Da mono a bilocale

Il piccolo appartamento cittadino di circa 50 mq, in origine costituito da un unico ambiente, è stato ridistribuito in modo da ricavare una camera da letto separata con cabina armadio. Gli spazi risultano valorizzati anche dalle scelte di colori e materiali, per un effetto giovane, contemporaneo e ben equilibrato.

Silvia Scognamiglio
A cura di Silvia Scognamiglio, Studio D3 Architetti Associati, Fotografo Adriano Pecchio
Pubblicato il 24/08/2015 Aggiornato il 07/08/2018
Da mono a bilocale

Nell’appartamento di circa 50 mq, l’obiettivo principale del progetto è stato quello di suddividere lo spazio inizialmente unico del monolocale in modo da separare la camera da letto dal soggiorno. Con pochi interventi, il miniappartamento è diventato così più fruibile e confortevole, e la scelta di avere due locali separati nulla ha tolto alla vivibilità. I serramenti scorrevoli riducono al minimo l’ingombro delle porte.

  • In soggiorno la zona conversazione, molto luminosa, risulta anche particolarmente spaziosa nonostante le ridotte dimensionidel bilocale. Pochi ed essenziali gli elementi che arredano questo spazio:il divano angolare, trapunato e rivestito in tessuto color ottanio; e di fronte un coffee table (di Made.com) in laccato bianco opaco che nasconde un ampio vano contenitore al suo interno. A lato, la porzione di parete è sfruttata con la leggera struttura sospesa di una minilibreria circolare, suddivisa in settori a giorno. • I quadri sono di Elisabetta Trombello.

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  • Nel living, come nel resto della casa, il pavimento è rivestito in parquet di faggio: la posa in diagonale risulta in questo caso più pratica per evitare antiestetici tagli e fa anche sembrare l’ambiente più grande. La zona conversazione è tutta illuminata da una scenografica lampada da terra (Inout di Metalarte) che, sistemata in posizione d’angolo di fianco al divano, sostituisce la sospensione centrale. Per dividere il soggiorno dalla camera è stata utilizzata una porta scorrevole del tipo esterno muro: una scelta fortemente voluta perché in questo modo il pannello rimane sempre a vista e, tinteggiato in colore grigio scuro, svolge anche la funzione di una quinta che sottolinea il passaggio dalla zona giorno alla zona notte.
Pareti in cartongesso

Questo materiale era il più adatto per realizzare il tramezzo tra living e camera e anche per quello che separa la cabina armadio. In alternativa alla muratura, il cartongesso ha infatti il vantaggio di semplificare gli interventi: si posa in opera con una tecnica costruttiva “a secco” che non richiede l’impiego di malta. Una volta realizzata l’intelaiatura di sostegno in metallo, i pannelli in cartongesso vengono semplicemente avvitati a essa, e poi rifiniti in modo da risultare identici a una qualsiasi parete in mattoni o in cemento.

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  • All’interno del living, la zona cottura aperta si trova a una quota leggermente superiore rispetto al resto dell’ambiente: una pedana la rialza infatti di circa 8 cm, consentendo il passaggio degli impianti tecnici. La composizione, sviluppata su meno di 300 cm di lunghezza, è stata organizzata prevedendo un adeguato spazio per tutti gli elementi indispensabili, compresa la lavatrice, inserita sotto il forno multifunzione. In cucina la composizione lineare in laccato bianco opaco, accostata alla parete, arriva all’altezza del controsoffitto che svolge la funzione di tamponamento, dando all’insieme una maggiore uniformità. Sono state predisposte due colonne, frigo e forno, e tre basi con pensili. L’elemento a penisola che completa la cucina ospita da una parte il piano cottura,dall’altra è attrezzato con due sgabelli in metallo cromato regolabili in altezza e serve come piano snack. Sopra, • la cappa cilindrica a isola (Eclisse di Maxfire). • I faretti sono di Troll.
Fuochi e cappa al centro

La zona cottura è nella penisola: per una soluzione di questo tipo, molto frequente, in fase di progettazione bisogna prevedere il prolungamento dei collegamenti elettrici e del gas (se si opta per un piano cottura con questo tipo di alimentazione). Va inoltre scelta una cappa a isola, adatta per l’installazione a centro stanza (in questo caso si tratta di un modello cilindrico), realizzando una controsoffittatura per il passaggio della canna fumaria se si tratta di una cappa aspirante.

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  • La lavatrice a incasso in cucina: quando nei bagni o nei dismpegni non c’è posto per la zona lavanderia, si può inserire una lavatrice a incasso nella composizione della cucina. Questi modelli, che vengono nascosti da un pannello nella stessa finitura degli altri mobili hanno una scocca rinforzata per ridurre le vibrazioni sugli elementi intorno quando è in funzione la centrifuga.

Controsoffitto per gli impianti

Lungo il perimetro del living è stata realizzata una controsoffittatura curva in cartongesso alta circa 30 cm, che rispecchia l’andamento della pedana a pavimento. La struttura assolve una funzione estetica e tecnica: il volume del ribassamento individua infatti la zona della cucina, riproporziona le altezze e contiene il condotto della cappa e gli impianti. La versatilità d’impiego del cartongesso consente di utilizzarlo facilmente anche per realizzare come in questo caso, profili curvi anziché rettilinei.

