Bilocale con pianta difficile a T, con un lungo corridoio che diventa una passerella d’effetto

Idee da copiare per una casa piccola dalla pianta difficile: un bilocale di 50 mq, un po' penalizzato dal corridoio lungo e buio, diventa funzionale grazie a soluzioni strategiche e d'effetto. E vengono anche recuperati i bei pavimenti, originari degli anni Trenta.

Giovanna Strino
A cura di Giovanna Strino, Architetto Nicola Brembilla, Fotografo Claudio Tajoli
Pubblicato il 29/01/2018 Aggiornato il 14/01/2019
pianta difficile

Pur con un budget contenuto a disposizione, il progetto ha valorizzato la piccola casa d’epoca di due locali con bagno. Irregolarità e vincoli, dati dalla pianta così singolare e difficile, sono stati ampiamente superati realizzando interni con soluzioni intelligenti e decor. A cominciare dal corridoio cieco, lungo circa 9 metri che, grazie alle sole finiture, a terra e a parete, è stato trasformato in un passaggio suggestivo che porta alle stanze e termina con una quinta decorata.

Due gli ambienti che compongono l’abitazione: il living, a sinistra, e la camera da letto con bagno, a destra. Al centro è stato collocato un nuovo volume bifacciale che, interposto tra i due locali, è a doppio uso. Un’idea originale e strategica in una metratura così ridotta, che ha permesso di risolvere con pochi interventi la divisione degli spazi.

Idee da copiare
  • Cucina-cabina armadio nel volume centrale double face
  • Recuperare le cementine come rivestimento
  • Valorizzare il corridoio con finiture d’effetto non solo a pavimento ma anche a parete

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Demolizioni e costruzioni rispetto allo stato di fatto

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LAVORI LOW COST

Il nuovo assetto ha richiesto poche modifiche murarie: si è preferito infatti puntare su scelte d’arredo e decor preservando l’impianto architettonico della casa. Tutto il progetto, come si vede, ruota intorno al “vano/scatola” centrale.

FUNZIONI SCAMBIATE

La destinazione d’uso dei due locali, preferendo orientare a sud il living per porlo a favore della luce naturale, è stata invertita. La camera da letto, chiusa con una porta, ora si affaccia a nord, verso la corte.

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Non è raro che durante la ristrutturazione si scoprano elementi originari della casa. Vale sempre la pena di valutarne il recupero, perché oltre a dare fascino agli interni, aiutano spesso a contenere i costi.

 

passaggio

  • Giochi di contrasti e nuance. Il nuovo living è un spazio aperto, in cui rimane un accenno della porta preesistente. È un ambiente che punta sulla ricchezza decorativa e cromatica del pavimento d’epoca, con pattern esagonali che formano motivi floreali. L’arredo, con pezzi iconici del design anni ’50 e ’60, è in nuance; i tendaggi sono in verde, tinta complementare del rosso, colore dominante nella stanza.

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  • I pezzi di design storico, come gli arredi vintage d’autore, sono senza tempo e valorizzano diversi contesti architettonici. Perfetti nelle case d’epoca, danno valore anche alle abitazioni di taglio contemporaneo
 Come recuperare le cementine

Le tipiche piastrelle degli anni Trenta del secolo scorso, utilizzate fino agli anni ’50, sono formate da un impasto di cemento colorato. Ciò che le caratterizza è la forma: quella esagonale era la più utilizzata, posata a creare bellissimi tappeti floreali, di solito a tre tinte: bianco, rosso e nero su tutte. In questa casa, la pavimentazione originaria è venuta alla luce, intatta, durante i lavori di ristrutturazione, con la rimozione del rivestimento a terra in pvc effetto legno, incollato sopra le cementine.

Per il recupero, è stato necessario rimuovere tutti i residui di collante, applicando a spatola un prodotto sintetico liquido specifico. Con un successivo trattamento di pulizia e ceratura, la superficie è stata ravvivata, senza alterarne l’aspetto caratteristico, né cancellarne l’effetto vissuto. Qui non è stato necessario, ma laddove mancassero elementi, è possibile aggiungerne di nuovi. Esistono aziende che, su richiesta, li realizzano in modo artigianale.

 

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LA ZONA COTTURA “IN SCATOLA”

La cucina a vista non è amata da tutti, ma in un soggiorno piccolo è spesso una scelta obbligata. Per attenuarne la presenza si può ricorrere a diverse soluzioni, tra cui, come in questo caso, delimitarla in una nicchia.

Fa da sfondo al tavolo e sembra racchiusa in un mobile. In realtà l’area di preparazione e cottura dei cibi è a vista ed è contenuta nel nuovo volume posto al centro tra le due stanze. Compatta, è formata da moduli di produzione Ikea, che sono stati rivestiti da sottili pannelli in legno per coordinarla alla “magic box”. È perfettamente mimetizzata, grazie al colore nero utilizzato per alzatina e top.

