Da trilocale a bilocale “aperto”: rompere gli schemi con un nuovo layout

L'abitazione di 68 mq che prima era un trilocale, è stata trasformata in un bilocale aperto che conserva i tratti d'epoca ma diventa più funzionale.
Silvia Scognamiglio
A cura di Silvia Scognamiglio, Fotografa Cristina Fiorentini
Pubblicato il 30/09/2019 Aggiornato il 30/09/2019
Da trilocale a bilocale “aperto”: rompere gli schemi con un nuovo layout

Da trilocale tradizionale a bilocale aperto e ampio che dispone anche di spazi di servizio articolati e ben organizzati: sono così valorizzati i 68 mq dell’appartamento milanese all’interno di uno stabile degli anni ’30. Nell’impronta che il bilocale aperto assume si fondono – ben riconoscibili – alcuni tratti architettonici e decorativi tipici dell’epoca e arredi contemporanei. Così, anche nella scelta dei materiali nuovi – dagli infissi alle finiture – non si perde mai il riferimento al passato: piastrelle esagonali a terra, mattonelle dai bordi diamantati sulle pareti del bagno e ancora radiatori che si rifanno nelle linee ai vecchi modelli in ghisa. Molto netta e caratterizzante è la scelta dei colori del bilocale aperto: protagonista il bianco per gli sfondi, il grigio scuro per le strutture di nuova realizzazione e il rosso pieno per complementi e dettagli che, in tutta l’abitazione, sono efficaci per scandirne il ritmo visivo, in un gioco di rimandi che diventa anche filo conduttore.

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IL PROGETTO

L’intervento di rinnovamento del bilocale aperto è partito da un layout molto tradizionale: nello stato di fatto, il corridoio d’ingresso piuttosto stretto e poco luminoso, distribuiva la cucina-sala da pranzo, il bagno e la camera su un lato; il soggiorno sull’altro. Demolendo tutti i tavolati esistenti, la zona di passaggio nel bilocale aperto è stata eliminata per lasciare posto a un soggiorno modello open space, con cucina a vista e un unico elemento centrale di parziale divisione interna. Oltre a rendere gli spazi del bilocale aperto più moderni e a migliorarne la fruibilità, questa soluzione risulta vantaggiosa perché ottimizza la luminosità naturale proveniente dalle tre aperture verso il cortile che non sono di dimensioni particolarmente ampie. La ristrutturazione del bilocale aperto ha comportato anche il totale rifacimento dei massetti, delle pavimentazioni e degli impianti tecnici (compreso quello di riscaldamento); la realizzazione di nuove strutture in cartongesso ha permesso di ricavare, tra living e camera, nuovi volumi per contenere. progetto

  • Nella zona giorno la nuova divisione interna del bilocale aperto prevede che l’area living e quella della cucina pranzo siano separate soltanto da una quinta centrale di ridotto spessore, sfruttata anche per l’appoggio del mobile tv.
  • La camera matrimoniale, che affaccia verso strada, ha preso il posto di quello che in precedenza era il soggiorno. All’interno della stanza è stato ricavato un secondo bagno minimal con lavamani e un vano separato con doccia e wc.
  • A sinistra dell’ingresso, in corrispondenza della zona conversazione, una porta vetrata simile agli altri serramenti interni della casa chiude il volume del ripostiglio. Proseguendo sullo stesso lato si incontra poi, arretrata di circa un metro, la porta della camera.
  • Il bagno principale del bilocale aperto è stato ingrandito integrando lo spazio adiacente, in precedenza occupato dall’angolo cottura che è stato spostato ora all’estremità opposta della zona giorno ed è completamente a vista. Nell’ambiente di servizio, il box doccia è integrato in un volume aggettante che confina con il balconcino del living.
bilocale aperto, soggiorno, divano, poltroncina rossa, portafinestra, colonna portacd, lampada da terra, rivestimento in parquet

