Un mini appartamento di 50 mq che sfrutta l’altezza dei soffitti

Per la casa nel centro storico di Caserta, recupero dei caratteri della tradizione all’esterno e arredamento contemporaneo su misura all'interno, studiato per sfruttare al meglio la superficie ridotta. Con due scale e due soppalchi.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 28/09/2015 Aggiornato il 29/08/2016
Un mini appartamento di 50 mq che sfrutta l’altezza dei soffitti

Parte di un complesso del centro storico di Caserta, sviluppato attorno a una corte con pozzo, cisterna e lavatoio e comprendente un palazzetto su due piani e un edificio più basso quale dependance, questa piccola abitazione è frutto di un accurato lavoro di recupero dei caratteri architettonici locali esterni – rivestimento delle scale e blocco basamentale dell’ingresso di pietra lavica, portale principale di tufo, scala a collo d’oca, coppi antichi scialbati di bianco – e nel contempo della rilettura in chiave contemporanea dell’insieme: tagli slanciati e regolarizzati di porte e finestre, balcone smaterializzato con parapetti laterali di vetro temperato, infissi disegnati su misura con esili feritoie che proteggono dal caldo sole del sud. Gli interni, sviluppati in due stanze dai soffitti particolarmente alti, hanno permesso la realizzazione di due soppalchi, utili a liberare la pianta sottostante e ad ospitare la zona conversazione e il guardaroba.

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  • I soffitti particolarmente alti dei due ambienti della piccola casa hanno permesso di sfruttare l’architettura in altezza, grazie a due scale su misura e ad altrettanti soppalchi. Nel vano destinato alla zona giorno la scala è stata disegnata come un volume pieno, utile per celare vani tecnici e ripostigli. L’ambiente è declinato in bianco ottico (inclusi gli elementi metallici strutturali del soppalco), con il contrasto scuro del parquet di iroko posato ovunque, bagno compreso. E ogni dettaglio è disegnato su misura, corpi illuminanti compresi.

 

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  • Il soppalco della zona giorno, con struttura portante metallica sospesa al soffitto mediante un solo tirante angolare d’acciaio, ospita una piccola area relax con il divano, mentre sotto trova spazio la cucina, anch’essa bianca come il resto dell’appartamento, con piccoli dettagli in essenza lignea.

 

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  • L’ambiente in cui si trova la cucina, liberata dal divano grazie al piano in quota, ospita anche il tavolo da pranzo circolare. Bianco come le sedie, per continuare a giocare sul contrasto candore/scurezza del legno di iroko. Il retro del vano scala nasconde un piccolo ripostiglio e dietro alla porta con vetro latteo si apre un antibagno-lavanderia, che conduce al bagno e alla seconda stanza dell’appartamento.

 

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  • Tutti gli arredi di questa piccola residenza sono stati disegnati e realizzati su misura, per riuscire a sfruttare al meglio ogni angolo degli ambienti. Così anche la cucina, costruita quasi fosse una scultura con un piano di iroko sagomato a creare una piccola penisola contenitiva e con sottili maniglie in essenza di differenti lunghezze, posizionate sulle ante in modo apparentemente casuale. Uniche concessioni al colore, la parete retrostante, finita con mosaico nei toni dell’azzurro, e le ante della madia, che riprendono le tinte delle tessere di vetro.

 

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  • L’elemento terminale della cucina è stato disegnato per ospitare una piccola libreria, utile per riporre i libri di ricette. Anche in questo caso ricorre il binomio bianco/legno, sfruttando l’iroko per il pannello di fondo e per lo zoccolo.

 

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  • L’aspetto scultoreo della cucina viene ulteriormente sottolineato dallo studio dell’illuminazione notturna, posizionata strategicamente nello spessore dei profili lignei del top e dei pensili. L’intradosso candido del solaio sospeso del soppalco funziona così come una sorta di ampio riflettore, utile a diffondere in modo soffuso la luce. Un intelligente éscamotage che rende scenografico l’insieme e nel contempo evita la presenza di antiestetici corpi illuminanti aggiunti.

 

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  • Il dislivello tra la zona giorno e la camera da letto è determinato dal desiderio di preservare un antico solaio sottostante, di pregiato legno di castagno: tre gradini rivestiti con lo stesso materiale del parquet conducono così nel secondo ambiente, anch’esso dominato da un soppalco. La scala, di semplice lamiera metallica piegata, diventa un segno grafico sulla parete e conduce al guardaroba, da cui si riesce ad accedere, con un ulteriore ridotto salto di quota, a un terrazzo esterno panoramico.
Le piante del progetto

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Progetto: arch. Mario Russo e arch. Anna Esposito merA-Architetti www.mera-architetti.it

 

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