Idee decor da copiare: una casa di 153 mq ristrutturata e resa più contemporanea

Silvia Scognamiglio Pubblicato il Aggiornato il 09/08/2018

L'originale soluzione adottata per la cucina e un ricercato progetto cromatico hanno cambiato l'anima del grande appartamento cittadino. Adattandolo a un gusto più contemporaneo, funzionale e flessibile. Con idee decor tutte da copiare e una barriera divisoria "light tra cucina e soggiorno.

A Torino, l’abitazione si trova in una palazzina nella zona del centro, costruita negli anni ’60 accanto a edifici più antichi. La distribuzione iniziale degli ambienti, prima dell’intervento, era quella tipica delle case cittadine di quel periodo, non più in linea quindi con le esigenze dell’abitare attuale.

Il progetto è stato essenzialmente quello di movimentare gli spazi, rendendoli più aperti o sostituendo le divisioni tradizionali con soluzioni alternative che coniugano estetica, funzionalità e flessibilità; e sono stati inoltre riorganizzati quelli accessori, migliorandone la praticità e la resa.

Della suddivisione tradizionale presente in origine è stato mantenuto il meglio, apportando modifiche solo dove l’architetto ha ritenuto essere necessario. Nel nuovo layout elementi caratterizzanti sono le chiusure scorrevoli esterno muro e la struttura divisoria che, realizzata intorno alla cucina, permette di schermarla solo parzialmente rispetto agli altri ambienti giorno. Inoltre, in fase di ristrutturazione sono stati rifatti completamente gli impianti e, sfruttando l’altezza elevata dei soffitti, è stato installato un sistema di climatizzazione canalizzato.

Nel suo insieme, l’ispirazione dell’appartamento è moderna, con qualche declinazione anni ’70; un delicato color tortora, alternativo al bianco, definisce gli sfondi, in armonia con le tonalità sofisticate dei tessuti e degli elementi d’arredo.

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soggiorno

  • Nella zona conversazione, le finestre – una delle quali si apre lungo la parete obliqua – permettono di illuminare lo spazio da angolazioni differenti. Il divano a tre posti, in tessuto grigio di Romo, si caratterizza per le finiture sartoriali con coda di topo in velluto viola lungo i bordi; rivestimento tutto in velluto color ottanio, invece, per due poltroncine di fianco, modello Mad Chair di Poliform, design Marcel Wanders. Dall’altra parte, la chaise-longue Febo Apta di Maxalto, design Antonio Citterio, propone un motivo optical anni ’70, vagamente ripreso anche dalla texture a pois della lampada da terra, Pedrera di Gubi. I due coffee table centrali con piano-vassoio e struttura in metallo, sono di Notre Monde, il tappeto grigio tinta unita è Greta di Kasthall. Sul mobile tv in rovere spazzolato, la scritta “Anna” è un’opera in ceramica realizzata a mano da Carlo Moise Chiari di Ceramics Design. I cuscini rosa sono di Elitis.

zona-pranzo

  • Di fianco alla cucina, la zona pranzo è arredata con il tavolo GB311 di Lando, design Paola Navone, il rivestimento del piano è di Rezina, personalizzato su disegno del progettista, con un rivestimento in tessuto resinato di tonalità azzurro carta da zucchero che richiama gli altri elementi d’arredo presenti nella zona giorno. Le sedie hanno lo schienale ovale rivestito in lana cotta (di Designer Guild) di due tonalità contrapposte, giallo e grigio-azzurro. Lo scenografico lampadario con struttura in ottone e globi in vetro trasparente sopra il piano è il modello Bolle di Gallotti & Radice. A sinistra sulla parete, i piccoli specchi rotondi incorniciati sono di Dome Déco.

ingresso

  • A destra sulla parete, sopra la panchetta in legno, le applique con diffusore opalino a globo in vetro soffiato e base in ottone spazzolato sono il modello IC Light di Flos, design Michael Anastassiades. I parquet nuovi in rovere sono di Tolin Parquet.
Vecchio + nuovo parquet

