Una casa ristrutturata puntando sull’efficienza energetica

Un vecchio edificio su due livelli è stato ricostruito e trasformato in un’abitazione che consuma poco. Il nuovo lay-out ha poi permesso di avere, nella zona giorno, nicchie e rientranze da sfruttare, integrando alla perfezione arredo e pareti.

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  •  L’ingresso dell’abitazione è un volume a doppia altezza con pavimento su due quote. Per definire la zona d’entrata, più bassa, è stato posato un resistente rivestimento in ardesia; nella parte superiore c’è invece un parquet prefinito a doghe spazzolate, cerate e bisellate. L’intero piano è stato però “rialzato” per realizzare un vespaio aerato con funzione isolante. • Madia verde: Link di Poliform. • Parquet: linea Echi del Passato, in rovere “ayoundé” con nodi, di Antico Cadore.

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  • Progettata per contenere: La parete che scherma il corridoio d’ingresso è formata da due nicchie in cartongesso arredate con soluzioni su misura. Quella con fondo e spallette tinteggiati di grigio contiene un mobile sospeso completato da mensole, mentre nell’altra è inserita su misura un’armadiatura verde, realizzata con un frontale a riquadri uniformi che maschera la divisione tra ante inferiori e superiori. Il soggiorno è un ambiente ampio e molto luminoso con la zona conversazione posta al centro e affacciata sul giardino. Per i divani con rivestimento tessile e la coppia di poltroncine in pelle sono state scelte tonalità sobrie ed eleganti. • Poltroncine: Dondi Salotti. • Faretti a soffitto: Boxy di Delta Light

Nella casa unifamiliare, in origine, al piano terra si trovavano soltanto locali di servizio, cantina e garage, mentre al primo livello c’era l’appartamento. Con i lavori di ristrutturazione, invece, si è potuto quasi raddoppiare la metratura abitabile per un totale di 180 mq, realizzando nuove divisioni interne. La zona giorno ha trovato così migliore collocazione al piano terra, sfruttando le aperture sul giardino, mentre il livello superiore è stato riservato alla parte notte e allo studio.

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  • Effetto parete: Mimetizzata da una chiusura ad ante in laccato bianco, la nicchia nello spazio di passaggio è attrezzata a tutta altezza: nella parte bassa come ripostiglio, mentre in alto è sfruttata con ripiani. Niente canna fumaria: Nella parete che delimita la zona conversazione è incassato un biocamino: non necessita di alcun condotto di espulsione fumi, ha grande capacità di riscaldamento e non produce cenere né odore. Le emissioni sono ridottissime e sfrutta energia rinnovabile. Nel salotto il divano di forma squadrata è sistemato tra le due portefinestre; completano i posti a sedere due poltroncine senza braccioli e un grande pouf, accessoriato con un tavolino a ponte che consente di ottimizzare lo spazio. Sulla parete che fa da sfondo alla zona conversazione, la libreria è composta da mensole modulari e assemblabili a piacere che disegnano sul muro un albero stilizzato. • Divano e pouf con tavolino a ponte: di Dondi. • Biocamino: MU003 di Direct Cheminée. • Libreria a parete: LagoLinea di Lago. • Applique a parete: Fair di Flos, design Philippe Starck (1989).

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  •  In cucina due modelli affiancati: L’arredo si articola in due blocchi di diversa produzione: uno in laccato bianco con fuochi e lavello, l’altro con frigo inox e pensili in laccato lucido piombo. Sono raccordati cromaticamente dalla boiserie in laminato grigio fissata sopra la zona operativa, che in più contiene l’illuminazione al neon.

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  • Cucina: pensili modello Artematica di Valcucine; composizione in bianco High Teak di Salvarani. Forno Whirlpool e frigorifero Quadrio di Hotpoint Ariston. Tavolo: Sushi di Kristalia. Sedie: Smile di Ozzio Design.

 

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  • Come una stanza: Il vano con la scala, di dimensioni e altezza rilevanti, è dotato di luce e aerazione naturale. Anche in questa zona si è puntato sull’accostamento cromatico di bianco, grigio e verde, tonalità presenti in tutta la casa.

La nuova scala a giorno
Anche l’elemento di collegamento tra i due livelli è stato completamente ricostruito. Demolito il vano originario in muratura – angusto e largo solo quanto la rampa – si è ricavato l’attuale spazio, ampio e luminoso, dove è installata la nuova scala prefabbricata.
Come è fatta
A giorno e in ferro verniciato bianco per un effetto visivo di maggiore leggerezza, ha la rampa rettilinea e prevede due fasce laterali di spessore di 10 mm.
● I gradini sono in legno massello di faggio, di spessore di 49 mm, rivestito con moquette grigia, che ha anche una funzione antiscivolo. Per colmare il dislivello tra i due piani ne sono stati necessari 15 + 2 “a ventaglio”, con 18 alzate da 19 cm ciascuna.
● La ringhiera, prevista solo sul lato sinistro aperto, è realizzata con corrimano in tubolare di ferro (4,2 cm di diametro).
● La balaustra di protezione lungo la salita è costituita da 5 colonne in tubolare di acciaio inox (3 cm di diametro) e 6 “correnti” in tondo pieno di acciaio inox AISI 304 (diametro 1 cm) fissati mediante elementi sferici nichelati.
● In alto, sul pianerottolo, come protezione è stato inserito un pannello in vetro: invisibile, accentua l’effetto minimal ed essenziale di tutta la struttura.

