Pannelli che separano e decorano nel trilocale di 110 mq

Nella casa d'epoca il soggiorno è aperto ma non del tutto grazie a pannelli che separano, arredano e definiscono i percorsi.
Euga Design Studio
A cura di Euga Design Studio, Silvia Scognamiglio, Fotografo Claudio Tajoli, Stylist Rosaria Galli
Pubblicato il 16/12/2019 Aggiornato il 16/12/2019
porte bianche e pannello a tutta altezza che separa e decora

Nel palazzo d’epoca primo ‘900, a Milano in viale Montenero – a pochi passi da Porta Romana – l’appartamento trilocale di 110 mq è stato ristrutturato con un intervento a più livelli che ha profondamente modificato il layout e anche la percezione degli spazi. Strutture, impianti e finiture si trovavano in cattive condizioni; il rifacimento del parquet è stato anche l’occasione per consolidare le solette che negli anni non avevano ricevuto la necessaria manutenzione.

Dal punto di vista tecnico ed estetico, il progetto si basa soprattutto su soluzioni personalizzate. All’ingresso, due maxi dipinti trasformati in pannelli che separano sono un originale “biglietto da visita” dell’abitazione. Le tonalità neutre degli sfondi alternano il bianco al grigio e al beige; il trattamento artigianale a resina di quasi tutte le superfici verticali permette di ottenere un’uniformità materica in tutti gli ambienti, dal soggiorno ai bagni.