Nel suo insieme, l’effetto è quello di un pannello decorato: una moderna boiserie con profili in ferro che disegnano motivi geometrici. Anche la praticità non è trascurata, perché le parti in legno sono protette con un prodotto impregnante che, pur non vetrificando la superficie, la rende lavabile.

Volume double face. Lato giorno, la cucina

Il volume di 4,5 mq è un elemento d’arredo progettato e realizzato su misura ed è stato assemblato e rifinito in opera, in pochi giorni. È composto da un telaio portante in ferro, formato da profili scatolari che sono stati inseriti nella muratura e saldati in loco, e da pannelli di tamponamento in legno. All’esterno, i giunti sono coperti da un ulteriore telaio metallico che rinforza la “scatola” e ne decora i tre lati a vista. All’interno, un tramezzo divide in due porzioni: dal lato del living è stata installata la zona cottura.

Le fasi di lavoro

Fissata la struttura portante, all’interno del vano sono stati predisposti gli impianti per entrambe le funzioni previste. Sono stati quindi posati i tamponamenti, con i pannelli già sagomati secondo il progetto. Il volume così ottenuto è stato racchiuso in una seconda intelaiatura. Il tocco finale: trattamento impregnante e impermeabile trasparente per il legno; pittura a smalto per il ferro.

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A terra, l’inserto in finitura Microcemento®
L’inserimento del legno in tonalità chiara armonizza l’insieme di cromie accese ed elementi decorativi diversi: grafici, floreali e classici. In una casa di piccola metratura la soluzione più giusta per valorizzarla è quella di renderla particolare, adattatandola al proprio gusto.

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 A terra, l’inserto in finitura Microcemento®

Una fascia in questo materiale raccorda i pavimenti delle due stanze, che sono identici ma a colori invertiti, e si estende fino all’interno della cabina armadio. È stata realizzata con un prodotto specifico a base minerale (Microcemento® di Pancotti Superfici, www.microcemento.it), applicato a mano in tre strati, per uno spessore totale di solo 1 mm. Il primo prevede anche la posa di una rete plastica (simile a quella che si applica sulle pareti prima dell’intonaco, ma molto più sottile), che serve a uniformare il sottofondo e a contrastare la formazione di crepe in superficie. Il secondo è di finitura; con il terzo si dà la colorazione. Si tratta di un rivestimento con interessanti caratteristiche estetiche e tecniche, che asciuga in fretta e può essere utilizzato anche per supporti verticali: in questa casa è stato utilizzato anche per alcuni elementi d’arredo del bagno.

Volume double face. Lato notte, il guardaroba

Circa 3 mq è la superficie del volume in legno dedicata al contenimento, che è sfruttata a tutt’altezza e su tre lati, con un’attrezzatura completa. Vi si accede tramite una tenda in tessuto tecnico pesante, di colore nero: più che un’alternativa a una porta, si tratta di una scelta estetica, anche molto pratica e facile da realizzare, che fa somigliare l’ingresso a una antica camera oscura per lo sviluppo dei negativi fotografici. Dentro la “scatola”, la parete di fondo è quella che separa la cucina ed è rifinita con una tinta azzurro polvere.progetto-armadio

cabina-armadioL’attrezzatura interna
I profili in ferro che caratterizzano l’estetica esterna del volume sono stati utilizzati anche per realizzare l’attrezzatura interna del guardaroba. Per dare maggiore stabilità alla struttura, che prevede barre appendiabiti sospese, l’intelaiatura è sostenuta da tubolari in acciaio 4×4 cm. Ganci, cassettiere e ripiani permettono di riporre con ordine anche accessori e altri capi di abbigliamento. La cabina armadio è completa anche di specchio, posto sulla parete centrale, in asse con l’accesso al vano.

bagno

Quando la cucina è open, bisogna prestare attenzione al bagno: è necessario infatti creare un disimpegno, cioè un locale – o uno spazio intermedio – delimitato da porte.

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  • In pendant con gli altri ambienti della casa, in bagno si trovano ispirazioni anni ’30. Il rivestimento a terra e alle pareti, infatti, ripropone l’effetto marmo di Carrara a tutt’altezza, con maxi lastre di gres. Nella doccia filopavimento (salvaspazio) il soffione fisso ha un design rétro e la tenda paraspruzzi è di colore blu cobalto.

Progetto: arch. Nicola Brembilla, Studio di architettura Hypnos, Milano – Tel. 02/87064696, www.hypnos-studio.com
Foto: Claudio Tajoli – Styling Fulvia Carmagnini

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