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Cemento, mattoni a vista, vetro. L’involucro di questo appartamento all’ultimo piano, con sovrastante terrazzo, in un palazzo circondato dal verde condominiale parla il linguaggio diretto e potente dell’architettura brutalista dell’epoca.
La ristrutturazione di cui è stato oggetto nasce dal desiderio dei nuovi proprietari di disporre di ambienti più fluidi e aperti rispetto a quelli esistenti.
La presenza di importanti porte scorrevoli in legno, di pregevole estetica e in buono stato di conservazione, lo rendevano già adatto a comunicare.
La scelta di riutilizzarle ha permesso di tenere vivo il legame con le origini, all’interno di un progetto che ha ridisegnato la pianta nel rispetto della preesistente, razionale impostazione.
Protagonista il nuovo volume della cucina, concepito come ambiente a sé ma in contatto visivo con il soggiorno, da cui lo separano ante vetrate.
Nel resto della casa, l’intervento ha seguito lo stesso approccio: discreto nella modifica del layout, conservativo quanto a materiali e componenti architettoniche, più spinto nella scelta degli elementi d’arredo. Frutto di un mix di design e recupero creativo.
Architettura brutalista: caratteristiche, materiali e idee per valorizzarla negli interni
Stile controverso, il “brutalismo”, cui si riconduce il palazzo che ospita l’appartamento, è una corrente architettonica che nasce nel secondo dopoguerra e si sviluppa fino agli anni ’70 in tutto il mondo.
Cifra distintiva: porre la funzionalità al di sopra dell’estetica. Un concetto che si traduce nell’impiego di materiali industriali e grezzi, su tutti il cemento, per lo più lasciato a vista, e il ferro, e in edifici imponenti dalle linee rigorose, spesso modulari.
Il termine si riconduce al francese “béton brut”, letteralmente “cemento grezzo”. A causa della sua filosofia progettuale, dopo un iniziale periodo di successo, ha subito molte critiche ed è stato spesso additato come uno dei peggiori esempi di architettura, tanto che nel corso degli anni molti edifici brutalisti sono stati demoliti o lasciati in stato di abbandono.
Uno dei simboli di questo stile, recentemente molto rivalutato, è l’Unité d’Habitation di Marsiglia di Le Corbusier, del 1952, uno dei primi edifici costruiti interamente in cemento armato.
Esempio illustre nel panorama italiano è la Torre Velasca di Milano, progettata dallo studio BBPR: ultimata nel 1958, e appena restaurata.
Foto casa
Il progetto di ristrutturazione: come ridistribuire gli spazi e valorizzare i materiali originali
L’appartamento, a seguito della ristrutturazione, risulta suddiviso in soggiorno, cucina, tre camere, più uno studio e tripli servizi.
L’intervento, rispettoso della cifra stilistica fortemente connotata della casa, ha comportato lavori di demolizione e costruzione, il rifacimento di impianti e la creazioni di controsoffitti dal taglio architettonico che stabiliscono equilibrati giochi di volumi e contengono i nuovi apparati tecnici.
Nel rispetto della storia dell’edificio, si è dato risalto ai materiali originali: cemento, ferro, legno, vetro e mattoni a vista, inseriti sapientemente in un nuovo progetto d’interior che ha permesso di far convivere passato e presente.
Puntando su tinte neutre – bianco e grigio – per le superfici più ampie, con una forte presenza del nero e poche note di colore affidate a mobili e complementi tessili.
Piantina e layout funzionale della casa

1 Ingresso – 2 Bagno di servizio/lavanderia – 3 Cucina – 4 Locale dispensa – 5 Soggiorno – 6 Salottino – 7 Zona pranzo – 8 Studio – 9 Disimpegno – 10 Camera matrimoniale – 11 Bagno – 12 Camera – 13 Scala al terrazzo
- Dal soggiorno, si accede al piccolo balcone che ospita la scala a chiocciola che collega il terrazzo verandato. Dove è stata ricavato un giardino d’inverno con salotto, e un angolo pranzo.
- La cucina è separata dal soggiorno da un nuovo volume in vetro, che definisce sulla sinistra un salottino a sé, arredato con un antico letto indiano e con una poltrona di design contemporaneo.
- Lo studio si apre da una parte sul soggiorno e dall’altra sulla camera matrimoniale che si affaccia senza filtri su un disimpegno comune.
Zona living: soluzioni open space, contrasti cromatici e dettagli materici