Foto trilocale di 110 mq

  • Tra l'ingresso (sulla destra) e il living, un sistema di pannelli che separano in parte fissi e in parte scorrevoli, indirizza il percorso interno schermando la porta del bagno rispetto al soggiorno e definendo le diverse aree funzionali. Nella zona conversazione, in primo piano, il divano rivestito in pelle bianca è il modello Zanzibar di Linea Italia; il plaid è di Somma, il cuscino è realizzato con tessuto di Dedar. I proiettori che illuminano le superfici dipinte sono il modello Boomer di Paraluce. Il parquet, che qui e in tutta la casa ha sostituito quello vecchio deteriorato, è in rovere spazzolato, di Bassano Parquet. Giovanni Sica, autore dei pannelli che separano è artista avellinese, di fama internazionale: specialista nella lavorazione del ferro, scultore e pittore, è scomparso circa vent'anni fa. Allievo di Generoso Raffone, del quale ereditò la prestigiosa officina, ha realizzato negli anni '30 importanti opere nel Palazzo della prefettura e nella sede del Banco di Napoli di Avellino. In seguito aprì una sua bottega e realizzò manufatti in ferro per i più importanti edifici della città e sculture umane e animali a grandezza naturale. In pittura, a partire dagli anni '50, si cimentò in un personale stile di espressionismo astratto.
  • Nella zona conversazione spicca il profilo della chaise-longue LC4 di Cassina, design Le Corbusier, P. Jeanneret, C. Perriand (1928), nella classica versione con rivestimento in pelle nera; il pouf rosso è il modello Fuji di MDF Italia. La parete attrezzata, che si prolunga anche nel sottofinestra con un copriradiatore a listelli è stata realizzata su disegno da Falegnameria Gattoni. Il televisore è il modello Frame di Samsung. Il tappeto in lana da 200 x 300 cm è Mark di Kasthall, vasi e contenitori appoggiati sul piano sono di Incipit. Anche il televisore fa parte a tutti gli effetti della geometria della composizione giorno: è stato scelto un modello che, fissato a parete in esatta corrispondenza del blocco centrale del mobile ha, per il suo spessore ultrapiatto, l'aspetto di un quadro incorniciato.
  • Pannelli che separano, zona pranzo, tavolo rotondo, poltroncine rosse, isola attrezzata, cucina chiusa da ante scorrevoli, finestre, faretti, parquet
  • Per la cucina, aperta sul soggiorno, è stata scelta una soluzione di produzione adattata nelle finiture allo stile della casa: l'idea era quella di integrarla il più possibile al living, facendone, per così dire, un elemento caratterizzante. L'impronta materica, la tecnologia delle ante, l'attrezzatura degli scomparti e gli elettrodomestici di ultima generazione hanno contribuito a definire lo stile moderatamente hi-tech della composizione. In cucina, l'isola e la composizione in linea fanno parte del programma Mantis di Binova. La zona operativa è illuminata da due tipi di faretti: il modello nero è Duo Ceiling, quello bianco è Cubo, entrambi di Nemo Lighting. Il piano cottura a induzione con il sistema di aspirazione fumi integrato al centro è di Bora. Le pentole sono della serie Food Wear di KnIndustrie.
  • Dietro l'isola centrale si sviluppa a tutta larghezza e altezza un'armadiatura che contiene gli elettrodomestici, gli scomparti contenitori e anche un piano di lavoro estensibile in acciaio inox (quando viene aperto raggiunge la profondità di un metro). Il tutto è occultato alla vista da un sistema di ante ipertecnologiche: in alveolare di alluminio con spessore 12 mm, fanno parte di un programma di produzione e in questo caso sono customizzate da una finitura resinata sia all'interno sia all'esterno. Sono tutte ante a battente con le due centrali di tipo rientrante a scomparsa:dispongono cioè di un meccanismo grazie al quale, una volta aperte, scorrono ai due lati e rientrano nella profondità del mobile, allineandosi ai fianchi; rimane così del tutto a vista l'attrezzatura interna. I moduli della composizione non arrivano fino al soffitto ma, tamponati in alto da una veletta, danno l'impressione di essere incassati in una rientranza.
  • Gli ambienti della zona notte affacciano sul lato strada. Camera matrimoniale e bagno si aprono direttamente sul living: la posizione del muro portante trasversale non favoriva infatti la realizzazione di disimpegni. In precedenza era presente un corridoio di distribuzione ma si è preferito dare, nel nuovo layout, la priorità alla superficie delle stanze che sono state ampliate
  • Nella camera matrimoniale il letto tessile con i cuscini della testiera rivestiti in pelle è il modello Fluff di Bonaldo, design Mauro Lipparini. Rivestimenti tessili e plaid sono di Gabel. Il comodino laccato bianco è di Lago. Le sospensioni che scendono a illuminare le zone lettura sono le Projecteur 165 Pendant di Nemo Lighting, design Le Corbusier. All'interno della cabina armadio, che si apre a destra, l'attrezzatura fa parte del sistema Storage di Porro, design Piero Lissoni. Il tappeto il lana bouclé e lino è Esther di Kasthall. La forma di rettangolo allungato della pianta della camera matrimoniale ha permesso di "ritagliare", all'estremità opposta rispetto a quella della porta d'ingresso del locale, il volume di una cabina armadio semi indipendente. Per ricavarla è bastato ridefinire la profondità della stanza costruendo un nuovo tramezzo a tutt'altezza che fa da sfondo al letto e la cui superficie è rifinita in resina come i muri perimetrali. Al guardaroba-spogliatoio, attrezzato con appendiabiti, ripiani e cassettiere sul solo lato lungo, si accede tramite un vano aperto vicino alla finestra: la continuità con la stanza non viene quindi interrotta.
  • I due ambienti di servizio sono stati realizzati ex novo in fase di ristrutturazione, in posizione diversa rispetto a quella dell'unico bagno preesistente: occupano ora locali adiacenti per facilitare la condivisione degli impianti. Sono anche molto simili nello stile, grazie alla scelte di tonalità e finiture che riprendono i leit motiv della casa. Non secondario è il progetto illuminotecnico che combina faretti e sistemi a led con lampade evergreen, tra tecnologia e design. Nel bagno a uso esclusivo della camera il lavabo è incassato in un piano in muratura trattato a resina come le pareti, mentre sotto trova posto un mobile contenitore in legno, realizzato su misura da Falegnameria Gattoni; la rubinetteria a parete è della serie Volante di Neve. A destra, si intravede il box doccia Araxis di Calibe. Tappeto e spugne sono di Gabel. Il radiatore verticale a piastra verniciato grigio è il modello Relax Power di Irsap.
  • Nell'altro ambiente di servizio, accessibile dal soggiorno, il pensile specchiato a parete, dotato di illuminazione a led, è di Mobilcrab; nel piano in muratura è incassato il lavabo in Tecnoril. Le spugne appoggiate sulla mensola in legno sono di Gabel. Le tracce d'epoca non sono molte, nell'abitazione: tra queste ci sono le porte a doppio battente della camera matrimoniale e del bagno principale. Si tratta dei serramenti originali, in legno verniciato bianco: prima della ristrutturazione erano composte da parti piene e da riquadri in vetro smerigliato che sono stati poi tamponati con pannelli lavorati in stile tradizionale. Per quanto riguarda invece le finestre, si è proceduto alla loro sostituzione con infissi più efficienti, sia sulla facciata verso strada sia sulla corte interna: sono sempre in legno verniciato bianco, realizzati dal falegname sul modello di quelli preesistenti.