Nella zona conversazione del living funziona il contrasto tra i tratti architettonici della casa d’epoca – dal parquet con posa a spina di pesce agli infissi in legno – e le forme contemporanee e scultoree degli elementi d’arredo che giocano sull’abbinamento forte del rosso e del grigio. Il divano rivestito in tessuto è il modello Otto di Biba Salotti, la libreria freestanding a colonna nell’angolo è la Ptolomeo di Opinion Ciatti. La lampada da terra è la Toio di Flos.

bilocale aperto, zona giorno, quinta divisoria, tavolo da pranzo, lampade a sospensione industrial, parquet in rovere con posa a spina di pesce

Nella zona pranzo, sullo sfondo della quinta divisoria, il tavolo rettangolare in finitura rovere è il modello Decapo con sedie Valerie, tutto di Miniform. Fanno luce sul piano due lampade gemelle dalle linee factory, modello Projecteur 365 di Nemo by Cassina. Lo zoccolino che protegge la fascia bassa dei muri perimetrali e della quinta centrale, in poliuretano ad alta densità, è Wallstyl di NMC.

soggiorno, quinta, mobile tv sospeso in laccato bianco, ripiani, poltroncina rossa, parquet a spina di pesce, tavolino e lampada di designidea di progetto

 

Al centro, la quinta a tutt’altezza

Nella zona giorno del bilocale aperto, una volta demoliti tutti i tramezzi preesistenti, è stata progettata una nuova struttura divisoria disposta centralmente tra il living e l’area della cucina-pranzo, in corrispondenza della porzione di parete perimetrale tra le due finestre. La realizzazione è stata eseguita in opera, dopo il rifacimento dei massetti e prima della posa dei rivestimenti a terra in parquet. La quinta, con spessore di 12 cm, è in cartongesso, costituita però da un doppio pannello rinforzato che le consente di reggere il peso del mobile-tv lungo e stretto e delle mensole.Per assicurare la massima stabilità, la parete di nuova costruzione è ancorata sia a soffitto sia a pavimento tramite un sistema di tassellatura. All’interno della parete sono alloggiati i cavi elettrici, collegati agli interruttori.

La finitura: la quinta è intonacata e tinteggiata di bianco come le altre pareti. Nella fascia bassa, su entrambe le facciate, è completata da uno zoccolino in poliuretano ad alta densità e resistenza: identico a quello utilizzato per proteggere alla base i muri perimetrali, si caratterizza per la finitura con modanature di gusto rétro dalla funzione decorativa.

porta in legno laccato a doppio battente, vetro serigrafato, parete in finitura scura, applique sferica, poltroncina rossa e tavolino di design, parquet a spina di pesce

La parete “interna” del soggiorno, completata da tamponamenti in cartongesso, integra il passaggio verso la camera e prosegue fino alla zona office della cucina. Tutte le superfici verticali sono uniformate dalla finitura opaca in tonalità grigio scuro: una soluzione di forte impatto visivo che fa risaltare, nel contrasto, i profili in bianco della fascia a soffitto, dei serramenti e delle applique sferiche. Nel living, in corrispondenza della porzione di parete tra la porta del ripostiglio e il passaggio verso la camera, la poltroncina scultorea dalle linee stondate con schienale forato è il modello Victoria and Albert di Moroso, design Ron Arad. Il tavolino-sgabello è il modello Attila nella versione dorata, sopra è appoggiata la lampada Take: tutto di Kartell. L’applique sferica fissata alla parete è il modello Dioscuri di Artemide; mentre i faretti di forma cubica sono stati tinteggiati nella stessa tonalità di grigio delle pareti.

