidenziano il disegno della superficie e conferiscono ritmo alle pareti.

Minimalismo anche in bagno, con la pavimentazione di cemento lisciato. Mobile Godmorgon di Ikea (www.ikea.com) con finitura effetto rovere, rubinetteria Paffoni (paffoni.it), piastrelle System Ghiaccio (5×5 cm) di Ceramica Vogue (www.ceramicavogue.it), appendini Dots di Muuto (www.muuto.com).
Progetto: DEFERRARI+MODESTI (Javier Deferrari, Lavinia Modesti), Firenze
Tel. 055/5120335 – https://www.deferrari-modesti.com
Foto: Anna Positano e Gaia Cambiaggi – Studio Campo, https://www.studiocampo.net
RFZ 0624















