Il progetto di ristrutturazione del trilocale di 110 mq

Nell’appartamento il layout è soggetto ad alcuni vincoli imprescindibili: il muro di spina di elevato spessore che attraversa centralmente la pianta e la disposizione delle aperture, con doppio affaccio verso l’esterno e verso l’interno. La muratura portante definisce “in modo naturale” la divisione tra zona giorno e parte notte della casa: ciò non ha impedito però ai progettisti di intervenire con una ristrutturazione totale che ha cambiato la posizione degli ambienti di servizio rispetto allo stato di fatto, ha modificato le dimensioni delle stanze e trasformato il living in un volume unico, integrandovi la cucina che occupava in origine un locale indipendente. pianta trilocale 110 mq

Poco oltre l’ingresso si sale un gradino che rialza di circa 10 cm la zona giorno e tutto il resto dell’abitazione: la soluzione ha permesso anche di ottenere la pendenza necessaria degli scarichi dei due bagni, entrambi realizzati ex novo.

Nell’angolo di fronte all’ingresso, di fianco alla porta dello studio, è stato ritagliato un ripostiglio a pianta triangolare che contiene, in alto, l’unità motocondensante dell’impianto di climatizzazione ad acqua.

Nella camera matrimoniale, alle spalle del letto è stato ritagliato il volume di una cabina armadio a pianta rettangolare, separata da un tramezzo spesso 8 cm. Il guardaroba riceve luce naturale dalla finestra della stanza.

Il soggiorno, che occupa oltre metà della superficie dell’abitazione, è caratterizzato da lievi irregolarità dovute al muro perimetrale obliquo e all’andamento non rettilineo della parete sul lato dell’ingresso. Le profondità del locale risultano così differenziate e le finestre hanno diverse angolazioni di esposizione, tutte sulla corte interna.

brise-soleil, soggiorno, divano bianco, faretti, tappeto

Tra l’ingresso (sulla destra) e il living, un sistema di pannelli che separano in parte fissi e in parte scorrevoli, indirizza il percorso interno schermando la porta del bagno rispetto al soggiorno e definendo le diverse aree funzionali. Nella zona conversazione, in primo piano, il divano rivestito in pelle bianca è il modello Zanzibar di Linea Italia; il plaid è di Somma, il cuscino è realizzato con tessuto di Dedar. I proiettori che illuminano le superfici dipinte sono il modello Boomer di Paraluce. Il parquet, che qui e in tutta la casa ha sostituito quello vecchio deteriorato, è in rovere spazzolato, di Bassano Parquet. Giovanni Sica, autore dei pannelli che separano è artista avellinese, di fama internazionale: specialista nella lavorazione del ferro, scultore e pittore, è scomparso circa vent’anni fa. Allievo di Generoso Raffone, del quale ereditò la prestigiosa officina, ha realizzato negli anni ’30 importanti opere nel Palazzo della prefettura e nella sede del Banco di Napoli di Avellino. In seguito aprì una sua bottega e realizzò manufatti in ferro per i più importanti edifici della città e sculture umane e animali a grandezza naturale. In pittura, a partire dagli anni ’50, si cimentò in un personale stile di espressionismo astratto.

brise-soleil, zona conversazione, parete attrezzata con tv, chaise-longue in pelle, pouf, tappeto, finestra, mobile sottofinestra

Nella zona conversazione spicca il profilo della chaise-longue LC4 di Cassina, design Le Corbusier, P. Jeanneret, C. Perriand (1928), nella classica versione con rivestimento in pelle nera; il pouf rosso è il modello Fuji di MDF Italia. La parete attrezzata, che si prolunga anche nel sottofinestra con un copriradiatore a listelli è stata realizzata su disegno da Falegnameria Gattoni. Il televisore è il modello Frame di Samsung. Il tappeto in lana da 200 x 300 cm è Mark di Kasthall, vasi e contenitori appoggiati sul piano sono di Incipit. Anche il televisore fa parte a tutti gli effetti della geometria della composizione giorno: è stato scelto un modello che, fissato a parete in esatta corrispondenza del blocco centrale del mobile ha, per il suo spessore ultrapiatto, l’aspetto di un quadro incorniciato.

idea di progetto

 