All’interno del living, la zona conversazione è definita visivamente dal tappeto damier Checkboard Icon di Kasthall, sul quale si evidenziano il tavolino verde acqua Around di Muuto e quello con top a forma di semicerchio Hoodj di Midj. Sulla madia vintage, chiusa su un lato dal pilastro in cemento, il vaso in vetro bicolore è Gelee di Ichendorf.
Mattoni a vista dipinti di bianco
La parete di mattoni a vista, dipinta di bianco per smorzarne l’impatto e adeguarla al nuovo stile di casa, chiude su un lato un terrazzino esterno, dove si trova la scala a chiocciola che conduce al terrazzo sovrastante. Uno spazio open di circa 135 mq, di cui 26 chiusi con una pergola bioclimatica che ritaglia un giardino d’inverno.
Come integrare colonne in cemento e finiture industrial nell’arredo

Nel living, inquadrato dalle ante in vetro e ferro del box industrial style che definisce il volume della cucina, il divano con rivestimento in velluto giallo è il modello New York di Saba Italia. Di fianco, l’imbottito in pelle è un pezzo vintage anni ’60, Coja di Arne Norell. Le lampade a sospensione Skan di Vibia, di disegno essenziale e finitura nera si accordano al grande infisso in metallo e vetro. Nell’angolo di fianco al camino in cemento, uno dei tratti caratteristici della casa, la lampada da terra Grasshopper di Gubi; dietro al vaso di Maisons du Monde, una stampa di Paper Collective.
Vetrate in stile industriale, colonne in cemento armato e recupero dei serramenti
Nell’angolo davanti alle finestre, la colonna in cemento è un altro elemento peculiare della casa, che lascia in luce la maglia strutturale in cemento armato.

Sulle pareti vetrate del soggiorno si evidenzia l’intelaiatura in metallo nero che contraddistingue il disegno della facciata, su cui si innestano nuove finestre in legno. Fa parte dell’impianto originario anche il radiatore in ghisa, recuperato e ridipinto in una tonalità di grigio scuro che si accorda con tutte le altre componenti metalliche. In contrasto, la poltroncina bianca Duded di Cassina, design Patricia Urquiola, ricompone lo schema in bianco e nero del tappeto stile japan. In quest’angolo green, il cache-pot in corda verde (acquistato da Spazio Mari) introduce una nota di colore.
Nel living, la zona pranzo a lato della stanza tratteggia il passaggio che porta alla zona notte. Le fa da sfondo la parete di confine con lo studio, un ambiente passante che, all’occorrenza, diventa parte integrante del living. Il sistema di porte scorrevoli in legno si apre in modo speculare sui due lati ortogonali (verso il soggiorno e verso l’ingresso), lasciando filtrare la luce fra gli ambienti
Zona pranzo: parquet esistente e tavolo di recupero
Di gusto industriale, il grande tavolo in legno dalla superficie grezza faceva parte dell’arredo di una vecchia mensa. È stato acquistato da un rigattiere e ridimensionato a misura della stanza.
Si accorda bene sia con i serramenti sia con il pavimento di cui riprende le tonalità. Il parquet in rovere era già presente: in precedenza rifinito con vernice lucida, è stato ora rilamato e lasciato al naturale.

Intorno al tavolo, le sedie imbottite con struttura in metallo in nuance con il tessuto azzurro grigio sono il modello Amelie di Midj. Le sospensioni sono A-Tube di Lodes. Sul piano, il vaso è di Maisons du Monde, il vassoio di Alessi.
Guarda i video del soggiorno
Porte scorrevoli esterne al muro: riutilizzo e restauro per ottimizzare lo spazio
I pannelli in legno che chiudono parzialmente due lati dello studio ne consentono l’apertura sul soggiorno: grazie al pavimento comune, dilatano in continuità la prospettiva dei due ambienti.
Già presenti nella casa, fanno parte di quel “pacchetto” di elementi architettonici che si è scelto di conservare. In ottime condizioni, sono state smontate da un’altra stanza e riposati su nuovi binari metallici verniciati di nero, che ne consentono lo scorrimento esterno muro.
In legno di rovere e presenti anche in altri locali, come la cucina, hanno ispirato la finitura delle nuove ante degli armadi a muro già in dotazione delle camere, di cui è stata preservata la struttura interna in formica.
Progetto cucina a vista: parete in vetro, isola centrale e dispensa separata
La cucina lasciata nella posizione esistente è stata ampliata creando un volume aggiuntivo che ingloba la colonna in cemento e un piccolo vano di servizio che affacciava sul disimpegno d’ingresso.
La nuova pianta, di forma rettangolare, è divisa in due dalle consuete ante scorrevoli in legno. La parte più grande, destinata a zona operativa e pranzo, comprende una composizione in linea formata da basi e una penisola che ospita il piano cottura e fa da tavolo snack. Al di là della porta c’è un ampio vano dispensa.
Pareti vetrate tipo atelier per dividere la cucina senza oscurare la luce