Fascia e bindello

In tutto il bilocale aperto, a eccezione del bagno, i pavimenti sono in parquet di rovere massello. La tecnica di posa – in sintonia con il carattere d’epoca della casa – è a spina di pesce nella variante all’italiana. A differenza di quella alla francese, la composizione dei listelli (tutti di uguale misura) prevede che, nella disposizione incrociata, il lato corto di ogni elemento vada a combaciare a 90° con quello lungo dell’altro, senza quindi necessità di effettuare tagli. In ogni stanza, la posa all’italiana si completa con la realizzazione di una cornice perimetrale costituita da una fascia di listelli che, ortogonali rispetto alle pareti, contrastano con la geometria centrale (l’effetto è quello di un grande tappeto). A raccordare i due schemi di posa viene interposto il bindello, una sorta di “nastro”, sempre in parquet, spesso di tonalità un po’ più scura, che riquadra il locale.

cucina, composizione in laccato bianco, zona lavaggio, pensili, tavolo, lampada industrial, quinta

La composizione in linea della cucina, parzialmente schermata dalla quinta centrale, ha un aspetto che non si discosta da quello di una parete attrezzata del soggiorno e mimetizza così la sua funzione operativa. Tanti i dettagli che contribuiscono a ottenere quest’effetto: la finitura in bianco opaco, lo zoccolino arretrato che fa sembrare le basi del mobile sospese da terra, la linea dei pensili orizzontali che tagliano la parete a metà altezza, permettendo di utilizzare il piano superiore per appoggiare i quadri. Oltre la quinta divisoria, la parete della cucina è arredata con una composizione in laccato bianco opaco di Euromobil; il piano cottura è un modello in vetroceramica a induzione (di Neff), la cappa è a scomparsa, incassata nel pensile. Il lavabo in acciaio inox è integrato nel top – in Dekton, un materiale tecnico di Cosentino.

camera matrimoniale, letto con testiera a doghe, plaid rosso, radiatore in ghisa, lampada a sospensione di design, climatizzatore split, parete in finitura grigio scura

Le porte interne sono quelle originali degli anni ’30, in legno verniciato bianco e con vetro stampato a macchia di leopardo che lascia passare la luce e lascia solo intravedere che cosa c’è dall’altra parte. Tutti i serramenti sono stati recuperati, restaurati dal falegname e riutilizzati, in molti casi cambiandone la posizione e la funzione all’interno della casa. Nella camera matrimoniale il letto d’ispirazione orientale, con testiera formata da doghe portanti, è Tadao di Flou con coordinato tessile in grigio-rosso secondo i colori dominanti della casa. La lampada a sospensione è la IC Light Suspension di Flos, design Michael Anastassiades; sul comodino la Bourgie di Kartell, design Ferruccio Laviani, in policarbonato trasparente. Il radiatore dalle linee rétro è un modello di produzione attuale: Tiffany di Scirocco.

camera matrimoniale, porta scorrevole in legno e vetro, angolo con lavamani e nicchia, dettaglio letto, armadio in laccato bianco

Un nuovo ambiente di servizio che prevede due spazi distinti è integrato nella camera matrimoniale del bilocale aperto. In un angolo all’interno della stanza, evidenziato dalla finitura in grigio, è inserito un lavamani da appoggio minimal. Mentre in un vano separato sono stati installati doccia e vaso: la porta in legno e vetro è una di quelle originali della casa, adattata però per poter essere utilizzata come pannello scorrevole interno muro. Nella zona lavabo, appoggiato su una panchetta in legno di rovere, la vaschetta è della collezione Momon di Lineabeta con miscelatore a parete Milano di Fantini. Oltre la porta scorrevole, nel vano con la doccia e i sanitari, il vaso è dotato di pompa Sanipack/Saninside di Sanitrit.