Pannelli che separano

Il carattere della zona giorno open space è in gran parte definito da un’originale soluzione architettonica. Questa mette insieme la valenza tecnica ed estetica, serve per dividere e allo stesso tempo collegare tra loro le diverse aree funzionali, delineando un percorso che dall’ingresso si snoda in tutto l’ambiente. Gli elementi che hanno ispirato tutto il progetto sono due tele di grandi dimensioni, 140 x 300 cm circa, dipinte da un noto pittore e già appartenenti ai proprietari. Intelaiate con cornici in legno verniciato nero, sono diventate pannelli che separano, con la parte decorata rivolta verso il living. Uno dei pannelli che separano è fisso, disposto in diagonale; l’altro, appeso a un lungo binario metallico incassato a soffitto (non è stato necessario alcun ribassamento in cartongesso), può scorrere lungo l’intero lato del soggiorno, fino ad allinearsi all’isola della cucina. Verso l’ingresso: a completamento di questo sistema composito e dinamico di pannelli che separano è stato realizzato un “brise-soleil” che prolunga di circa 1 metro il tramezzo tra la zona d’ingresso e il living. Si tratta di una struttura in legno listellare rifinita a resina, che arriva a tutt’altezza come i pannelli incorniciati: uno schermo soltanto parziale che lascia filtrare la luce e che comunque non impedisce di vedere dal soggiorno chi sta entrando in casa.schizzo, zona giorno trilocale 110 mq

cucina, pannelli che separano, isola, piano cottura, ante scorrevoli, faretti

Per la cucina, aperta sul soggiorno, è stata scelta una soluzione di produzione adattata nelle finiture allo stile della casa: l’idea era quella di integrarla il più possibile al living, facendone, per così dire, un elemento caratterizzante. L’impronta materica, la tecnologia delle ante, l’attrezzatura degli scomparti e gli elettrodomestici di ultima generazione hanno contribuito a definire lo stile moderatamente hi-tech della composizione. In cucina, l’isola e la composizione in linea fanno parte del programma Mantis di Binova. La zona operativa è illuminata da due tipi di faretti: il modello nero è Duo Ceiling, quello bianco è Cubo, entrambi di Nemo Lighting. Il piano cottura a induzione con il sistema di aspirazione fumi integrato al centro è di Bora. Le pentole sono della serie Food Wear di KnIndustrie.

zona pranzo, tavolo rotondo, poltroncine rosse, isola attrezzata, cucina chiusa da ante scorrevoli, finestre, faretti, parquet

Nella zona pranzo il tavolo rotondo con base centrale in cemento e piano in fibra di legno è il modello Rock Table di MDF Italia, design Jean Marie Massaud; le poltroncine abbinate, con seduta e schienale rivestiti in pelle rossa sfoderabile, sono il modello Achille di MDF Italia. Nel sottofinestra, il copriradiatore a listelli di legno, simile a quello della zona tv, è stato realizzato sempre da Falegnameria Gattoni.

La cucina a scomparsa

Questa soluzione risponde a uno dei principali obiettivi del progetto: celare il più possibile le funzioni operative all’interno dell’open space del living. Anche la cucina somiglia quindi più a una parete attrezzata del soggiorno e risulta perfettamente armonizzata.

cucina, dettaglio, piano cottura a induzione, piano di lavoro chiuso da ante in laccato grigio

Dietro l’isola centrale si sviluppa a tutta larghezza e altezza un’armadiatura che contiene gli elettrodomestici, gli scomparti contenitori e anche un piano di lavoro estensibile in acciaio inox (quando viene aperto raggiunge la profondità di un metro). Il tutto è occultato alla vista da un sistema di ante ipertecnologiche: in alveolare di alluminio con spessore 12 mm, fanno parte di un programma di produzione e in questo caso sono customizzate da una finitura resinata sia all’interno sia all’esterno. Sono tutte ante a battente con le due centrali di tipo rientrante a scomparsa:dispongono cioè di un meccanismo grazie al quale, una volta aperte, scorrono ai due lati e rientrano nella profondità del mobile, allineandosi ai fianchi; rimane così del tutto a vista l’attrezzatura interna. I moduli della composizione non arrivano fino al soffitto ma, tamponati in alto da una veletta, danno l’impressione di essere incassati in una rientranza.

zona giorno, porte del bagno e della camera, radiatore verticale, applique, pavimento in parquet

Gli ambienti della zona notte affacciano sul lato strada. Camera matrimoniale e bagno si aprono direttamente sul living: la posizione del muro portante trasversale non favoriva infatti la realizzazione di disimpegni. In precedenza era presente un corridoio di distribuzione ma si è preferito dare, nel nuovo layout, la priorità alla superficie delle stanze che sono state ampliate

camera matrimoniale, parete grigia, letto tessile con testiera imbottita, faretti a sospensione, scendiletto rosso, finestra

