Vetrate scorrevoli dividono gli ambienti nella casa di 85 mq

Nell'abitazione rinnovata, alcune vetrate scorrevoli diventano elementi di separazione flessibili, che sostituiscono parzialmente le pareti. E nel soggiorno open space la cucina è risolta con un blocco funzionale che la definisce senza isolarla.

Silvia Scognamiglio
A cura di Silvia Scognamiglio, Fotografo Adriano Pecchio
Pubblicato il 27/02/2017 Aggiornato il 04/09/2018
Vetrate scorrevoli dividono gli ambienti nella casa di 85 mq

Non lontano dal centro di Milano, nella zona dei Navigli, uno spazio industriale dismesso è diventato un confortevole appartamento contemporaneo di circa 85 mq, organizzato su misura per le esigenze di una coppia. Senza perdere la suggestione originaria dell’open space indiviso, il progetto ha previsto una funzionale definizione degli ambienti; con lay-out caratterizzato però da passaggi fluidi e divisioni flessibili, ottenute grazie a vetrate scorrevoli. Per realizzare quest’intento, e favorire anche al massimo la diffusione della luce naturale da una parte all’altra della casa, le separazioni sono infatti in molti casi affidate a pannelli vetrati, a tutta altezza e in diverse finiture, che richiamano un po’ lo stile degli interni domestici giapponesi.

Questo il sistema utilizzato per dividere, ma non del tutto, gli spazi; insieme ai leggeri cambi di quota che contribuiscono a definire alcune aree. Alternati ai predominanti toni neutri, note cromatiche più decise vengono utilizzate ora per sottolineare uniformità e continuità (è il caso del pavimento in parquet), ora per evidenziare uno stacco, come nel caso della struttura che incornicia la cucina.

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  • Cucina “con affaccio”: è delimitata da un bancone a elle, fruibile sia verso il soggiorno come piano snack, sia verso la zona operativa, attrezzato con basi per contenere. La cornice in cartongesso che definisce l’ambiente è stata realizzata intorno al pilastro centrale portante, inspessito rispetto alla sezione originale e con tamponamenti laterali in cartongesso. Dall’ingresso, un solo sguardo racchiude l’open space del soggiorno, la camera da letto sullo sfondo e sulla destra la zona della cucina. Definita, quest’ultima, da una struttura che la racchiude lasciandola comunque a vista. Gli sgabelli rossi affiancati al bancone snack sono il modello Tate di Cappellini. Lungo la parete, il mobile tv in wengé con ripiani nella parte superiore è realizzato su disegno. In fondo, le vetrate scorrevoli in vetro e alluminio suddivise in settori sono di Rimadesio.

 

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  • Tra l’ingresso e il living si è scelto di non interporre alcuna zona di passaggio: così appena entrati ci si trova subito nel cuore della casa. Nell’isola della zona conversazione di fronte al divano sono sistemati un pouf coordinato e una poltroncina, inserita nell’angolo formato dal volume della cucina. Nella zona conversazione gli imbottiti coordinati (Wall2 di Living Divani), di ampia profondità e larghezza, hanno struttura in tubolare d’acciaio e sono rivestiti in tessuto grigio antracite. In cristallo, il coffee table centrale poggia su un tappeto viola con decori tono su tono; stesso materiale e stile minimal per il portariviste tra la poltroncina e il pouf.

 

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  • La zona pranzo è divisa da vetrate scorrevoli rispetto all’ambiente adiacente. È comodamente raggiungibile dalla cucina e posizionata di fronte all’ingresso dello studio, arredata con un tavolo rettangolare allungabile (Furlani), in finitura wengé come gli altri mobili del soggiorno; le sedie (Alma di B&B Italia) sono modelli monoscocca rivestiti in pelle bianca. Illuminano il piano due sospensioni gemelle in alluminio, di forma tubolare (Cilindro S40 di Viabizzuno).

 

 

Vetrate scorrevoli

Per la camera matrimoniale e lo studio sono stati scelti due sistemi di chiusura simili: vetrate scorrevoli esterno muro formate da più pannelli che si sovrappongono tra loro quando vengono aperti. In entrambi gli ambienti, gli scorrevoli arrivano quasi a tutta altezza e coprono vani molto ampi: quello della camera matrimoniale è largo circa 6 metri, quello dello studio circa 3 metri. I pannelli, suddivisi e ritmati orizzontalmente dalle righe dei fermavetri, sono in alluminio con vetri temperati satinati: proprio le qualità del telaio in alluminio, che offre robustezza unita a un peso leggero, consentono di realizzare porte vetrate scorrevoli di così grandi dimensioni. Il meccanismo funziona grazie a un binario incassato a soffitto, del tutto invisibile, che assicura la massima stabilità alla struttura anche quando è in movimento, senza necessità di inserire guide o binari anche a pavimento.