Il bagno, ovunque lo si voglia

La realizzazione del secondo ambiente di servizio del bilocale aperto, a uso esclusivo della camera, comportava difficoltà tecniche in quanto il vano con il wc è posizionato molto lontano dalla braga. Al fine di evitare ingenti opere di muratura per effettuare il collegamento diretto e per ottenere le pendenze necessarie degli scarichi, si è scelto di installare un’apposita pompa trituratrice dotata di motore elettrico.

cassetta-bagno

Questa soluzione, a ingombro ridotto e con un consumo di acqua contenuto, offre la possibilità di installare il vaso, senza alcun vincolo, in qualunque zona della casa. Allo stesso scopo di facilitare i collegamenti agli scarichi, esistono anche modelli di pompe motorizzate che possono essere collegati, per esempio, anche alla lavatrice, alla doccia, al lavabo o al bidet.

bagno, piastrelle esagonali, porta in legno e vetro, sanitari sospesi, piano con il lavabo da appoggio, specchio, applique, scaldasalviette

Citazioni rétro con abbinamenti a pezzi contemporanei di gusto minimal caratterizzano l’ambiente di servizio: sullo sfondo bianco spiccano dettagli in grigio e in rosso. Così come i rivestimenti: a terra piastrelle esagonali in gres ispirate allo stile delle cementine; a parete piccole mattonelle rettangolari lucide, con bordi diamantati. Il bagno, che si apre a destra della porta d’ingresso della casa, è preceduto da un antibagno a uso lavanderia che funge da disimpegno rispetto alla zona giorno e occupa lo spazio dell’ex angolo cottura. Nel bagno il lavabo da appoggio e i sanitari in ceramica sono della linea Fourty 3 di Ceramica Globo, i rubinetti sono il modello Volante di Neve Rubinetterie. Nell’angolo a destra della porta, il mobile a colonna è della collezione Industrial Line di Moab 80. Le piastrelle di rivestimento a parete sono di CE.SI, quelle esagonali a pavimento sono della serie Firenze di Fap Ceramiche.

I LAVORI ESEGUITI

Pavimenti & rivestimenti in bagno

In tutto il bilocale aperto, sono stati rifatti i massetti impiegando come materiale un cemento alleggerito ad asciugatura rapida, sopra cui sono stati posati i nuovi materiali di finitura: gres porcellanato in bagno e parquet negli altri ambienti. Per quanto riguarda i muri, una volta ripristinati gli intonaci, sono stati tinteggiati in bianco con idropittura.

Esagoni in gres: solo per
i pavimenti del bagno e dell'antibagno-lavanderia sono state utilizzate piastrelle in gres porcellanato opaco, incollate direttamente sul massetto. Dall'aspetto simile alle cementine originali sono in composizione di 3 colori: gli esagoni hanno
lato di 12 cm e larghezza di 25 cm.

Esagoni in gres: solo per i pavimenti del bagno e dell’antibagno-lavanderia sono state utilizzate piastrelle in gres porcellanato opaco, incollate direttamente sul massetto. Dall’aspetto simile alle cementine originali sono in composizione di 3 colori: gli esagoni hanno lato di 12 cm e larghezza di 25 cm.

Piastrelle diamantate: questi modelli, rettangolari (da 7,5 x 15 cm) e di piccole dimensioni, sono caratterizzati dal taglio a 45° dei bordi e dalla finitura lucida. Tipico rivestimento ceramico del metrò newyorkese e di tante case vecchia Milano, è stato posato in orizzontale a diverse altezze sulle pareti del bagno.

Piastrelle diamantate: questi modelli, rettangolari (da 7,5 x 15 cm) e di piccole dimensioni, sono caratterizzati dal taglio a 45° dei bordi e dalla finitura lucida. Tipico rivestimento ceramico del metrò newyorkese e di tante case vecchia Milano, è stato posato in orizzontale a diverse altezze sulle pareti del bagno.

Il grigio scelto con la scala NCS

Una tonalità piuttosto scura, non lontana dal grigio antracite, è stata scelta per le finiture delle pareti in cartongesso di nuova costruzione e per altri dettagli quali i radiatori. Per avere un colore uniforme, pitture e smalti sono stati selezionati tramite il codice indicato nella "mazzetta" del sistema internazionale di ordinamento dei colori NCS (Natural Colour System, www.ncscolour.it) ideato e sviluppato da NCS Colour AB di Stoccolma (Svezia).