In fase di ristrutturazione è stata rimossa la moquette, riportando così a vista, nei diversi ambienti, i rivestimenti in listelli di rovere posati a spina di pesce, con cornici laterali a correre lungo il perimetro. L’intervento di ripristino della superficie in legno è iniziato quindi con la rimozione tramite solvente del collante che lo ricopriva in più punti.
Omogeneo in tutta la casa: nelle stanze come l’ingresso e i bagni, dove i pavimenti erano in origine in materiali diversi dal parquet, i rivestimenti stati rimossi: l’operazione sarebbe stata in ogni caso necessaria per consentire il rifacimento degli impianti idraulici. È stato quindi nuovamente gettato il massetto in cemento, già nello spessore ottimale per potervi posare sopra nuovi listelli in legno con una perfetta complanarità rispetto al parquet dei locali adiacenti. Si è infine proceduto alla lamatura di tutte le superfici per ottenere un’omogeneità completa anche nelle finiture: tanto che non sussistono ora differenze apprezzabili tra vecchi e nuovi pavimenti.

cucina-piano-lavoro

  • La zona cottura della cucina è delimitata da un “involucro” formato da lamelle in legno laccato che permettono di ottenere una schermatura parziale rispetto al soggiorno, senza togliere luce e visibilità allo spazio operativo. Una soluzione semplice e flessibile che costituisce una variante allo schema distributivo aperto dell’area giorno. Nella composizione della cucina, realizzata su disegno, il top è in Neolith di The Size: si tratta di un solid surface che imita l’aspetto del marmo bianco ed è caratterizzato da elevata resistenza e facilità di manutenzione; le sottili fasce che proteggono la linea di giunzione tra piano e muro sono in acciaio inox spazzolato. Il piano cottura a induzione da incasso (di Bora) integra nel foro centrale una cappa professionale ai carboni attivi per l’aspirazione di fumi e odori. Le due lampade a sospensione gemelle con diffusore conico nero opaco e cavi che si incrociano sono di Lampe Gras. Rivestimenti in resina di Rezina.

cucina

  • Nella composizione in linea della cucina, sopra la zona lavaggio, la porzione di muro tra basi e pensili è protetta da uno strato di resina grigia, posato anche sulla colonna di fianco. Questo materiale di rivestimento, steso uniformemente a spatola e lisciato, permette di ottenere superfici continue, senza giunzioni, impermeabili agli schizzi e all’umidità e facilmente lavabili.

idea di progetto

 La barriera divisoria “light”

Una parete che si sviluppa a elle è stata realizzata su disegno del progettista per delimitare a misura la zona della cucina (e in particolare la penisola con il piano cottura), rispetto all’ingresso e al living. La soluzione adottata permette di ottenere un effetto visivo molto più leggero di quello che avrebbe avuto un divisorio pieno, in muratura o in cartongesso; altro vantaggio è la “permeabilità”della struttura, con possibilità di lasciare filtrare la luce nell’area operativa e di non chiudere completamente la visuale dalla cucina e dal soggiorno. Nel progetto è stata quindi predisposta prima la cucina e poi l’elemento di separazione:
la struttura, al pari di un mobile, può essere facilmente smontata e rimontata altrove.
Come è fatta: il sistema divisorio – che ha uno sviluppo in pianta di 190 x 70 cm e un’altezza di circa 3 metri (fino al soffitto) – è un’opera di falegnameria interamente in legno massello verniciato bianco. La struttura è formata da quattro montanti verticali e da lamelle orizzontali (alte 2 cm e larghe 6 cm). Queste ultime, inserite nei pali, sporgono leggermente di più dalla parte del soggiorno; hanno inoltre una disposizione più ravvicinata nella fascia inferiore della barriera, mentre vanno diradandosi nella fascia superiore per favorire il passaggio di aria e luce. I montanti sono fissati al soffitto con tasselli e al pavimento con un biadesivo; sono però assicurati anche alle basi della cucina in modo da garantire la massima stabilità. Sulla facciata interna, cioè verso la zona operativa, è stata fissato anche un pannello in vetro temperato alto circa 70 cm che scherma in modo puntuale il piano cottura, proteggendo la struttura in legno retrostante dallo sporco e dagli schizzi; il vetro – anche se opacizzato – lascia comunque filtrare la luce da una parte all’altra.