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  • La cucina, comunicante con la zona pranzo e leggermente sopraelevata rispetto a essa, è arredata da una composizione su misura sviluppata su tre lati. Le finiture dei mobili alternano il rovere sbiancato al laccato bianco opaco che identifica la linea dei pensili. Nel soggiorno, in corrispondenza del tavolo da pranzo, una lieve rientranza della parete è stata sfruttata per inserire una libreria a tutta altezza, realizzata su disegno e composta da un modulo basso e da altri sospesi. Un radiatore verticale è installato sulla porzione di parete aggettante che segna il passaggio tra living e cucina.

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Sopra, il controsoffitto…

Per evidenziare lo sviluppo in pianta della zona della cucina, in corrispondenza di quest’ultima è stata realizzata una controsoffittatura in cartongesso che ne segue la forma. Il ribassamento, che ha uno spessore ridotto di circa 20 cm, consente l’alloggiamento dei faretti a incasso che illuminano la zona operativa e il piano del bancone snack. A sottolineare il volume della struttura e il cambio di quota a soffitto contribuisce anche il contrasto cromatico tra la tinteggiatura delle parti esterne, di colore grigio, e quella dell’interno, in una tonalità chiara di arancio. Per entrambe le finiture sono stati utilizzati smalti satinati all’acqua. Grazie a queste scelte progettuali, la cucina appare come inserita in una grande “scatola”, facilmente individuabile visivamente rispetto all’ambiente circostante.

… sotto, la pedana

Gli elementi della cucina poggiano su una struttura che, rialzata di circa 30 cm (due alzate) rispetto alla quota del living, consente l’installazione degli impianti tecnici. Il sostegno della pedana è costituito da un materiale edilizio leggero: “igloo” in plastica – vuoti nella parte inferiore e sfruttabili quindi per alloggiare cavi e tubature – che vengono affiancati uno all’altro a formare una base d’appoggio compatta; sopra è stata posata una rete elettrosaldata per poi effettuare una colata di calcestruzzo a presa rapida (Topcem di Mapei), che asciuga in pochi giorni. Ultimi passaggi, la posa di un rasante cementizio autolivellante e del rivestimento finale in lastre di gres porcellanato.

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  • La zona notte prevede una sola camera, chiusa da grandi vetrate scorrevoli a tutta altezza. All’occorrenza lo studio viene utilizzato anche come stanza degli ospiti. Nell’ambiente, protagonista è il letto in laccato nero, completato da comodini uno diverso dall’altro; tutte le armadiature sono invece concentrate nell’adiacente cabina armadio, chiusa da una porta scorrevole interno muro: ha il telaio in legno verniciato bianco e il pannello in vetro satinato che lascia filtrare la luce nel locale cieco. Nella camera matrimoniale, arredata in modo essenziale, la parete dietro la testata del letto è in mattoni a vista, uniformati dalla tinteggiatura bianca: una voluta citazione dell’origine industriale dell’edificio. A destra e a sinistra del letto, sono sistemati un tavolino a U in finitura nera e un cubo traslucido dotato di sistema di illuminazione interna che irradia luce su tutte le facce.

 

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  • Nel bagno a uso esclusivo, la vasca a incasso in acciaio smaltato (Kaldewei) installata lungo la parete sfrutta anche la zona del sottofinestra: di forma ovale, ha dimensioni standard di 70 x 170 cm. Il lavabo è Duravit, la rubinetteria Zucchetti; lo scaldasalviette bianco fissato a parete è di Runtal. Il soffitto e la fascia alta del muro, che intregra il cassonetto della tapparella, sono sottolineati da una tinteggiatura color rosso mattone, ottenuta con uno smalto satinato all’acqua. Grazie a questa tonalità risulta più calda anche la luce prodotta dai faretti a led (Viabizzuno) installati nel controsoffitto.

 

 Vasca filopavimento

Nel bagno della stanza matrimoniale, il bacino ovale è incassato in una struttura in muratura rivestita in travertino che consente di ottenere l’effetto filopavimento. In realtà, per “fare scomparire” tutta la profondità del bacino, che è di circa 40 cm, è stato necessario effettuare altre due sopraelevazioni della quota del pavimento: il primo gradino (17 cm) è infatti tra il soggiorno e la camera; il secondo rialza poi ulteriormente il bagno rispetto alla stanza.

 Arredo triangolare

Originale e funzionale, il mobile con il lavabo è realizzato su disegno in compensato marino con lastronatura in wengé. Ha una profondità che varia da un minimo di 15 cm, vicino alla finestra, a un massimo di circa 70 cm sulla parete opposta: assottigliandosi così da una parte, lascia spazio alla vasca e trova un punto d’appoggio lungo il muro.

 

 

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IL PROGETTO

L’esposizione: tutti gli ambienti della casa sono affacciati su un solo lato, quello esposto a Ovest: la distribuzione omogenea della luce naturale da una parte all’altra dell’abitazione
è favorita dall’apertura degli spazi e dalla scelta di elementi divisori vetrati.

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Progetto: arch. Claudio Calabrese Milano – www.claudiocalabrese.it
Foto: Adriano Pecchio

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