La casa triplica con il recupero del sottotetto

Giovanna Strino Pubblicato il Aggiornato il 06/08/2018

In un edificio di ringhiera l’ampia abitazione su due livelli è il risultato dell’unione di due appartamenti contigui e dell’utilizzo del sottotetto, che è stato recuperato innalzando la quota di copertura. Con l’intervento, di notevole entità, è stato anche aggiunto un terrazzo.

Organizzata su due livelli, l’abitazione si presenta con un lay out insolito: l’ingresso è al piano a terra, mentre la zona giorno è sopra. Si tratta di una scelta inconsueta, ma dettata dall’esigenza di sfruttare il terrazzo ricavato ex novo a questa quota. Nel sottotetto, lo spazio è parzialmente suddiviso in tre porzioni (angolo conversazione, pranzo al centro e blocco servizi con cucina e bagno disimpegnato) utilizzando i muri di spina. Le aree sono contigue, con un passaggio laterale molto scenografico, caratterizzato dalla copertura lignea a vista.

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  • Al piano superiore, un angolo del living è per la zona lettura in piena luce sotto il lucernario, con la poltrona Red and Blu coll. Cassina I Maestri – (design G. T. Rietveld) e la lampada Toio prodotta da Flos (progetto di Achille e Pier Giacomo Castiglioni).

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  • L’angolo conversazione, nel sottotetto, gode della doppia esposizione grazie alle nuove aperture verticali nelle falde. È arredato con due divani gemelli (modello Eros di Flexform) posti di fronte. A parete, i moduli sospesi sono della serie Aviolux di Cappellini; mentre a soffitto l’illuminazione è ottenuta con un sistema di faretti su cavi di Lucifero.  
 
COPERTURAIl nuovo volume

La ristrutturazione della casa ha riguardato sia l’interno che l’esterno dell’edificio.
● Eliminata la vecchia copertura, il progetto ne ha prevista una identica per tipologia e materiali, a una quota maggiore.
● Entrambi i piani interessati sono stati “svuotati” sino a ottenere uno spazio unico, poi nuovamente suddiviso in orizzontale. Il solaio in legno che separava i due livelli è stato infatti demolito; quello nuovo è in laterocemento, con adeguate armature; in particolare, l’intervento è caratterizzato da un cordolo perimetrale che lega tutte le strutture verticali.
● Per la parte di nuova edificazione sono stati eretti muri perimetrali in blocchi di muratura portante Poroton® (materiale leggero e resistente) e contropareti in cartongesso isolato.
● In facciata, la costruzione ex novo del terrazzo ha richiesto una soletta a sbalzo: metà nel tetto, metà sporgente.

Aperto sul terrazzo

Al piano superiore, lo spazio centrale in corrispondenza della capriata è destinato al grande tavolo per il pranzo, predisposto per otto posti a sedere. L’effetto scenografico è amplificato dall’affaccio diretto sull’esterno, con la vetrata apribile attraverso la quale si accede al terrazzo. Anche qui, nel sottotetto, sono riproposti in chiave contemporanea i due materiali tradizionali utilizzati in tutta la casa – ferro e legno – che mettono in risalto le finiture dei muri in encausto di grassello di calce. Si tratta di una tecnica molto antica di pittura murale, basata sull’utilizzo di colori diluiti in cera liquida e applicati, invece che con il pennello, con strumenti particolari (denominati cauteri) su intonaco di grassello di calce; in questo caso dato in cinque mani.
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  • La zona pranzo è arredata con il grande tavolo in cristallo trasparente e supporto in acciaio satinato: il modello Doge disegnato da Carlo Scarpa nel 1968 e prodotto da Simon. Sono abbinate sedute in tessuto con gambe in legno (Dejeune di Mdf). La vetrata, con serramenti alzanti scorrevoli dai profili in acciaio colore antracite, è realizzata da Forster. Tra parete e spiovente del tetto, è visibile uno dei profili perimetrali metallici Ipe sui quali si innesta, con un gradevole contrasto, la copertura in legno di castagno. 
Sopraelevazione