Una tonalità piuttosto scura, non lontana dal grigio antracite, è stata scelta per le finiture delle pareti in cartongesso di nuova costruzione e per altri dettagli quali i radiatori. Per avere un colore uniforme, pitture e smalti sono stati selezionati tramite il codice indicato nella “mazzetta” del sistema internazionale di ordinamento dei colori NCS (Natural Colour System, www.ncscolour.it) ideato e sviluppato da NCS Colour AB di Stoccolma (Svezia).

Il parquet

Soltanto in camera è stato conservato
il parquet preesistente in rovere; nelle altre stanze, dopo il rifacimento del massetto, ne è stato posato uno simile, sempre in listelli di rovere massello
che è stato incollato al supporto
con una geometria a spina di pesce.
La lamatura finale e la verniciatura
trasparente opaca hanno
poi uniformato, anche nella tonalità,
il vecchio e i nuovi pavimenti in legno.

Soltanto in camera è stato conservato il parquet preesistente in rovere; nelle altre stanze, dopo il rifacimento del massetto, ne è stato posato uno simile, sempre in listelli di rovere massello che è stato incollato al supporto con una geometria a spina di pesce. La lamatura finale e la verniciatura trasparente opaca hanno poi uniformato, anche nella tonalità, il vecchio e i nuovi pavimenti in legno.

Tutto in cartongesso

Prendendo come riferimento il muro
di spina e il pilastro tra la camera da letto e la cucina è stata realizzata, sulla stessa linea, una nuova struttura divisoria  interna che attraversa la casa
dalla zona d'ingresso al lato opposto; è stato così possibile ricavare, in successione, il guardaroba per i cappotti, il ripostiglio, il disimpegno notte e
la nicchia che contiene le colonne
della cucina. La costruzione è a secco, con intelaiatura in metallo e pannelli
in cartongesso; per la zona del bagno interno alla camera ne è stato impiegato un tipo speciale resistente all'umidità.

Prendendo come riferimento il muro di spina e il pilastro tra la camera da letto e la cucina è stata realizzata, sulla stessa linea, una nuova struttura divisoria interna che attraversa la casa dalla zona d’ingresso al lato opposto; è stato così possibile ricavare, in successione, il guardaroba per i cappotti, il ripostiglio, il disimpegno notte e la nicchia che contiene le colonne della cucina. La costruzione è a secco, con intelaiatura in metallo e pannelli in cartongesso; per la zona del bagno interno alla camera ne è stato impiegato un tipo speciale resistente all’umidità.

Via le macerie con il risucchio

La demolizione di pavimenti
e muri ha comportato un'ingente quantità di scarti edilizi. Trattandosi
di un ultimo piano con un solo affaccio su strada, il metodo più semplice e veloce era quello di rimuovere le macerie in un unico carico con un sistema meccanico chiamato "escavatore a risucchio": da un camion parcheggiato fuori viene fatto salire
fino all'abitazione un tubo flessibile
di diametro 40 cm; un potente
flusso aspirante permette quindi
di risucchiare i detriti, sminuzzati
in piccoli pezzi: si impiega così
solo mezza giornata.

La demolizione di pavimenti e muri ha comportato un’ingente quantità di scarti edilizi. Trattandosi di un ultimo piano con un solo affaccio su strada, il metodo più semplice e veloce era quello di rimuovere le macerie in un unico carico con un sistema meccanico chiamato “escavatore a risucchio”: da un camion parcheggiato fuori viene fatto salire fino all’abitazione un tubo flessibile di diametro 40 cm; un potente flusso aspirante permette quindi di risucchiare i detriti, sminuzzati in piccoli pezzi: si impiega così solo mezza giornata.

Progetto: arch. Mariapaola Mauri, Milano, – www.archilovers.com/mariapaola-mauri/
Foto: Cristina Fiorentini

Tratto da Cose di Casa ottobre 2018 

 

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