Una casa sottotetto, organizzata come loft

Volete vedere come il sottotetto di una barchessa del ‘600, utilizzata fino agli anni Settanta come oleificio, è stato trasformato in una casa-studio con la vocazione del loft?

Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 27/08/2018 Aggiornato il 27/08/2018
Una casa sottotetto, organizzata come loft

Compresi i soppalchi, l’appartamento misura circa 300 metri quadrati. Organizzato come un grande loft  al primo piano sottotetto, era un grande spazio completamente vuoto, con quattro pilastri centrali a sostenere la copertura a capanna.

Sono state preservate però le funzioni e gli ambienti più privati con un impianto tradizionale: due camere da letto, due bagni, una lavanderia e, all’estremo opposto, uno studio professionale.

La luminosità naturale è stata potenziata dalla scelta monocromatica del bianco, con pareti e partizioni candide, travi a vista e struttura lignea portante altrettanto nivee, pavimentazione di tavolato di rovere sbiancato e graffiato

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Clicca per vederle full screen le immagini della casa. Più sotto una selezione con le didascalie

 

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  • Il lungo soggiorno collega i due estremi della casa, destinati ad abitazione e a studio professionale. La continuità spaziale viene ritmata dalla luce zenitale filtrata da tre coppie di finestre a raso, che identificano anche i diversi ambiti funzionali. Unica macchia di colore il grande tappeto rosso rubino, che definisce idealmente la zona di conversazione. ▪ Finestre a raso Velux ▪ Divano Molteni ▪ Pavimentazione TiEmmeCi

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  • Come un muro di spina, le librerie e le armadiature bianche centrali separano la zona giorno dagli ambienti notte e funzionano da parete attrezzata anche per le apparecchiature elettroniche. I sopraluce trasparenti in alto lasciano intravedere la copertura, per dare profondità alle prospettive, e permettono alla luce di diffondersi. Come piano di appoggio per la cucina e tavolo da pranzo un grande bancone realizzato con una tavola di ciliegio dello spessore di 8 cm posata a sbalzo su una struttura metallica nascosta, imbullonata al piano di calpestio e rivestita anch’essa di ciliegio per diventare contenitore delle pentole. ▪ Sedie Catifa 46 di Arper ▪ Lampada a sospensione Artemide ▪ Poltrona Aston di Arper

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  • Il disimpegno che conduce alla parte più privata della casa offre uno scorcio articolato, modulato dalla posizione strategica del volume delle camere e delle librerie in rapporto ai pilastri portanti, oltre che dalla luce naturale proveniente dalle aperture a raso e a parete. Unica concessione al colore, oltre alle coste dei libri, gli allegri tappeti a pois rossi che conducono verso il cuore dell’abitazione.

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  • Baricentrica rispetto all’estensione della mansarda, la scala a pianta quadrata dell’ingresso è chiusa al primo piano da un volume di acciaio nero, vetro bianco e vetro trasparente. Interessante il dialogo tra materiali del passato, come il cotto della pavimentazione, e di oggi, tra cui l’acciaio della struttura e il cristallo dei parapetti, privi di cornice portante per aumentarne la trasparenza e la leggerezza dell’insieme.

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  • La cucina minimale con ante di legno laccato e piano di Corian® è chiusa dentro a una armadiatura bianca con ante pieghevoli a pacchetto, utile negli ambienti aperti per celarla alla vista quando non la si usa. Sulla destra la porta nera di mdf laccato porta alla restrostante lavanderia, dove oltre a lavatrice e asciugatrice trovano posto anche il frigorifero e una serie di armadiature a supporto della cucina. ▪ Cucina Minimal Cucine ▪ Fuochi Wolf ▪ Forno Foster ▪ Lavandino e cappa Franke ▪ Elettrodomestici Electrolux

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  • Minimalismo estremo anche nella camera matrimoniale, arredata semplicemente con letto tessile corredato di testata a pianale che prosegue ai lati con due ali contenitive come comodini, tavolino di servizio e grandi fotografie poggiate a terra o su una sottile mensola nera, segno grafico sulla parete bianca. ▪ Poltroncina Catifa 80 di Arper

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  • La piccola e bassa camera degli ospiti, ricavata in un soppalco a cui si accede tramite una scala a fianco della cucina risulta più spaziosa grazie al bianco e all’illuminazione di un lucernario Velux. Accoglie con un materasso matrimoniale appoggiato direttamente sulle assi di rovere sbiancato del pavimento come un futon giapponese. Anche qui fotografie in grandi formati appoggiate al pavimento e un elegante tavolino come servomuto.

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  • Total-white anche nel piccolo bagno dello studio, fornito però di doccia, ricavato nella zona lavoro del fotografo padrone di casa, all’estremità opposta della mansarda rispetto alla cucina. Sopra al bagno un soppalco tecnico, con tutti gli impianti per il riscaldamento (a pavimento con caldaia a condensazione) e il raffrescamento dell’appartamento.

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  • Il bagno della camera matrimoniale è rivestito di resina bianca ed ha sanitari sospesi; un lungo piano di compensato rivestito anch’esso di resina sostiene il lavabo di pietra lavica nera. La doccia è a filo pavimento, con scarico a canale e rivestimento di resina, separata dal resto dell’ambiente da un cristallo inserito a terra senza telaio. Lo specchio è applicato direttamente a muro, per un effetto di ulteriore pulizia formale. ▪ Sanitari Flaminia

 

Foto: Andrea Alessio (www.andreaalessio.it )
Progetto: architetto Silvia Bortolini, San Polo 1512/E – Venezia, www.silviabortolini.it  

 

 

 

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