Grazie alla normativa vigente nel luogo dove è situato questo immobile, è stato possibile accorpare alla casa il sottotetto e renderlo abitabile alzando la quota della copertura in modo da ottenere all’interno di questo l’altezza minima necessaria, richiesta dal Regolamento di igiene edilizia. Ai fini burocratici, l’innalzamento del colmo è considerato “sopraelevazione” poiché comporta un incremento della volumetria.
● Sempre ai fini dell’abitabilità del nuovo spazio recuperato e unito al piano sottostante, nelle falde del tetto sono state realizzate delle aperture, visibili in facciata, indispensabili per poter avere i corretti rapporti aeroilluminanti, quelli cioè che esprimono la proporzione tra la superficie del pavimento interno e le aperture che garantiscono aria e luce naturali. In generale si può affermare che le modifiche alla facciata, laddove consentite come in questo caso, devono comunque preservare il decoro architettonico dell’edificio: si intende quell’insieme delle linee architettoniche che conferiscono armonia alla fisionomia dell’esterno della costruzione nel suo complesso.progettiaconfronto

  • Nuove finestre sono state realizzate sia sulle falde corrispondenti all’estensione del piano sottotetto sia in facciata sulle murature elevate. Dal punto di vista architettonico, si integrano perfettamente nella composizione esistente.
 

 

 
rifacimento-tettoRifacimento del tetto

La copertura esistente è stata demolita totalmente: dalla struttura primaria sino al rivestimento in coppi.
● Per la sua ricostruzione, si è ricorso a profili metallici Ipe (cioè con la base circa la metà dell’altezza) del tipo 200, posizionati sopra i muri esterni e inglobati in una trave di bordo armata, che ha la funzione di legare ulteriormente le murature; sono serviti come sede di imposta dei travetti del nuovo scheletro.
● Il tetto si basa su una trave di colmo 28 x 22 cm e su un’orditura secondaria in travetti 20 x 8 cm in legno di castagno.
● Sopra questo, un assito dello stesso materiale costituisce il supporto per lo strato isolante; questo, dello spessore totale di 18 cm, è formato da lastre in polistirene (8 cm) e da pannelli in conglomerato ligneo (10 cm).
● Infine, con una doppia listellatura si è provveduto alla successiva posa del nuovo manto in elementi di laterizio, garantendo anche un’intercapedine di circa 9 cm per la ventilazione sottotegola.

 

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  • La zona cottura separata è risolta con una composizione angolare di basi in acciaio con top in marmo di Carrara, realizzata  su misura da Alinox; si è preferito fare  a meno dei pensili data l’irregolarità del soffitto. A terra, come in tutta la casa, è stato posato parquet in massello, essenza wengé.  
Un disimpegno separa le stanze

Poiché la zona notte è al livello dell’ingresso, cioè quello inferiore, è stato necessario realizzare un disimpegno per isolare le stanze dallo spazio di entrata. Elemento molto caratterizzante, la scala è concepita proprio per invitare a salire al piano superiore, evitando di sostare in prossimità degli ambienti privati. Le camere da letto sono tre e hanno tutte accesso diretto a un locale di servizio: due – quelle dei ragazzi – condividono lo stesso, mentre quella doppia è dotata di bagno a uso esclusivo.

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  • Nella camera doppia un sistema di pannelli scorrevoli in legno di acero e vetro chiude il guardaroba e, allo stesso tempo, scherma l’accesso al bagno. Il letto in alluminio laccato è il modello Aluminium bed di Mdf.  

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  • Il bagno tra le due camere è caratterizzato da un bacino in muratura per vasca e doccia. All’interno e all’esterno questo è rivestito in mosaico di vetro Bisazza, in una miscela di sfumature marrone.

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La scala aggiunta

Progettata per essere un punto attenzionale, la rampa che collega i due livelli è inserita in un vano che la mette in risalto. La scala è composta da una struttura in ferro con quattro lamiere di spessore 5 cm – accoppiate tramite appositi distanziali – saldate a piastre fissate a terra, al pianerottolo intermedio e all’arrivo. Per i gradini a sbalzo, che accentuano l’effetto della composizione, sono state utilizzate lastre di ardesia grigia.

 
Completamente trasformata

L’intervento ha comportato l’unione di due alloggi contigui, distribuiti dal ballatoio, e nell’annessione del piano superiore, che corrisponde al sottotetto.
L’abitazione risultante ha una superficie di 87 + 80 mq.
● Si è trattato di un lavoro che ha interessato l’edificio anche nelle sue parti esterne e non solo in quelle interne, compresa la sostituzione della copertura e la costruzione di un terrazzo.
● Questo ha richiesto un iter burocratico più complesso perché, secondo la normativa vigente nel territorio dove è situato l’immobile, questo tipo di recupero del sottotetto viene “equiparato” a una ristrutturazione globale.

 

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Progetto: Desiderio10 Architettura, arch. Matteo Bulli, bulli@desiderio10.191.it, www.desiderio10architettura.it
Foto
di Adriano Pecchio