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  • Dedicato alla zona notte, il livello superiore è diviso da un lungo corridoio che disimpegna gli ambienti. La camera matrimoniale dispone di cabina armadio e bagno a uso esclusivo. Organizzata su due pareti per sfruttare al massimo il vano guardaroba e mantenere una comoda fruibilità, la cabina prevede montanti, barra appendiabiti e portapantaloni in metallo, completati da cassettoni e ripiani in laminato bianco. Le scatole chiuse in alto servono per il “cambio stagione”.

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  • In camera il letto tessile con bordo giroletto e testiera imbottiti è caratterizzato da un tubolare in alluminio che corre lungo il perimetro. I comodini, un vecchio modello di design, sono stati rinnovati con una verniciatura grigio opaco, una tinta sulle cui diverse gradazioni è giocato tutto l’ambiente. Letto: Sailor di Flou (per materasso da 160 x 200 cm, con rivestimento base, esclusi materasso e biancheria, 3.050 euro). Cabina armadio: attrezzatura interna Stolmen di Ikea.
 
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Efficienza energetica: quali interventi per raggiungerla

Finalizzata al controllo energetico, la ristrutturazione ha consentito di portare la casa in classe C. Si è investito soprattutto nell’isolamento dell’intera costruzione, dalla sostituzione degli infissi con modelli adeguati fino alla realizzazione di un “cappotto” perimetrale. Inoltre, al risparmio che si ottiene grazie alla caldaia a condensazione si aggiunge quello ottenibile con l’integrazione dei pannelli solari termici: ne risulta un contenimento della spesa anche del 60%.

La facciata esterna è stata modificata radicalmente pur mantenendo alcune caratteristiche: il balcone al primo piano, l’ingresso a sinistra e a destra il box. Nuova invece la collocazione della cucina, per la quale sono state realizzate le aperture richieste dalla normativa: quelle dei fori di aerazione e della finestra a nastro.

I frangisole montati su una struttura in ferro zincato, gli elementi a lamelle, in legno di larice, sono fissi: schermano i raggi solari e limitano la necessità di ricorrere alla climatizzazione. • Frangisole: Holzcenter.

Pannelli solari: installati sul tetto, sono di tipo termico, detti anche collettori solari. Consentono il soddisfacimento del 50%della produzione d’acqua calda a integrazione della caldaia per ridurre il consumo di gas. • Pannelli solari termici: Sylber.

Un cappotto per i muri: questo sistema isola dal freddo e ripara dal caldo, eliminando “i ponti termici”, cioè i punti della struttura in cui si ha dispersione di calore. Al contempo fornisce una soluzione alla formazione di condensa di vapore acqueo, macchie e muffe all’interno. • Sistema a cappotto: A 50 – CP 290 di Fassa Bortolo.

La facciata interna non aveva balconi; ora ne è stato ricavato uno nuovo, in parte schermato da frangisole. Questo terrazzo è stato costruito sfruttando parte della metratura interna così da disporre di una maggiore profondità.

Serramenti: In alluminio a taglio termico, hanno vetri a controllo solare che permettono di proteggere dal surriscaldamento gli interni, riflettendoil calore ma consentendo il passaggio della luce.

Vespaio areato: Permette di eliminare il problema dell’umidità negli ambienti al piano terra grazie alla posa di casseforme a perdere in plastica a formadi cupola (Iglù®), sopra le qualiviene gettato il solaio in cemento armato; sotto, un’intercapedine comunica con l’esterno tramite fori che garantiscono l’aerazione.

Il tetto è stato demolito e ricostruito per ottenere un elevato livello di coibentazione e garantire comfort termico anche agli ambienti situati al livello sottotetto.

Nuova copertura: A cominciare dall’interno, dove restano a vista i pannelli di legno verniciato, il tetto prevede uno strato coibentante, con assito in mdf, lastre sottocoppo montate su magatelli per permettere la ventilazione, e il manto in coppi.

Caldaia a condensazione
Collocata in un vano del primo piano, funziona riutilizzando il calore della combustione e minimizzando le dispersioni: i gas prodotti, invece di essere espulsi a una temperatura superiore ai 100 C° come nei modelli convenzionali, vengono fatti condensare e recuperano così il calore latente contenuto nel vapore acqueo. In questo modo i fumi prodotti dalla combustione vengono immessi in atmosfera a una temperatura molto inferiore, realizzando rendimenti elevati e riduzione del consumo di combustibile. Inoltre, grazie a un ottimale controllo del rapporto aria-gas, si ottiene anche un notevole abbattimento dei valori di emissioni inquinanti, quali monossido di carbonio e ossidi di azoto.

Pannelli radianti
Parte preponderante dell’intervento ha riguardato la realizzazione dell’impianto di riscaldamento con caldaia a condensazione e pannelli radianti.Si è utilizzato questo sistema che abbassa notevolmente i costi in bolletta: l’acqua che circola nei tubi – forniti premontati dal produttore su pannelli per posa a pavimento, ma si possono anche avere parete o soffitto -, è molto bassa (circa 30 °C) rispetto a quella necessaria ai radiatori (70-80 °C). l Durante la stagione estiva facendo circolare acqua fredda nei tubi è anche possibile il raffrescamento. l Per aumentare l’efficienza e il risparmio economico, il sistema radiante è stato appunto associato a una caldaia a condensazione.

 

La pianta del piano terra

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pianta-bologna-pianoterraLa pianta del primo piano

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Progetto: Studio Associato di Architettura Tadi, Lodi, Tel. 0371/424525, info@studiotadi.it – Foto: Cristina Fiorentini