La climatizzazione

Nella zona giorno, gli split dell’impianto di climatizzazione sono incassati nel controsoffitto e l’aria fuoriesce attraverso un lungo taglio orizzontale che corre sul fianco del ribassamento; in camera è stata invece installata un’unità interna a vista. Il sistema, dotato di pompa di calore, è usato anche per riscaldare.

Faretti per una luce puntuale

Nel controsoffitto sono incassati, a distanza regolare, dei faretti che illuminano l’area operativa della cucina e il piano snack. Per poterli installare, è necessario prevedere fori di dimensioni adeguate nei pannelli in cartongesso. Si tratta di modelli a led che consentono quindi diversi vantaggi: consumi ridottissimi, bassa emissione di calore (quindi le superfici intorno non si surriscaldano) e durata molto lunga rispetto alle altre tipologie di luci tecniche.

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  • Nella camera matrimoniale la parete in finitura scura fa da sfondo al letto sostituendone la testiera. Il giroletto è un modello tessile imbottito (Box Easy di Noctis), dotato di contenitore sotto la rete che consente di recuperare un ampio volume interno per riporre cuscini, coperte e biancheria. Come comodini sono stati scelti due semplici cubi in laccato bianco opaco, di minimo impatto visivo. I serramenti, in alluminio sia all’interno sia all’esterno, sono stati conservati senza modifiche in fase di ristrutturazione. Idropittura e smalti opachi: il primo tipo di finitura è stato utilizzato per le pareti bianche; uno smalto opaco all’acqua, invece, per tinteggiare l’interno delle tre rientranze. Gli smalti sono più indicati per superfici in colori scuri perché risultano più coprenti e riducono il rischio di impronte e aloni.

Valorizzare le nicchie

La testiera del letto matrimoniale è inserita in una rientranza, la cui profondità è evidenziata dalla tonalità scura. Altre due nicchie, una ad arco e una semicircolare, sono state ricavate nella fascia alta della parete: sempre con fondo scuro, sono utili per contenere e arredano la stanza. Nei vecchi edifici come questo, l’elevato spessore dei muri perimetrali (a volte oltre 60 cm) consente di ricavarvi rientranze capienti che fanno guadagnare centimetri.

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  • Di forma lunga e stretta, il piccolo ambiente di servizio è stato comunque sfruttato su tre lati, individuando tre zone funzionali sufficientemente distinte: quella del lavabo, i sanitari e la vasca. Si tratta di un modello a idromassaggio che permette di recuperare centimentri e di disporre di un bacino più ampio sfruttando l’angolo. Nel bagno la pianta del locale si allarga leggermente in corrispondenza della finestra di fronte ai sanitari. La vasca angolare (di Teuco) con rubinetteria sul bordo (di Grohe) è stata invece inserita a misura tra le tre pareti con l’effetto di un ambiente più raccolto; una nicchia rettangolare nel muro è utile per appoggiare asciugamani e flaconi. I sanitari sono il modello Starck 3 di Duravit, tutti i rivestimenti in cemento di Edilpietro. Sopra la vasca è stato realizzato un ribassamento in cartongesso con la specifica funzione tecnica di nascondere lo scaldabagno, accessibile dalla cucina per le ispezioni di manutenzione.

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Spatolato in cemento per rivestire

Le pareti del bagno sono protette a tutt’altezza da un rivestimento cementizio, simile alla resina, che ha tra le sue caratteristiche anche un’elevata resistenza all’acqua e all’umidità. l È stata però anche una scelta estetica: la superficie così trattata assume un aspetto molto materico, accentuato dal colore grigio naturale, non uniforme ma sfumato della finitura spatolata. I rivestimenti cementizi, a parete ma anche a pavimento, erano in passato utilizzati soprattutto in contesti commerciali e industriali; oggi trovano sempre più spesso applicazione anche in ambiti residenziali. Tra i vantaggi ci sono gli spessori ridotti dei rivestimenti; tempi e modalità di posa variano in funzione del tipo di superficie da ricoprire.

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1 Ingresso – 2 Soggiorno – 3 Penisola – 4 Zona cottura – 5 Antibagno – 6 Bagno – 7 Camera matrimoniale – 8 Cabina armadio

L’area cooking: A vista sul soggiorno e leggermente rialzata, la zona cottura risulta parzialmente separata grazie alla penisola miltifunzione. Tra quest’ultima e la composizione a parete rimane uno spazio di circa 100 cm.

Antibagno + bagno: Senza modificarne la posizione originaria, è stata realizzata una nuova divisione interna con porta scorrevole per ricavare l’antibagno, come previsto dalla normativa.

Il posto giusto per la camera: Ritagliare un ambiente separato in questa posizione è risultato facile grazie alla presenza della finestra. Nella piccola stanza anche la profondità della nicchia dietro il tetto è preziosa per recuperare centimetri.

Anche la cabina armadio: È bastato costruire un tramezzo per ottenere un guardaroba annesso alla camera. Poiché vi si accede dalla stanza stessa, la superficie della cabina armadio può essere computata nel calcolo dei metri quadrati minimi prescritti dalla normativa per la camera matrimoniale (14 mq nella maggior parte dei Regolamenti locali).

 

Progetto: D3 Architetti Associati Arch. Elena Leuenberger, Milano www.d3architetti.it
Foto: Adriano Pecchio

 

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