Mansarda: un fascino tutto da vivere

Il legno protagonista nella mansarda di 150 mq, ricavata innalzando la quota del tetto.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 16/01/2017 Aggiornato il 16/01/2017
Mansarda: un fascino tutto da vivere

Nel sottotetto di un edificio nel centro storico cittadino si è ricavata una grande mansarda luminosa. Per ricavare lo spazio, anzi il volume, adeguato, l’intervento di ristrutturazione – senza alterare l’aspetto urbanistico preesistente – ha richiesto l’innalzamento del tetto sul lato strada e previsto la realizzazione di un abbaino con terrazzo a tasca nello spiovente che affaccia sul cortile. Per questo lavoro è stato necessario rimuovere la vecchia capriata e ricostruirla in legno massiccio, che funge da struttura e nel contempo da elemento d’arredo come soffitto spiovente. Grazie alla finitura chiara del legno, a soffitto e pavimento, del bianco a parete e degli arredi a tinta neutra, lo stile moderno e contemporaneo della casa viene valorizzato, conferendo un effetto di leggerezza all’intero volume.

Fattore decisivo però per la luminosità degli ambienti sono le grandi superfici finestrate: 14 metri di vetrata sul lato nord, dove si trova la terrazza, e quasi 20 metri ricavati dopo l’innalzamento del tetto sul lato sud. Inoltre le finestre per tetti permettono di sfruttare al massimo la luce naturale. Così anche nelle giornate di cielo coperto non è necessario durante il giorno ricorrere all’illuminazione artificiale, risparmiando anche sui consumi di energia elettrica.

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▪Il living trae luce da finestre per tetti poste su entrambi gli spioventi di grandi dimensioni. Lo spazio al centro dell’ambiente è sfruttato dalla zona conversazione, arredata con un comodo divano dal terminale a chaise-longue e da un tavolino dalle forme pulite e lineari, di gusto minimalista. Alla luminosità dell’ambiente contribuiscono anche la tonalità sabbia di tappeto e divano e il candore della parete, non interrotto nemmeno dalla presenza di un radiatore a piastra, che si mimetizza perfettamente con lo sfondo cui è fissato. Sull’angolo opposto, una seduta in vimini crea un angolo lettura illuminato da luce naturale grazie al vicino lucernario.

 

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▪ L’open space è diviso – solo parzialmente – da due elementi portanti, uno nel senso della larghezza e l’altro della lunghezza della mansarda, che lasciano aperti i passaggi verso la zona pranzo che risulta da essi definita. 

Zone di altezza ridotta ben sfruttate

Per sfruttare al massimo lo spazio disponibile, anche quello non considerato “abitabile”, le zone sotto lo spiovente con altezza minima sono arredate con differenti soluzioni su misura: cassettoni nella zona lettura; vani a giorno per libri e oggetti nel salotto; pannello portatv, scarpiere. Nei sottotetti, dove l’altezza è maggiore, si possono “chiudere” ripostigli, armadi a muro o cabine che seguono l’andamento pendente del tetto.

Più luce con le finestre per tetti 

La luminosità è un criterio importante per la valutazione di un immobile: le abitazione molto luminose hanno un valore superiore del 10% rispetto alle case più buie. Questo risulta ancora più vero per una mansarda, dove l’aeroilluminazione è affidata alle finestre per tetti, che in generale – rispetto ad altri tipi di infissi – garantiscono il più alto fattore medio di luce diurna. 

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▪Nella zona conversazione del living lungo tutta la parte più bassa della pendenza del sottotetto è stato ricavato un mobile libreria con elementi aperti e chiusi. L’elemento portante centrale divide il volume creando uno spazio dedicato alla zona pranzo.

 

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▪ Oltre che dalle quinte in muratura, lo spazio dell’open space è articolato in zone con diversa funzione anche grazie a elementi d’arredo, come per esempio, la libreria bifacciale e passante, senza fondo, realizzata nello stesso legno dei rivestimenti di pareti e soffitto.

 

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▪ La zona pranzo si affaccia sulla terrazza attraverso una maxi portafinestra scorrevole anch’essa realizzata, come tutti gli infissi, in legno. Grazie alla parete vetrata si riduce ulteriormente la necessità di ricorrere alla luce artificiale. Questa, nonostante la presenza dello spiovente, può essere tranquillamente fornita lampade a sospensione, in questo caso di colore nero per creare un contrappunto visivo con la prevalenza di colori chiari e neutri.

 

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▪Il terrazzo a tasca amplia durante i mesi estivi lo spazio abitabile della casa, garantendo tutto l’anno la massima luminosità alla zona pranzo adiacente l’abbaino. Rivestite in legno di larice, le superfici verticali della terrazza. Questo tipo di terrazza, che diventa un prolungamento del soggiorno all’aperto nella bella stagione, accresce la luminosità all’interno e contribuisce ad accrescere il valore della casa. 

 

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▪Nel vano accanto alla zona pranzo, la cucina si sviluppa in lunghezza. Arredata nel sottofinestra con sole basi (attrezzate con piano cottura, forno e cassettoni), prevede sul più corto lato fronteggiante una nicchia con frigorifero, lavastoviglie e lavello.

 

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▪Nella camera, il letto è realizzato in legno chiaro; al posto dei comodini, è stata ricavata nel muro una nicchia da usare come comodo piano d’appoggio per oggetti da tenere a portata di mano. Due lampade a parete con braccio orientabile sostituiscono le classiche abat-jour. Anche in questa stanza, sotto la finestra, è ricavato un pratico vano contenitore. 

 

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▪Nella cameretta le pareti sono completamente rivestite in legno. Il sottofinestra ospita vani a giorno e cassettoni estraibili, mentre nella parte meno bassa è sistemato un vecchio armadio. 

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In bagno per pavimenti e rivestimenti (di pareti, vasca a incasso e doccia in muratura), sono state scelte piastrelline bianche, in realtà montate su un’unica ceramica di dimensioni più grandi con disegno a tessere piccole piastrelle bianche. Un’apertura sulla parete interna, chiusa da una vetrata fissa, porta nel corridoio la luce della finestra per tetti del bagno, dando illuminazione naturale a un ambiente di passaggio altrimenti poco luminoso.

 

Uno schematico progetto in pianta

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Progetto: Architetto Martin Strobl jun.; Strobl Architektur
Foto: Patricia Weisskirchner

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