Nella camera matrimoniale il letto tessile con i cuscini della testiera rivestiti in pelle è il modello Fluff di Bonaldo, design Mauro Lipparini. Rivestimenti tessili e plaid sono di Gabel. Il comodino laccato bianco è di Lago. Le sospensioni che scendono a illuminare le zone lettura sono le Projecteur 165 Pendant di Nemo Lighting, design Le Corbusier. All’interno della cabina armadio, che si apre a destra, l’attrezzatura fa parte del sistema Storage di Porro, design Piero Lissoni. Il tappeto il lana bouclé e lino è Esther di Kasthall. La forma di rettangolo allungato della pianta della camera matrimoniale ha permesso di “ritagliare”, all’estremità opposta rispetto a quella della porta d’ingresso del locale, il volume di una cabina armadio semi indipendente. Per ricavarla è bastato ridefinire la profondità della stanza costruendo un nuovo tramezzo a tutt’altezza che fa da sfondo al letto e la cui superficie è rifinita in resina come i muri perimetrali. Al guardaroba-spogliatoio, attrezzato con appendiabiti, ripiani e cassettiere sul solo lato lungo, si accede tramite un vano aperto vicino alla finestra: la continuità con la stanza non viene quindi interrotta.

Matericità della resina

Pareti e piani, mobili, ante della cucina, radiatori: le finiture in resina sono in tutta la casa e, utilizzate soprattutto sulle grandi superfici, costituiscono un elemento di omogeneità. Il materiale impiegato è una resina cementizia naturale (alternativa ai prodotti epossidici o poliuretanici), stesa da un artigiano con tecniche manuali. Può essere applicata, a parete o pavimento, all’interno o all’esterno, sopra i vecchi rivestimenti, per esempio in legno, ceramica o metallo, e anche sugli arredi. È quest’ultimo il caso delle ante in alluminio della cucina, trattate con resina scegliendo il colore a campione per uniformarlo con il resto della casa. Estetica e vantaggi: l’aspetto delle superfici richiama quello del cemento, materico e naturale, omogeneo, senza giunti o fughe. Il prodotto è di per sé idrorepellente ma può essere ulteriormente trattato per impermeabilizzare bagni o ambienti umidi. Di facile manutenzione, resistente e durevole, il rivestimento in resina cementizia si caratterizza anche per i ridotti spessori, per l’igienicità e la facilità di pulizia (non assorbe le macchie di olio e grasso); ha una buona resistenza meccanica ed è possibile sovrapporre un nuovo strato per rinnovare le finiture.

bagno, rivestimenti in resina grigia, piano sospeso, faretti incassati, doccia vetrata, radiatore a piastra

I due ambienti di servizio sono stati realizzati ex novo in fase di ristrutturazione, in posizione diversa rispetto a quella dell’unico bagno preesistente: occupano ora locali adiacenti per facilitare la condivisione degli impianti. Sono anche molto simili nello stile, grazie alla scelte di tonalità e finiture che riprendono i leit motiv della casa. Non secondario è il progetto illuminotecnico che combina faretti e sistemi a led con lampade evergreen, tra tecnologia e design. Nel bagno a uso esclusivo della camera il lavabo è incassato in un piano in muratura trattato a resina come le pareti, mentre sotto trova posto un mobile contenitore in legno, realizzato su misura da Falegnameria Gattoni; la rubinetteria a parete è della serie Volante di Neve. A destra, si intravede il box doccia Araxis di Calibe. Tappeto e spugne sono di Gabel. Il radiatore verticale a piastra verniciato grigio è il modello Relax Power di Irsap.

bagno, porta, piano sospeso rivestito in resina, rubinetto a placca, specchio, illuminazione sottopensile, ripiano basso in legno

Nell’altro ambiente di servizio, accessibile dal soggiorno, il pensile specchiato a parete, dotato di illuminazione a led, è di Mobilcrab; nel piano in muratura è incassato il lavabo in Tecnoril. Le spugne appoggiate sulla mensola in legno sono di Gabel. Le tracce d’epoca non sono molte, nell’abitazione: tra queste ci sono le porte a doppio battente della camera matrimoniale e del bagno principale. Si tratta dei serramenti originali, in legno verniciato bianco: prima della ristrutturazione erano composte da parti piene e da riquadri in vetro smerigliato che sono stati poi tamponati con pannelli lavorati in stile tradizionale. Per quanto riguarda invece le finestre, si è proceduto alla loro sostituzione con infissi più efficienti, sia sulla facciata verso strada sia sulla corte interna: sono sempre in legno verniciato bianco, realizzati dal falegname sul modello di quelli preesistenti.

Progetto: Paola Traversa e Eugenio Gargioni, Euga Design Studio, Milano, Tel. 02/36560931 – www.eugadesign.it
Foto: Claudio Tajoli, styling Rosaria Galli

Tratto da Cose di Casa numero di dicembre 2018 

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