Le ante che chiudono e al tempo stesso mettono in comunicazione visiva la cucina e il soggiorno traggono ispirazione dagli interni olandesi e nordici in generale, dove la necessità è quella di amplificare e favorire al massimo la luce naturale. In vetro trasparente con telaio in ferro verniciato nero fondono la loro funzione primaria con l’estetica industrial scelta per interpretare in chiave contemporanea il mood originale della casa.
Layout della cucina moderna: la combinazione legno, bianco e nero

I mobili sono di Cappellini Cucine. Le basi hanno finitura laccato bianco, l’isola in laccato nero ha il top in quarzite coordinato. Sopra il piano di lavoro, il quadro è di Paper Collecive, la brocca verde Cerchio è di Spazio Mari, il vaso di Ichendorf. Sulla penisola, alzatina Twergi di Alessi.
Sospensioni minimal e dettagli d’arredo per la penisola

La penisola è illuminata dalle sospensioni Skhan di Vibia, minimali come il resto del contesto in bianco e nero. Uniche concessioni al colore gli sgabelli imbottiti Riley Soft di Connubia e gli accessori. Al centro del piano di lavoro, il vassoio a forma di semicerchio è di CASA, il macinapepe giallo e bianco è Twergi di Alessi (stesso brand anche per il pentolino in acciaio), la brocca in vetro è di Ichendorf.
Guarda il video della cucina
Soluzioni salvaspazio e arredi essenziali per la camera e lo studio
La camera da letto matrimoniale insieme allo studio – con cui comunica attraverso un disimpegno – e un bagno completamente ridisegnato, ampliato e reso en suite, compone una sorta di cellula indipendente all’interno dell’abitazione.
Arredata con i pezzi essenziali, conserva la struttura dell’armadio esistente, rivisitato nell’estetica e integrato con un modulo a formare una composizione ad angolo.
Ai vecchi interni in formica sono state abbinate nuove ante in rovere in omaggio alle porte e agli infissi; mentre la parte nuova, che quasi scompare sulla parete, è in laminato bianco con ante lisce e cassetti cannettati.
Arredare la camera da letto matrimoniale: equilibrio tra finiture materiche e minimalismo

Rigoroso, il letto Aluminium di Mdf è vestito con lenzuola in lino Soffio di Fazzini. Il plaid con bollo in lana e cotone è Vera di Pappelina. Sul comodino in metallo nero, lampada Flowerpot di &tradition (da Design Republic). Quadro di Paper Collective.
Lavorare da casa: come organizzare lo studio davanti alla finestra

Nello studio la postazione lavoro è stata strategicamente sistemata davanti alla finestra, in piena luce. La scrivania, abbinata a una sedia e a una lampada di design, compone un angolo rigoroso ma al tempo stesso accogliente, che lascia parlare l’architettura senza caricarsi di complementi ed elementi decorativi come tende o quadri. La scrivania è un vecchio tavolo pieghevole indiano, che lascia ben in vista la struttura del legno. È stato acquistato in un mercatino. Arrivano da una precedente abitazione la sedia girevole bianca di gusto nordico e la lampada da lettura.
Idee arredo per la camera per gli ospiti o dei ragazzi

Interamente declinata in bianco, coerentemente con la palette colori che dipinge la casa, una delle due camere che affianca il bagno è arredata con il letto Mandal di Ikea, dalla pratica testata attrezzata con ripiani-comodino. Sopra, stampe di Paper Collective. Sul letto, il plaid a motivi 3D è Funky di L’Opificio, i cuscini sono della coll. Canestri di Fazzini .
Progetto bagni: layout funzionali, docce walk-in e vasche freestanding
Il bagno a uso della stanza da letto è stato completamente riprogettato e si articola in tre zone: a centro stanza si fronteggiano il lavabo e i sanitari; vicino alla finestra, in nicchia, c’è una grande doccia; sul lato opposto un’ampia area semi nascosta è dedicata alla vasca