progetto-cucina

 

corridoio

  • Nel nuovo layout dell’abitazione, ingresso e soggiorno formano un ambiente continuo: solo il parquet a terra, segnando un’interruzione nello schema di posa, rivela che tra i due spazi esisteva in precedenza qualche elemento di discontinuità. Il passaggio verso la zona notte è invece separato da una porta specchiata che, scorrendo lungo un binario nascosto da una veletta, quando viene aperta va ad allinearsi alla parete. La superficie riflettente dilata visivamente le prospettive della zona d’entrata della casa. Dalla camera da letto singola, che si apre in fondo alla zona notte, il primo tratto del corridoio che porta all’ingresso è stato ribassato per consentire l’installazione, nel vano superiore, dell’unità interna dell’impianto di climatizzazione canalizzato. Il varco di passaggio è sottolineato da un rivestimento a parete e a soffitto con una tappezzeria disegnata dal progettista: il motivo, in leggero rilievo, è costituito da un intreccio di parole scritte in grigio che si sovrappongono, formando una trama molto fitta: da lontano sembra una superficie irregolare in pietra granitica. Nel corridoio, la camera matrimoniale è chiusa da una porta scorrevole esterno muro tinteggiata nella stessa tonalità delle pareti (con prodotti di Sikkens). Nell’altra stanza da letto, dalla quale è scattata la foto, la lampada a sinistra è la Parentesi di Flos, design Achille Castiglioni e Pio Manzù.

camera

  • Nella camera matrimoniale, la testiera alta sagomata, rivestita in velluto viola (di Dedar) caratterizza l’intero ambiente, reso ancor più sofisticato da un mix di ispirazione contemporanea ed elementi etnici, come il comodino artigianale in ottone spazzolato di provenienza indiana e le stampe incorniciate con scritte in giapponese, realizzate da un calligrafo. L’applique è la Romeo di Flos, design di Philippe Starck.

bagno

  • Nel bagno il piano del lavabo e i listelli lungo i bordi sono in pietra basaltina di colore grigio antracite. Lo specchio con cornice in legno è stato realizzato su disegno del progettista. Sulla destra, l’anta del box doccia ha superficie specchiata.
IL PROGETTO

L’unità immobiliare è costituita da due volumi accostati tra loro con disposizione sfalsata: una casa così strutturata rende “naturale” la suddivisione interna tra zona giorno e zona notte. L’esposizione è sui due lati corti dove, oltre alle finestre, si aprono portefinestre con affaccio sul terrazzo e sul balcone. Durante la ristrutturazione sono state limitate le porte interne, così da ottenere una maggiore continuità tra un ambiente e l’altro; nelle stanze come le camere e i bagni sono stati conservati i serramenti, scegliendo però modelli scorrevoli a ingombro minimo.

DALL’INGRESSO, il percorso indirizza a destra verso il soggiorno con zona pranzo e cucina a vista; a sinistra verso il breve corridoio che, chiuso da una porta scorrevole, distribuisce le due camere da letto, la lavanderia e uno dei bagni. Il secondo ambiente di servizio è a uso esclusivo della stanza matrimoniale, così come la grande cabina armadio con superficie di oltre 6 mq.

LE DUE CAMERE affacciano entrambe su un terrazzo a loggia di forma rettangolare che occupa la posizione d’angolo.La stanza singola è illuminata ancheda una finestrasull’altro lato.

LA LAVANDERIA E IL BAGNO sono entrambi ciechi, dotati di sistema di aerazione meccanico. Soltanto l’ambiente di servizio annesso alla camera matrimoniale dispone di una finestra affacciata sul terrazzo.

IL SOGGIORNO è un ambiente unico, caratterizzato da profondità differenti: la rientranza in corrispondenza del tavolo da pranzo  ha lasciato spazio, all’esterno, alla superficie del balcone.

pianta-1

Progetto: arch. Davide Dutto, Torino – www.davideduttoarchitetto.it.
Foto Studio Roy, styling Candida Zanelli