La doccia in nicchia che si prolunga oltre la parete sulla sinistra è chiusa da un box con anta in metallo e vetro realizata su disegno da Vetreria Lucania. I sanitari sospesi e la vasca Oval sono di Ceramica Flaminia. Il bidet ha rubinetto nero Spillo di Fima – Carlo Frattini. L’asciugamani è di Marimekko. Di Ikea il tavolino a tre ripiani per le piante. Dietro la vasca, vaso/bottiglia bicolore di Ichendorf.
Bagno in resina cementizia: vantaggi, spessore e posa su superfici esistenti
Le pareti, i pavimenti e il mobile che integra il lavabo sono tutti rivestiti con uno strato di resina cementizia.
È un materiale perfetto per realizzare superfici continue, capace di riprodurre la texture di diversi materiali, e dalle alte prestazioni tecniche (è isolante, idrorepellente, igienico, facile da pulire), che può essere steso su diversi supporti, come intonaco, piastrelle, legno, metallo.
Uno dei suoi grandi pregi è quello di avere spessore molto ridotto, solo 2-3 mm, che ne consente la posa su rivestimenti già esistenti, senza la necessità di doverli rimuovere o, nel caso dei pavimenti, di dovere tagliare le porte per consentirne l’apertura.
In questo bagno, per creare un effetto omogeneo è stato applicato anche sul lavabo-mobile, che ha la struttura in compensato marino.
Soluzione wet room: integrare doccia e vasca in un unico ambiente protetto da vetrate
Adiacente al bagno en suite si trova quello a uso dell’intera abitazione. Completamente ristrutturato, è rifinito interamente in resina grigia effetto cemento.
Ha una configurazione insolita: la parte verso la finestra è stata isolata con una parete scorrevole in vetro e metallo, che segna il confine della cosiddetta wet room.
Un unico spazio attrezzato con una grande doccia walk-in dove trova posto anche la vasca da bagno

La parete vetrata che funge anche da box doccia e scorre su un binario in metallo nero è stata realizzata su misura da Vetreria Lucania. Alle sue spalle la vasca freestanding è App di Ceramica Flaminia; il soffione e il gruppo doccia, Spillo Up, sono di Fima – Carlo Frattini. Il rivestimeno in resina è di Rezina®. Vicino alla finestra, il tavolino specchio è stato acquistato da Design Republic. L’asciugamano sulla vasca è di Marimekko.
Indirizzi fornitori
• &tradition, https://www.andtradition.com • Alessi, alessi.com, Tel. 0323/868648 • Cappellini Cucine, https://www.cappellinicucine.it, Tel. 031/748278 • CASA, it.casashops.com • Cassina, https://www.cassina.com, Tel. 0362/3721 • Ceramica Flaminia, https://www.ceramicaflaminia.it, Tel. 0761/542030 • Connubia, connubia.com, Tel. 0432 748512 • Design Republic, https://www.designrepublic.com, Tel. 02/36769460 • Fazzini, https://www.fazzinihome.com, Tel. 0331/1940061 • Fima-Carlo Frattini, fimacf.com, Tel. 0322/9549 • Gubi, https://www.gubi.com • Ichendorf, https://www.ichendorfmilano.com, Tel 02/509942 1 • Ikea Italia Retail, https://www.ikea.com • Kasthall, https://www.kasthall.com, Tel. 02/80500338 • Lodes, https://www.lodes.com, Tel. 041/4569266 • Maisons du Monde, https://www.maisonsdumonde.com • Marimekko, www2.marimekko.com • Mdf Italia, https://www.mdfitalia.com, Tel. 031/7570301 • Midj, https://www.midj.com, Tel. 0434/690122 • Muuto, muuto.com • L’Opificio, lopificio.it, Tel. 011/9298670 • Paper Collective, papercollective.com • Pappelina, pappelina.com • Rezina®, https://www.rezina.it, Tel. 011/8123000 Saba Italia, sabaitalia.com, Tel. 049/9462227 • Spazio Mari, spaziomari.it, Tel. 039/9090172 • Vetreria Lucania, https://www.vetrerialucania.it, Tel. 02/9529575 • Vibia, vibia.com
Progetto e progetto d’interior: Chiara Dante, Via Muratori 29, Tel. 333/5471655, https://www.chiarahoming.com, IG: @chiarahoming
e Arch. Gaia Amidani, Viale Umbria 36, https://www.crema15.com, IG: @gaia_amidani
Foto: Marta D’Avenia
Styling: Deborah Piana Agostinetti
RFZ 0924
























































